L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
di Carlo Andrea Finotto
3' di lettura
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Per le imprese della Valle d’Aosta il caro-energia che spinge al rialzo l’inflazione incide per il 50% sui costi di produzione. È la media che emerge dall’indagine condotta da Confindustria Valle d’Aosta tra i propri associati. Per qualcuno, con lavorazioni più energivore, come Cogne Acciai Speciali, il conto è anche più pesante.
Sta in queste cifre l’impatto del caro energia sull’economia reale. Il contraccolpo dei rincari di elettricità e gas si fa sentire pesantemente su tutti i settori produttivi – metalmeccanica, chimica, artigianato, strutture ricettive, commercio, impianti sciistici di risalita – oltre che sulle tasche delle famiglie.
Del resto, l’energia è in buona compagnia, se di recente l’Istat ha certificato che l’aumento dei prezzi al consumo a livello regionale è stato il più elevato d’Italia: +4,2%. La Valle d’Aosta registra un aggravio medio a famiglia di 1.068 euro su base annua (che diventano 1.764 euro per una famiglia di 4 persone).
In Valle d’Aosta è presente Compagnia Valdostana delle acque, che pur dovendosi muovere all’interno delle stringenti regole di mercato e dei limiti imposti dall’antitrust e degli aiuti di stato «con la società di vendita Cva Energie ha messo in atto tutte le iniziative possibili per attenuare gli effetti di un rialzo dei prezzi che non ha precedenti nel settore» spiega il direttore generale Enrico De Girolamo. «Lo sconto in bolletta del 40% rispetto ai prezzi della “maggior tutela” per tutti gli utenti domestici porterà, da solo, un risparmio per il 2022 di oltre 9 milioni di euro». Sul segmento business, invece, i clienti di Cva che a fine 2020 hanno aderito al prezzo bloccato «per tre anni potranno contare di tariffe inferiori di 4 volte rispetto a chi sta acquistando a valori di mercato» chiarisce De Girolamo.
Lo scenario complessivo ha spinto Confindustria Valle d’Aosta ha svolgere una rilevazione tra gli associati. Dall’indagine – che ha visto una buona risposta da parte delle imprese – risulta che i rincari energetici hanno pesato per circa un 50% sui costi di produzione. Sul prossimo trimestre la previsione è di un’incidenza del 25%.