Affitti brevi, il flop della cedolare al 26%: vale solo 17 milioni di gettito extra
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
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Diversificare, diversificare, diversificare. Ecco il mantra che dovrà guidare le imprese per mettersi al riparo dagli effetti della tempesta commerciale che potrebbe scatenarsi nei a seguito dell’imposizione dei dazi annunciati dal presidente Usa Donald Trump. Un mantra che le aziende lombarde hanno ben presente e che mettono in atto ormai da diversi anni, come dimostra il buon equilibrio tra i mercati di sbocco dell’economia regionale, molto esposta sull’estero – croce e delizia di questo territorio profondamente industrializzato.
Un mantra valido a maggior ragione per i distretti produttivi, molto internazionalizzati, che nell’ultimo anno hanno risentito della frenata degli scambi commerciali mondiali, come rilevano i dati dell’ultimo Monitor dei distretti di Intesa Sanpaolo. Nei primi nove mesi del 2024, le esportazioni dei distretti hanno infatti registrato un calo del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2023, per un valore complessivo dell’export di 25,5 miliardi di euro. A pesare è stata soprattutto la debolezza dell’economia tedesca, ma tutti i mercati maturi hanno sofferto, con segni negativi anche pesanti che si sono tuttavia attenuati nel corso dei trimestri.
E qui sta la buona notizia: sebbene più lentamente di quanto previsto all’inizio del 2024, la seconda parte dell’anno ha visto un leggero miglioramento delle esportazioni, con alcuni distretti che sono tornati anche in territorio positivo, sebbene l’unico con il segno più nei nove mesi sia la meccanica strumentale di Monza e Brianza (+2,5%), che è anche il primo per valore, con oltre 4,6 miliardi di export nel periodo considerato. Il ritorno alla crescita tra luglio e settembre riguarda anche il legno e l’arredamento della Brianza, il metalmeccanico del basso Mantovano, il lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale, il tessile e l’abbigliamento dell Val Seriana, la gomma del Sebino Bergamasco, le carni e i salumi di Cremona e Mantova, le macchine per le calzature di Vigevano.
Un recupero spinto soprattutto dalle dinamiche molto positive di alcuni mercati extra-europei, in particolare l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti e l’India. È su queste geografie che le aziende devono investire, osserva Giovanni Foresti, economista del Research Department Intesa Sanpaolo. «Gli Stati Uniti sono il mercato in cui le nostre imprese sono cresciute di più negli ultimi anni, dimostrando una grande capacità nel cogliere le opportunità che sono state offerte. In questo momento, però, gli indicatori di incertezza sono al massimo storico e l’incertezza fa male agli investimenti». Sarà perciò fondamentale puntare sui Paesi caratterizzati da una migliore dinamica della domanda. «Una delle caratteristiche del nostro sistema produttivo è la capacità di reindirizzare rapidamente gli investimenti su nuove rotte – aggiunge Foresti –. Lo abbiamo visto negli anni dopo la pandemia e lo osserviamo anche oggi, attraverso le indagini periodiche sulle imprese dei nostri specialisti in internazionalizzazione.
Tornando ai risultati dei primi nove mesi, si fa notare il segno positivo registrato da quasi tutti i poli tecnologici della Lombardia (+3,7% nei nove mesi). Tra le aree distrettuali, solo quella di Milano e Monza e Brianza chiude invece in positivo i nove mesi, con un +1,8%. «I distretti fortemente innovativi, come i poli tecnologici lombardi e la meccanica strumentale di Milano e Monza continuano la loro crescita seppure in un contesto di domanda mondiale debole – spiega Pierluigi Monceri, direttore regionale Milano, Monza e Brianza di Intesa Sanpaolo –. La meccanica strumentale insieme al Polo Ict di Milano, Monza e Brianza e al Biomedicale di Milano generano un valore dell’export pari a 9,3 miliardi di euro nel terzo trimestre, che corrisponde al 18% delle esportazioni manifatturiere nella nostra area, in crescita del 3,5% rispetto ai primi nove mesi del 2023». Anche il legno-arredo della Brianza ha mostrato un andamento migliore rispetto alla media dei distretti italiani del settore. «Il sistema casa è nevralgico per l’economia del territorio. Come banca, abbiamo erogato in Lombardia oltre 3 miliardi di euro di mutui nel 2024 per l’acquisto della casa», aggiunge Monceri.