L’Europa è a un bivio sul digitale, nell’era della sovranità tecnologica
La ricerca degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano evidenzia la dipendenza europea dei grandi gruppi americani, ma anche le opportunità
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Oggi oltre metà della potenza installata per i data center europei è concentrata in soli 10 operatori, 7 dei quali statunitensi. L’80% del mercato cloud continentale è controllato da hyperscaler (ovvero giganti tecnologici) americani e, anche in Italia, metà degli investimenti previsti nei data center proviene da 3 di questi.
La connettività rimane strategica, ma è percepita ancora come commodity. La frammentazione degli operatori è forte: 34 in Europa, contro 3 negli Usa e 4 in Cina. Nello spazio la situazione è simile: Starlink conta oltre 6mila satelliti, i sistemi europei circa 600.
Nell’intelligenza artificiale, l’Europa vanta numerose eccellenze nella ricerca accademica in confronto agli Usa: il 15% delle pubblicazioni globali sull’Ai proviene dal nostro continente contro il 9% degli Stati Uniti. Ma siamo indietro nel convertire la ricerca in capacità brevettuale e investimenti in startup.
Lo evidenzia la ricerca degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, presentata questa mattina a “LENS – Digitale e Intelligenza Artificiale: una priorità strategica per Italia ed Europa”, di fronte ai ceo di grandi aziende e ai vertici delle istituzioni europee. L’evento è stato organizzato dagli Osservatori in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo e la Rappresentanza della Commissione europea a Milano.
«Il digitale in pochi anni è passato da strumento operativo a leva strategica per imprese, sistemi Paese, istituzioni continentali - afferma Alessandro Perego, Direttore e co-founder degli Osservatori Digital Innovation -. Il sistema però oggi risulta concentrato in pochi grandi attori, che guidano l’evoluzione tecnologica. Nel computing e nel cloud la forte concentrazione del mercato e la dipendenza da fornitori extra-europei pongono un tema di sovranità tecnologica».




