Medicina

L'Emilia-Romagna con la campagna "Da parte mia" informa sulla donazione del proprio corpo alla scienza

Il Ministero della Salute ha individuato la Regione come capofila per la realizzazione di una campagna nazionale di comunicazione sul significato di una scelta fondamentale per la ricerca medica e per la pratica chirurgica

di Giorgia Colucci

A Bologna, nell’Aula Magna Santa Lucia, l’evento organizzato dal Centro anatomico dell'Università di Bologna in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, capofila della campagna di informazione e comunicazione nazionale per la donazione del proprio corpo post mortem alla scienza

4' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’esperienza diretta su un modello umano è uno strumento insostituibile per la formazione medica di eccellenza e per la ricerca scientifica, oltre che per il miglioramento delle pratiche chirurgiche e diagnostiche, anche in un’epoca caratterizzata da uno sviluppo rapidissimo della tecnologia. Tuttavia, in Italia si registra ancora una certa reticenza nella donazione del proprio corpo e dei tessuti post mortem, a fini di studio, formazione e ricerca scientifica. Per informare correttamente sul tema e creare consapevolezza sociale nella cittadinanza e tra i professionisti, il Ministero della Salute, su proposta della Conferenza Stato -Regioni, ha individuato la Regione Emilia-Romagna come capofila tra le Regioni per la realizzazione di una campagna nazionale di informazione e comunicazione sul significato di donare il corpo alla scienza, con il nome “Da parte mia”.

Una possibilità prevista dalla legge

In Italia i cittadini possono disporre la donazione del proprio corpo post mortem ai fini di ricerca dal 2020, grazie alla Legge 10 febbraio 2020, n. 10. Questo provvedimento ha colmato un vuoto normativo, disciplinando in modo unitario e completo la materia. Il suo obiettivo è garantire una libera e consapevole scelta per i cittadini, nonché a tutelare la dignità del corpo umano, stabilendo che «l'utilizzo del corpo umano o dei tessuti post mortem è informato ai principi di solidarietà e proporzionalità ed è disciplinato secondo modalità tali da assicurare il rispetto del corpo umano».

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Ora è quindi possibile donare i propri tessuti post mortem in sicurezza. L’attivazione di una “rete di protezione” legislativa e strutturale, che garantisce il donatore a partire dalla modalità di espressione del consenso informato, alla nomina di un fiduciario, alla solida formazione etica e scientifica dei professionisti sanitari, al controllo della filiera. I centri di riferimento per la conservazione e l’utilizzazione dei corpi dei defunti sono riconosciuti dal Ministero della Salute a seguito dell’accertamento del possesso di rigorosi e stringenti requisiti stabiliti dal Decreto del Direttore Generale della Prevenzione sanitaria del 31 maggio 2021. Ad ulteriore garanzia della qualità dei centri di riferimento, il recente Decreto del Ministero della Salute del 24 aprile 2024 prevede visite ispettive con cadenza almeno biennale al fine di verificare la permanenza dei requisiti e l’idoneità dei centri accreditati.

Aumentare la consapevolezza

Eppure, l’opzione della donazione è ancora poco conosciuta e diffusa, nonostante si registri una solida fiducia degli italiani nella ricerca scientifica in sanità e nel campo medico. Secondo le rilevazioni del Rapporto Ospedali e salute 2022 (promosso da Aiop e realizzato da Censis), per il 93,7% degli intervistati la spesa pubblica per la ricerca in salute e sanità non deve rappresentare un costo, ma un investimento. A questo si aggiunge il fatto che l’Italia, in base a quanto emerge dall’analisi di Elsevier 2022 - che ha analizzato la qualità della produzione mondiale della ricerca dal 2006 al 2022 - risulta prima in classifica per quanto riguarda le Scienze mediche e della salute. Il Paese raggiunge inoltre alti standard di qualità per le scienze mediche e della salute, e risulta seconda nelle Scienze cliniche (dopo il Regno Unito e prima della Francia), settore nel quale si registra parimenti una sensibile crescita.

Le attività di sensibilizzazione sull’importanza della donazione consapevole per il miglioramento della formazione medico-chirurgica e per la promozione del sapere e della ricerca scientifica possono quindi contribuire al superamento delle resistenze psicologiche ed emotive che ostacolano la cultura della donazione. «Dal punto di vista etico, la donazione del corpo a scopi di ricerca scientifica è un gesto nobile, di alto valore civile e solidale, un atto di generosità massima che concorre a produrre nuova conoscenza utile alla tutela e al miglioramento della salute pubblica», spiega in una nota la Regione Emilia-Romagna.

Promuovere la donazione

La campagna di comunicazione presentata dall’Agenzia di informazione e comunicazione della Regione Emilia-Romagna mira a informare i cittadini della possibilità di donare il proprio corpo alla scienza, fornendo a livello nazionale materiali informativi e prodotti ad impatto sociale, che possano essere fruiti da tutte le Regioni e da tutti i Centri di riferimento nazionali. La campagna prevede anche attività divulgative per promuovere l’etica della donazione, il rispetto per la dignità e l’autonomia delle persone coinvolte (inclusi i donatori e i loro familiari), secondo una donazione informata, consapevole e rispettosa dei desideri del donatore. Le iniziative coinvolgeranno anche i familiari di chi ha aderito alle donazioni, oltre a studentesse, studenti e giovani medici della Scuola di Medicina dell’Università di Bologna, che offriranno una testimonianza dell’importanza dell’esperienza pratica sui corpi dei donatori – i primi pazienti - per la formazione medica e per lo sviluppo dell’etica professionale.

Una comunicazione chiara e trasparente

Si punterà però anche sui dati, dai risultati ottenuti dalla ricerca scientifica con il contributo delle donazioni, a quelli riguardanti il perimetro istituzionale e legislativo – la così detta “cintura di sicurezza” attivata intorno alla donazione del corpo -, il controllo della filiera e i corsi di alta formazione post lauream. Chiarezza e trasparenza sono elementi imprescindibili per introdurre una tematica che, a un primo approccio, potrebbe risultare disorientante. È inevitabile, infatti, che la possibilità di una scelta importante come la donazione del corpo post mortem ai fini di studio, richieda un periodo di elaborazione mentale in chi lo vive. Quindi è quanto mai fondamentale che le comunicazioni a riguardo usino un linguaggio delicato e comprensibile a tutti, evidenziando anche la portata etica della donazione.

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