Emilia-Romagna

L'Emilia-Romagna con oltre 11mila enti guida il Terzo Settore in Italia

La Regione è la prima per produttività, con il valore medio per addetto nelle imprese sociali supera i 37.500 euro

di Giorgia Colucci

L’Emilia Romagna, lo scorso 27 settembre in piazza Lucio Dalla a Bologna, ha ospitato il primo festival regionale del Terzo Settore

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Emilia-Romagna ospita 11.267 enti del Terzo settore, che valgono l’8,2% del totale nazionale (136.700, secondo i dati Runts di giugno 2025): si piazza così al primo posto tra le regioni italiane per produttività, seguita da Liguria e Piemonte. Infatti il valore medio per addetto nelle imprese sociali supera i 37.500 euro, con la provincia di Ravenna che, con oltre 53mila euro per addetto, fa registrare il valore più alto del Paese. I volontari, invece, arrivano a quota 246mila, mentre i lavoratori del comparto sono 72mila. È quanto emerge dall’edizione 2025 del Rapporto sul Terzo Settore, basato sull’integrazione di diverse fonti ufficiali.

 In particolare, la Città metropolitana di Bologna è al primo posto per il numero di enti del Terzo settore, con 2.606 enti (pari al 23,1% degli iscritti in regione), oltre 55 mila volontari (22,4% del totale) e quasi 18 mila impiegati (24,9%). Seguono (1.598 pari al 14,2%), Parma (1.364, 12,1%) e Forlì-Cesena (1.228, 10,9%). Guardando alle tipologie di enti, prevalgono le Associazioni di promozione sociale (60%), seguite da Organizzazioni di volontariato (24,6%) e Imprese sociali (10%). Le attività riguardano per due terzi delle realtà l’ambito culturale, artistico e ricreativo. Seguono l’educazione e formazione professionale (31%), la promozione e la tutela dei diritti umani (21,2%) e le attività turistiche a carattere sociale, delle quali si occupa un ente su cinque.Le cooperative sociali costituiscono poi il cuore del terzo settore regionale: sono infatti il 90,3% delle 1.123 imprese sociali con sede in Emilia-Romagna iscritte al Runts. Tra queste, circa l’67% (677) risultano iscritte anche all’Albo regionale delle Cooperative Sociali e, in base ai dati a giugno 2025, hanno generato quasi 2,7 miliardi di euro di ricavi e circa 1,5 miliardi di valore aggiunto, occupando oltre 50 mila persone.

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La Regione spicca poi a livello nazionale per numero medio di lavoratori per impresa sociale, con circa 68 addetti, seguita da Friuli-Venezia Giulia (66) e Piemonte (61). Il Terzo settore regionale è quindi molto solido, anche grazie al ruolo determinante del sostegno pubblico, attraverso il 5X1000. Nel 2024 in Emilia-Romagna i soggetti ammessi alla ripartizione sono stati 7.753, di cui 6.230 effettivamente beneficiari di 34,7 milioni di euro di finanziamenti. Più della metà delle risorse si è concentrata negli enti del Terzo Settore e nelle Onlus, che hanno raccolto quasi l’80% delle scelte espresse dai contribuenti. Non sono mancati poi i finanziamenti regionali: la quinta edizione del bando gestito dall’assessorato regionale al Welfare e Terzo Settore, finanziato attraverso i fondi ministeriali, ha messo a disposizione quasi 10 milioni di euro, finanziando 564 progetti. Negli ultimi tre anni, grazie ai partenariati, il numero di enti del Terzo Settore coinvolti è stato circa cinque volte superiore rispetto ai soggetti direttamente beneficiari. In particolare, nel 2024 la Regione ha reso disponibili 2,7 milioni di euro per sostenere 133 iniziative. Complessivamente, le progettualità sviluppate sui territori hanno un valore economico superiore ai 3 milioni. La quota regionale raggiunge dunque l’88,3% dei costi complessivi, confermando il ruolo determinante delle risorse pubbliche nella realizzazione delle iniziative.

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