Industria ceramica

«L’evoluzione del venditore è la consulenza»

La sfida degli addetti negli showroom: spiegare al cliente perché il prodotto italiano di qualità può anche costare di più di un’alternativa di importazione

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Al Cersaie quest’anno non si impara soltanto a posare una piastrella. Si impara anche a venderla meglio, spiegando perché un prodotto italiano può costare più di un’alternativa d’importazione. È uno dei fili conduttori di Cersaie 2026, in programma a Bologna dal 21 al 25 settembre: la formazione entra nel cuore della fiera e trova nella Città della Posa, al padiglione 19, uno dei suoi laboratori.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Il tema ha già acceso l’interesse degli operatori: gli appuntamenti formativi per gli addetti alle vendite in showroom hanno fatto registrare il tutto esaurito, spingendo gli organizzatori ad aggiungere uno slot.

Loading...

A un mese dalla manifestazione le adesioni erano 400. Dietro quei numeri c’è una questione economica che riguarda tutta la filiera. «Oggi negli showroom si fa fatica a difendere il prodotto italiano, tanto sul prezzo quanto sul piano qualitativo» spiega Veronica Verona, direttrice e fondatrice dell’Accademia dello showroom. Attiva da oltre quindici anni, l’accademia fa consulenza e formazione per produttori e distributori delle finiture per l’edilizia; e per Cersaie ha costruito un percorso di due ore sulla vendita consulenziale. Il cliente non cerca necessariamente il prezzo più basso: deve capire perché dovrebbe spendere di più. «Le persone non vogliono solo risparmiare: vogliono comprendere che cosa giustifica un prezzo maggiore» osserva Verona.

Da qui neuromarketing e bias cognitivi per rendere comprensibili prodotti molto tecnici. Ceramica rettificata, stonalizzazione o “total body” rischiano altrimenti di restare parole da catalogo. «L’obiettivo non è manipolare la scelta, ma renderla più semplice e consapevole».

I dati dell’Osservatorio nazionale sull’esperienza in showroom dell’accademia spiegano l’urgenza. Dodici mystery client monitorano in Italia il percorso del consumatore fino al follow up. Il tasso medio di conversione è del 40%: quattro preventivi su dieci diventano ordini. La domanda sul budget viene posta appena una volta su dieci. «Spesso si confonde la capacità di spesa con l’intenzione di spesa» sottolinea Verona.

L’esperienza diventa la leva competitiva: ambiente, consulenza e strumenti, dai render ai preventivi, devono lavorare insieme. «Oggi non ci sono più i margini per continuare ad abbassare i prezzi: vince chi riesce a far percepire meglio il valore». La formazione commerciale si incrocia con quella tecnica della Città della Posa, giunta alla 14esima edizione e ospitata nel padiglione 19, oltre 5.400 metri quadrati interamente occupati.

Organizzata da Assoposa, promuove la certificazione del posatore piastrellista secondo le normative più recenti e propone dimostrazioni sulle grandi lastre. Con Indexlab (centro di ricerche sul digitale del Politecnico di Milano), la posa incontra tra l’altro la tecnologia: realtà virtuale, realtà aumentata e sistemi di scansione a supporto di posa e taglio, fino a robot e automazione per mosaici e pattern ceramici. Ampio spazio anche ai giovani. Il consorzio Formedil sarà presente con quattro scuole edili, Cuneo, Torino, Parma e Roma: ogni giorno dai 9 agli 11 ragazzi lavoreranno con i maestri piastrellisti di Assoposa. Il Cersaie world tiling lab, alla quarta edizione, occuperà infine oltre 200 metri quadrati con sei squadre da Italia, Svizzera, Danimarca, Marocco, Stati Uniti e Brasile.

Il percorso degli addetti negli showroom si chiuderà nello stand di Assoposa. Perché vendere bene significa anche conoscere cosa accade dopo l’ordine: molti reclami, secondo Verona, «nascono da errori prevedibili, dalla scelta di un prodotto inadatto alla destinazione d’uso a un massetto non a regola d’arte». È qui che la formazione diventa produttività e riduzione dei costi, oltre che strumento di vendita. L’accademia lancerà inoltre un campus a Fabriano: due settimane intensive, su 13 categorie di prodotto, con esami finali e selezione dei partecipanti. Due edizioni l’anno per trasformare il venditore da figura “da banco” a consulente. Perché in un mercato dove il prezzo non può più essere l’unica arma, anche da questa professionalità passa la difesa del made in Italy.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti