L'Emilia-Romagna punta sulle Cer per produrre energia per oltre 52mila famiglie
Al 31 dicembre 2024, sul territorio si contavano contavano già 129 Comunità energetiche rinnovabili, di cui 4 già operative. Per la loro costituzione negli ultimi tre anni la Regione ha concesso contributi per 3,5 milioni di euro
5' di lettura
5' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Emilia-Romagna corre verso l’energia pulita con le Comunità energetiche rinnovabili (Cer). In base alla mappatura delle iniziative di sviluppo e costituzione promossa dalla Regione, al 31 dicembre 2024, sul territorio se ne contavano già 129. Di queste 69 erano in fase di progettazione, 56 già costituite ma non ancora riconosciute dal Gestore dei servizi energetici, mentre 4 sono operative. In totale, hanno previsto la realizzazione di impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di oltre 52,5 MW. Quando diventeranno tutte operative, potranno produrre energia da fonte rinnovabile corrispondente al fabbisogno annuo di energia elettrica di oltre 52.700 famiglie tipo.
Bandi e finanziamenti per le Cer
Negli ultimi tre anni (dopo l’approvazione della legge regionale 5 del 2022), «la Regione, attraverso due bandi ad hoc, ha concesso contributi per la costituzione e gli investimenti delle Cer per circa 3,5 milioni di euro», ha spiegato il vicepresidente della Regione, Vincenzo Colla all’Assemblea legislativa. «Pur non sottovalutando le difficoltà tecniche e normative, che rallentano il raggiungimento rapido dell’operatività, quello delle Comunità è un investimento di lungo periodo che darà risultati in futuro in termini di risparmio energetico, di sostenibilità ambientale e di impatto sociale».
I due bandi, chiusi a marzo 2025, hanno infatti permesso di finanziare 71 progetti per la costituzione di Cer e 27 per la realizzazione di impianti, distribuiti su tutto il territorio regionale. Tuttavia, questi numeri sono destinati ad aumentare. L’estensione alle Cer in forma cooperativa dell'accesso al fondo rotativo regionale consente finanziamenti agevolati alle imprese, per la realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili. È previsto poi un finanziamento a tasso agevolato fino al 70% della spesa ammissibile, per un importo massimo di 2 milioni di euro.
Una mappa delle Cer
Guardando a come sono stati presentati i progetti, delle 129 Cer mappate, oltre il 60% dei progetti contempla tra i membri un Ente locale, mentre circa il 20% è stato proposto da imprese. L’8% dei progetti coinvolge enti religiosi ed enti del terzo settore. Circa il 19% dei progetti è localizzato in comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, che sono potenzialmente beneficiari del Pnrr. Vista anche la tipologia di promotori prevalentemente enti pubblici, oltre i due terzi della potenza complessiva prevista dovrebbe essere realizzata su edifici (circa 44%) e superfici impermeabili (circa 25%).
La Cer NOVReS
Tra i progetti sul territorio emiliano-romagnolo c’è la Comunità Energetica Rinnovabile NOVReS, che comprende «oltre al Comune di Novi di Modena, quattro imprese del territorio, due associazioni sportive e una fondazione impegnata nel sostegno alle nuove CER» spiega il vicesindaco di Novi di Modena Mauro Fabbri, intervistato da Radiocor. «Tutto ha avuto inizio nel 2022, con un percorso partecipativo promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, a cui ha partecipato il Comune di Novi di Modena» – prosegue Fabbri - Questo processo ha posto le basi per un «progetto condiviso, maturato nel tempo e concretizzatosi nel luglio 2024 con la costituzione giuridica della CER NOVReS». Solo pochi mesi dopo, nell’ottobre 2024, è stato firmato il contratto con il GSE. Successivamente, a maggio 2025, alla comunità è stato assegnato il contributo regionale nell’ambito del Bando per il Sostegno allo Sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili. «Un riconoscimento importante, che il Comune ha integrato con una quota di proprie risorse», afferma il vicensindaco









