Auto, l’Europa perde il 2% di immatricolazioni ma resta positiva da inizio anno
Volkswagen fa meglio del mercato mentre Stellantis perde il 10% di volumi - L’elettrico tiene nell’intera area grazie soprattutto alle vendite in Uk
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L’Europa dell’auto conferma il cambio di rotta e archivia nel mese di novembre immatricolazioni in calo del 2%. Si tratta di un risultato che lascia i volumi da inizio anno in terreno positivo (+0,6%) ma che di fatto esaurisce la fase di recupero innescata nel 2023. Rispetto ai livelli ante-crisi, cioè rispetto ai livelli del 2019 fa notare il Centro Studi Promotor, resta un gap del 18,3%.
La pesante crisi in atto non ha certo risparmiato i cinque grandi mercati dell’area che complessivamente valgono il 69,9% delle vendite. Da gennaio a novembre infatti la Germania registra un calo rispetto ai livelli ante-crisi del 22%, la Francia del 23,4%, per l’Italia siamo a -18,2%, -20,9% per la Spagna e -16,2% per il Regno Unito. Nel mese invece «la Francia ha guidato la classifica con un forte calo del 12,7% - scrive l’Acea - seguita dall’Italia (-10,8%), mentre il mercato tedesco ha ristagnato leggermente (0,5%). Tra i quattro mercati UE più significativi, solo la Spagna ha registrato una crescita positiva (6,4%)».
Tra le case produttrici, Volkswagen fa meglio del mercato e cresce del 2,8% nel mese, con un trend del +2,2% da inizio anno, mentre Stellantis perde il 10,1% di volumi di vendita a novembre, e segna -7,2% da inizio anno. Renault archivia un mese positivo (+9,23%) mentre Toyota si conferma la casa con le performance più brillanti visto che cresce di oltre il 12% nel mese e da gennaio. Marcedes e Bmw tengono rispetto all’anno scorso mentre Volvo segna una crescita a due cifre. Tesla si avvia a chiudere in anno in negativo con minori immatricolazioni in Europa del 40% nel mese, del 15% da inizio anno.
In sostanziale tenuta è anche il mercato dell’auto elettrica visto che nei primi undici mesi dell’anno le elettriche nell’area Ue, Efta e Uk hanno fatto registrare una quota di mercato del 15,1% contro il 15,4% dello stesso periodo del 2023 con forti differenze, però, tra paese e paese. La Germania accusa un calo della quota rispetto al 2023 e passa dal 18,3% al 13,4%, la Francia sale dal 16,4% al 17%, la Spagna resta ferma al 5,3% e l’Italia registra una quota del 4,1%. Durante l’anno il Regno Unito ha spinto sui modelli elettrici con acquisti per circa 4 miliardi di sterline.









