L’Emilia-Romagna lancia un Piano da 300 milioni per il diritto alla casa
L’obiettivo è azzerare gli alloggi pubblici attualmente sfitti tramite la riqualificazione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica e di Edilizia residenziale sociale
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La Regione Emilia-Romagna scende in campo per il diritto alla casa e lancia un Piano per la riqualificazione del patrimonio di Edilizia residenziale pubblica (Erp) e di Edilizia residenziale sociale (Ers) da 300 milioni di euro. L’obiettivo è azzerare gli alloggi pubblici attualmente sfitti perché bisognosi di interventi di ristrutturazione, che potranno essere rapidamente riassegnati a lavoratrici e lavoratori a reddito medio e medio-basso. Dei fondi stanziati, 200 milioni di euro proverranno da un mutuo a tasso agevolato con la Banca europea degli investimenti e 100 milioni da finanza regionale.
Un provvedimento innovativo
La misura sarà articolata su due linee di intervento. La prima riguarda i circa 3500 alloggi che, secondo una prima stima tratta dall’Osservatorio regionale del sistema abitativo, attualmente non assegnati perché bisognosi di interventi di ristrutturazione. Queste abitazioni richiederebbero in media lavori per un valore di 30mila euro eseguibili in tempi rapidi. La seconda linea d’intervento riguarda invece i lavori di efficientamento energetico nei fabbricati Erp, con l’obiettivo di ridurre il più possibile le condizioni di povertà energetica. Spesso infatti oltre agli affitti – che, secondo quanto dichiarato dall’assessore alle Politiche abitative, Giovanni Paglia, in conferenza stampa si aggirano attorno ai 200-300 euro – sono antichi e hanno una classificazione energetica molto bassa, con costi per le utenze molto alti.
Il finanziamento erogato dalla Bei sarà restituito attraverso un piano di ammortamento trentennale interamente sostenuto dagli introiti dei canoni. Saranno i Comuni a contribuire pro – quota alle rate che dovrà versare la Regione. In più, una parte del ricavato confluirà in un Fondo di garanzia per coprire eventuali morosità. È previsto anche un extraprofitto che la Regione provvederà a reimmettere nel circuito dell’edilizia residenziale pubblica parte dei canoni per rafforzare la manutenzione degli alloggi Erp. Le abitazioni recuperate entreranno temporaneamente a far parte del patrimonio di Edilizia residenziale sociale (Ers) e verranno assegnati a cittadini e alle famiglie con redditi medi e medio-bassi che pagheranno un canone calmierato.
Le tappe
L’orizzonte temporale previsto per la realizzazione dei lavori delle due linee di programma è di cinque anni, ma l’obiettivo è di avviare e concludere gli interventi di ristrutturazione degli alloggi in due anni. Per questo l’Emilia-Romagna si impegnerà a muovere subito i primi passi per il provvedimento. Entro l’estate la Regione pubblicherà una manifestazione di interesse per raccogliere le candidature dei Comuni che hanno alloggi Erp liberi, non assegnabili per motivi manutentivi, e fabbricati da efficientare dal punto di vista energetico, sulla base di criteri – concordati tra la stessa Regione e le Amministrazioni locali- che vanno dai fabbisogni dei territori, alle condizioni edilizie degli alloggi, alla possibilità di essere facilmente immessi nel mercato.
Contemporaneamente la Regione definirà le procedure, tra cui quelle relative alle convenzioni che dovranno essere stipulate con i Comuni, e provvederà a modificare la legge regionale 24/2001 che disciplina l’intervento pubblico nel settore abitativo, con passaggio dunque in Assemblea legislativa. Entro l’inizio del 2026 uscirà il bando rivolto ai Comuni per raccogliere le candidature di alloggi e fabbricati che potranno beneficare degli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico e i bandi rivolti ai nuclei interessati alla locazione calmierata.



