L’era dei testi «umanizzati»: così l’AI prova a nascondere il suo stile
Il paradosso della modernità sta tutto qui: scrivere come un umano ma con l’aiuto di un algoritmo
3' di lettura
3' di lettura
Il paradosso della modernità sta tutto qui: scrivere come un umano ma con l’aiuto di un algoritmo.
Chiedilo al Sole
Affidarsi alle AI per la scrittura è ormai cosa diffusissima: dalla mail importanti, alla relazione annuale, tesi accademiche e persino compiti più prosaici come le lettere d’amore. E’ una scorciatoia: l’AI elabora in pochi secondi, noi risparmiamo tempo e fatica. Tollerabile, ma fino a che punto? Le criticità emergono soprattutto nell’istruzione: usare l’AI per scrivere significa delegare a una macchina un compito che dovrebbe essere svolto attraverso la nostra conoscenza e affinato dalla capacità di analisi.
Almeno dovrebbe. Per questo molte università si affidano sempre più spesso a sistemi capaci di stimare se un testo sia un copia-incolla non autorizzato dall’AI. Il problema è che questi software non sono infallibili: diversi studi hanno mostrato che i detector possono produrre falsi positivi e che la loro affidabilità varia in funzione del tipo e della lunghezza del testo. GPTZero, uno dei primi strumenti diventati popolari con l’arrivo di ChatGPT, nasce proprio in questo contesto, sviluppato all’inizio del 2023 da Edward Tian, allora studente di Princeton.
Al di là dell’efficacia reale dei detector, resta la questione della trasparenza. Per l’Unione europea, sapere quando un contenuto è stato generato o manipolato dallAI è diventato importante per tutelare l’informazione e permettere ai cittadini di comprendere l’origine di ciò che stanno leggendo, guardando o ascoltando. Dal 2 agosto 2026 si applicano gli obblighi di trasparenza previsti dall’articolo 50 dell’AI Act, che includono anche la marcatura machine-readable dei contenuti generati o manipolati dall’AI, testi compresi.
In questo constesto Anthropic ha battuto tutti sul tempo, annunciando che i modelli Claude lanciati a partire dal 2 agosto incorporano nel testo un watermark impercettibile e leggibile dalle macchine, pensato per resistere anche al normale copia-incolla e a modifiche postume. L’azienda sta inoltre sviluppando strumenti che consentano a soggetti terzi di verificarne la presenza.



