L’export di orologi inverte la tendenza e cresce dopo quattro mesi di flessioni
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L’export di orologi svizzeri ha ritrovato in dicembre il segno positivo, dopo quattro mesi consecutivi di flessioni. La pur moderata risalita nell’ultimo mese dell’anno appena chiuso ha permesso al polo elvetico dei segnatempo di limitare la contrazione complessiva del 2025. In dicembre le esportazioni sono state di 2,10 miliardi di franchi (2,29 miliardi di euro), il 3,3% in più rispetto allo stesso mese dell’anno prima. Per l’intero 2025 l’export è stato di 25,55 miliardi di franchi (27,83 miliardi di euro), l’1,7% in meno in rapporto al 2024.
Il mese di dicembre è stato in larga misura caratterizzato dai forti rimbalzi di due tra i mercati maggiori, Stati Uniti e Francia. Per il mercato americano, colpito da aprile dai dazi, ha inciso positivamente la riduzione delle tariffe sull’import USA (dal 39% al 15%), concordata in novembre tra Washington e Berna. Questo l’andamento nel mese dei dieci principali mercati: Stati Uniti 412 milioni di franchi (+19%), Francia 153 milioni (+50%), Hong Kong 146 milioni (-8%), Cina 140 milioni (-6%), Giappone 135 milioni (-1%), Emirati Arabi Uniti 128,8 milioni (-5%), Singapore 128,3 milioni (+13%), Regno Unito 126 milioni (+9%), Germania 71 milioni (-20%), Italia in flessione a 61 milioni (-20%).








