L’Erbolario mette il cliente al centro e spinge sull’innovazione
Dalle risorse umane al marketing al retail all’export, i manager dell’azienda di cosmesi naturale di Lodi raccontano come l’azienda sta rispondendo ai cambiamenti che la pandemia ha imposto
di Marika Gervasio
9' di lettura
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«Tanti sono i cambiamenti che abbiamo introdotto nell’ambiente di lavoro lo scorso anno e che intendiamo mantenere oltre la pandemia. Prima di tutto abbiamo istituito un comitato di gestione dell’emergenza con implementazione di severi protocolli di sicurezza che hanno ottenuto il plauso dell’azienda sanitaria locale, in occasione dell’ispezione dedicata alle tematiche Covid-19. Abbiamo poi installato lampade UV-C (Ozone Free) e sistemi di sanificazione aria costante. Abbiamo anche provveduto a installare un sistema di misurazione della temperatura corporea dall’elevatissima precisione in ingresso di tutto il personale interno ed esterno. Non solo, abbiamo rimodulato le modalità di accesso di corrieri, posta e fornitori al fine di ridurre l’ingresso di personale esterno, istituito sensi unici e rimodulazione degli orari di accesso in azienda e di fruizione degli spazi comuni (spogliatoi e sale ristoro).
Ancora, «Ci siamo subito attivati per lo smartworking: tutti coloro che hanno una mansione impiegatizia (80 persone) possono usufruire del lavoro agile. Per implementare questa modalità abbiamo acquistato 30 nuovi computer portatili. Infine, per gestire in modo sicuro la pausa pranzo dei colleghi abbiamo predisposto una nuova sala break mentre per la formazione a distanza gratuita ci siamo dotati di un nuovo software»: Giulia Bergamaschi, responsabile risorse umane e seconda generazione de L’Erbolario è una delle voci che raccontano come l’azienda di cosmesi naturale di Lodi ha risposto all’emergenza sanitaria e quali sono le strategie che sta attuando per rispondere ai cambiamenti che la pandemia sta portando a livello economico globale.
Retail tra fisico e digitale
Barbara Bedin, responsabile dell’ufficio commerciale negozi L’Erbolario Franchising, aggiunge: «Negli store L’Erbolario abbiamo sviluppato e collocato all’ingresso i nostri gel igienizzanti, così come abbiamo apposto segnalazione del numero massimo di persone che possono accedere al punto vendita in base alle superfici. Ogni punto vendita è dotato di sanificatori d’aria, e all’interno ricorriamo a una sanificazione continua del pos e del banco cassa a ogni uso, così a quella delle mani prima di servire ogni cliente e a quella delle superfici espositive e calpestabili. Abbiamo, inoltre, fornito ciascun negozio di adesivi a terra per ricordare la distanza minima consigliata da mantenere per garantire la sicurezza individuale. Ci siamo mossi da subito per attivare una serie di iniziative tra cui prenotazioni telefoniche, Whatsapp o via Facebook, e il “clicca e ritira”: ordinare online e ritirare in negozio. Abbiamo attivato canali di pagamento a distanza come Satispay»
Iniziative che resteranno anche oltre la pandemia. «Stiamo valutando di sviluppare il servizio “clicca e ritira” eliminando i tempi di spedizione dal magazzino centrale e preparando il prodotto al ritiro già due ore dopo l’ordine, con ogni negozio monomarca in comunicazione web - aggiunge Bedin -. Inoltre presto partiremo con un “test” per offrire in un futuro consegne a domicilio».
Certo le chiusure obbligate e le restrizioni hanno pesato sui negozi tradizionali. «Da una parte i negozi nei centri commerciali hanno perso quasi un terzo del giro di affari - dichiara Enzo Lucifero, direttore commerciale L’Erbolario -. Dall’altra i negozi che si trovano in contesti residenziali hanno riportato di aver lavorato bene soprattutto negli ultimi mesi dell'anno, con una perdita a fine anno di circa il 15%».


