L’evasione Iva sulle gomme continua Dal 2021 stretta sulle vendite online
di Anna Abagnale e Benedetto Santacroce
3' di lettura
3' di lettura
Nelle vendite online di pneumatici c’è ancora un alto tasso di evasione Iva. Lo si intuisce da certe pubblicità che accennano a vendite in regime di esenzione e lo confermano le associazioni di categoria. Non sono state risolutive le modifiche legislative del 2012. Un’altra stretta arriverà nel 2021.
Per ora continua la concorrenza sleale che nasce, a scapito degli altri operatori, per l’applicazione di un prezzo più basso ad opera di alcuni, possibilità che di fatto dipende dal salto d’imposta da questi realizzato.
Per porre rimedio e arginare i danni all’erario per mancato gettito tributario, in un primo momento si è ampliato l’ambito in cui opera la solidarietà nel pagamento dell’Iva ex articolo 60-bis del Dpr 633/1972 (Dm Economia del 31 ottobre 2012). Sicché, laddove è accertato l’omesso versamento dell’imposta in relazione ad una cessione di pneumatici a prezzi inferiori al valore normale, anche il cessionario, soggetto passivo Iva, può essere chiamato a rispondere dell’evasione perpetrata a monte.
Successivamente, i rappresentanti degli operatori hanno proposto di eliminare il problema all’origine, estendendo lo split payment all’ambito del commercio on line di pneumatici. L’idea – in realtà di non semplice realizzazione, tanto è vero che non è stata mai concretizzata – avrebbe dovuto comportare l’adozione da parte dei soggetti cedenti, che operano nel settore del commercio elettronico, di un sistema di pagamento on line in grado di suddividere in via automatica l’importo spettante al venditore a titolo di corrispettivo e quello spettante allo Stato a titolo di Iva.
Il tema ritorna ad essere centro d’interesse, dal momento che sarà interessato dalle modifiche che da qui a qualche anno saranno operative per tutte le vendite a distanza in ambito intraunionale e per le importazione a favore di privati consumatori. La Direttiva 2017/2455/Ue prevede, infatti, che dal 1° gennaio 2021 anche tale settore sarà soggetto al regime speciale del Moss (Mini one stop shop), attualmente previsto per le sole prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione ed elettronici rese nei confronti di privati consumatori.


