L’essenza della bellezza passa dalla «skin quality»
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La nuova frontiera della bellezza non cerca più volumi esagerati né artifici immediati: oggi la vera ambizione si chiama skin quality. Una pelle che riflette salute, idratazione e vitalità, molto più che l’assenza di rughe. A confermarlo è un’indagine Teoxane-IPSOS condotta in cinque Paesi, su un campione di 14.584 persone, che racconta una netta svolta culturale. Per la maggioranza delle persone, l’età conta sempre meno, mentre ciò che fa davvero la differenza è un incarnato luminoso e curato, frutto di attenzione costante e trattamenti mirati al glow. Ma cosa si intende per skin quality? «La skin quality descrive l’aspetto visivo, la texture e la funzionalità della pelle, riflettendo il suo stato di salute e giovinezza», spiega Maria Gabriella Di Russo, medico estetico e specialista in Idrologia, Climatologia e Talassoterapia a Milano e Formia. «È l’insieme di caratteristiche che rende la pelle sana, luminosa e uniforme. Parliamo di tono e omogeneità del colore, texture e levigatezza, idratazione e luminosità, elasticità e compattezza, oltre all’integrità della barriera cutanea. A influenzarla intervengono: età e processi di invecchiamento, esposizione al sole, stile di vita, livello di idratazione, fattori ambientali, routine di cura, assetto ormonale, stato di salute generale, genetica e tipo di pelle».
La qualità della pelle supera l’effetto anti-age
In passato l’obiettivo principale dei trattamenti estetici era ridurre i segni dell’età, come rughe o lassità. Oggi invece si punta a una pelle che appaia sana, luminosa e vitale, indipendentemente dall’età anagrafica. Anche la Gen Z e i Millennials vivono la skin quality in modo più consapevole e preventivo: non inseguono la perfezione, ma una pelle sana e autentica. Per loro la qualità della pelle si costruisce nel tempo ed è legata allo stile di vita, non alla lotta alle rughe. La pelle diventa espressione di sé e di una cura olistica e realistica. «L’attenzione si sposta dal “cancellare” i segni del tempo al migliorare la qualità globale della pelle», continua l’esperta. «Il focus sulla qualità cutanea, luminosità, elasticità, uniformità, consente di ottenere un aspetto fresco e realistico, evitando l’effetto artificiale o “congelato” tipico di alcuni trattamenti puramente anti-age. Una pelle idratata, protetta e ben nutrita invecchia più lentamente e meglio, è una pelle che comunica energia, equilibrio e cura di sé. L’effetto anti-age mira a nascondere l’età, mentre, la qualità della pelle mira a valorizzare la vitalità».
I trattamenti medico estetici
Migliorare la qualità della pelle significa intervenire su tono, elasticità, luminosità, idratazione e uniformità cromatica. «I trattamenti più efficaci oggi sono biostimolanti iniettivi e non, peeling chimici, laser frazionati non ablativi, microneedling, ultrasuoni focalizzati, esosomi e skinbooster», precisa Di Russo. «La medicina estetica sta evolvendo rapidamente, con tecnologie più precise, recuperi ridotti e risultati più mirati. Oggi possiamo agire direttamente sui parametri della skin quality. Il laser frazionato non ablativo di nuova generazione a doppia lunghezza d’onda (1550 e 1927 nm) è in grado di stimolare in profondità il collagene senza danneggiare l’epidermide: il 1550 nm migliora la struttura dermica, mentre il 1927 nm lavora più in superficie su macchie, pori e texture, regalando un effetto ringiovanente graduale e naturale. Un’altra innovazione è la sinergia di due skinbooster come R Energy, a effetto energizzante e rigenerante, che agiscono su sette parametri fondamentali: idratazione, elasticità, compattezza, levigatezza, uniformità, luminosità e vitalità. Gli attivi potenziano intensamente la pelle, ricreando condizioni simili a quelle di una cute giovane e stimolando i fibroblasti a produrre nuovo acido ialuronico, collagene ed elastina».








