Pil, la commissione Ue taglia le stime di crescita per l’Italia (+0,7% nel 2024) e per l’Eurozona (+0,8%)
La stagnazione su cui si è arenata l’Eurozona nell’ultimo trimestre del 2023 costringe a ridimensionare le prospettive per il 2024. Gentiloni: una crescita sostenuta è in nostro potere. Con crisi del Mar Rosso costi spedizioni su del 400%
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I punti chiave
- Ue ed Eurozona
- L’inflazione
- Gentiloni: con crisi del Mar Rosso costi spedizioni su del 400%
- L’analisi sul quadro economico italiano
- In Italia accelerazione degli investimenti nel 2025
- Nel 2024 in Germania la crescita del Pil più bassa, 0,3%
- I timidi segnali di ripresa
- Le revisioni al ribasso dei principali istituti
- Germania taglia previsioni crescita da +1,3% a +0,2% nel 2014
- Bce cauta su ribasso tassi
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La Commissione Ue rivede al ribasso le stime di crescita per l’Italia. Il nostro Paese crescerà dello 0,7% nel 2024 (rispetto allo 0,9% previsto dalle stime Ue dell’autunno). Limata al ribasso anche la stima di crescita dello scorso anno: il Pil, secondo la Ue, è cresciuto nel 2023 dello 0,6% (rispetto alla precedente stima dello 0,7%).
Ue ed Eurozona
Le previsioni d’inverno della Commissione Ue rivedono al ribasso la crescita sia nella Ue che nell’Eurozona: nel 2024 il Pil crescerà dello 0,9% nella Ue (rispetto alla stima precedente dell’1,3%) e dello 0,8% nell’Eurozona (rispetto all’1,2% della stima precedente). Nel 2025 l’economia tornerà in una nuova fase espansiva e crescerà dell’1,7% nella Ue e dell’1,5% nell’Eurozona.
L’inflazione
Secondo le nuove stime Ue, l’inflazione si ridurrà più velocemente del previsto. Nella Ue passerà dal 6,3% del 2023 al 3% del 2024 e al 2,5% del 2025. Nella zona euro diminuirà dal 5,4% del 2023 al 2,7% del 2024, al 2,2% del 2025. In Italia l’inflazione è stimata al 2% nel 2024 e al 2,3% nel 2025 come effetto di un atteso aumento dei salari, spinto dal settore pubblico.
Gentiloni: con crisi del Mar Rosso costi spedizioni su del 400%
A causa della crisi nel Mar Rosso «i tempi di consegna per le spedizioni tra l’Asia e l’Ue sono aumentati di 10-15 giorni e i costi sono aumentati di circa il 400%», ha indicato il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni, presentando le previsioni economiche d’inverno, precisando tuttavia che «almeno finora, né le catene di approvvigionamento globali né quelle dell’Ue appaiono sotto tensione». «L’aumento dei costi di spedizione è destinato a esercitare una limitata pressione al rialzo sull’inflazione nell’Ue», ha sottolineato. «È in nostro potere ed è nostra responsabilità, sostenere una crescita sostenuta e sostenibile. L’efficace attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza è una priorità fondamentale, così come la duplice transizione verso un’economia verde e digitale», ha detto inoltre il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni presentando le previsioni dell’esecutivo comunitario.
L’analisi sul quadro economico italiano
Nel 2023 il Pil viene stimato dalla Commissione europea in crescita dello 0,6% leggermente al di sotto delle previsioni precedenti (0,7%) a causa del rallentamento degli investimenti e della moderazione del consumo privato a causa dei costi di finanziamento più alti e della graduale uscita dei crediti fiscali per il rinnovo delle abitazioni (bonus edilizio). Dopo essere diminuito dello 0,3% nel secondo trimestre, il Pil è aumentato nel terzo e nel quarto trimestre, fornendo un effetto «marginale» positivo nel 2024. Si prevede che la produzione continuerà a crescere lentamente nel 2024, con il potere d’acquisto delle famiglie che dovrebbe beneficiare della disinflazione e dell’aumento dei salari, in un contesto di mercato del lavoro resiliente. Gli investimenti sono destinati a riprendersi, guidati da progetti infrastrutturali finanziati dal governo e dal Pnrr che compensano il freno derivante dalla minore spesa per la costruzione di alloggi.







