Cultura

L'Emilia-Romagna Film Commission sostiene il cinema nella Regione, dal 2015 investiti 21 mln

La struttura dell’Assessorato alla Cultura si occupa, dalla creazione fino alla sala, dell’intera filiera cinematografica, che negli ultimi dieci anni ha avuto una ricaduta sul territorio per oltre 100 milioni di euro

di Giorgia Colucci

Un fotogramma tratto da "L'orto americano", film diretto da Pupi Avati, tra i titoli sostenuti dalla Emilia-Romagna Film Commission

6' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dalle visioni oniriche di Federico Fellini, agli affreschi sull’interiorità di Michelangelo Antonioni, fino al genio di Pier Paolo Pasolini. L’Emilia-Romagna è da sempre terra di cinema e di cineasti. L’amore per il grande schermo e i suoi prodotti non si esaurisce però solo nel ricordo del passato: dal 2014 infatti la Regione ha scelto di sostenere il proprio settore audiovisivo con fondi propri e la creazione della Emilia-Romagna Film Commission. Si tratta di una struttura interna all’Assessorato alla Cultura, che si occupa dell’intera filiera di settore, dalla creazione fino alla sala. Tra le sue attività ci sono infatti il sostegno alle produzioni, la presenza a festival nazionali e internazionali e il supporto economico alla grande attività di promozione, come festival, rassegne, oltre alla valorizzazione di patrimonio cinematografico diffuso in regione. Questo, a partire dalle eccellenze internazionali, come la Cineteca di Bologna, di cui la regione è da poco socia, insieme al Comune di Bologna. In totale, dal 2015 a oggi l’Emilia-Romagna ha investito 21 milioni di euro nel cinema, con una ricaduta sul territorio di oltre 100 milioni, nonostante la battuta d’arresto subita dal comparto nell’anno della pandemia di Covid-19.

Attrarre le produzioni

L’Emilia-Romagna Film Commission in questi anni ha lavorato in mercati, festival e eventi di settore per attrarre le produzioni sul suo territorio di competenza, anche grazie ad accordi con i singoli comuni. Lo scopo è rendere la Regione attrattiva, supportando chi si occupa di cinema nella ricerca di professionisti, servizi e nell’accesso ai bandi. Il suo compito è anche quello di costruire un ambiente condiviso tra gli operatori del settore, creando un raccordo tra il tessuto culturale e promozionale presente in Emilia-Romagna. Per questo motivo, sostiene alcuni progetti specifici che svolgono delle azioni di sistema, spesso frutto di cooperazione con associazioni di categoria o di operatori, per eventi che favoriscono networking, internazionalizzazione, sinergia nella distribuzione delle opere, formazione e rafforzamento di competenze e conoscenze. Vanta poi una fitta rete di partnership con Agis, Fice ed Acec per le sale, CnaAudiovisivo, Associazione Documentaristi, Cineventi ed International Filming Academy per la costruzione di opportunità di valorizzazione e diffusione delle opere, o ancora Home Movies o Antoniano per gli archivi. A ciò si aggiunge il sostegno alla formazione strutturata e la grande collaborazione con l’Università di Bologna e le Destinazioni Turistiche, per rendere coeso un ecosistema che vuole far crescere il cinema e l’audiovisivo in ogni aspetto: dal set allo schermo, dalla formazione alla valorizzazione territoriale.

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Un investimento che funziona

Dal 2024, oltre alle risorse del bilancio regionale (utilizzate per i bandi emanati dalla Film Commission tra il 2015 e il 2023), la Regione ha scelto di usare anche risorse comunitarie nell’ambito del PR-FESR 2021-2027, attraverso l’azione 1.3.4. Nel dettaglio, alle produzioni cinematografica sono stati destinati un Bando per lo sviluppo di opere audiovisive e le imprese regionali, uno per le produzioni audiovisive e le produzioni regionali (entrambi con una calla annuale) e, infine, uno per le produzioni audiovisive per imprese europee ed extra-europee, con due call annuali. La Regione ha così sostenuto 469 opere, di cui 131 opere cinematografiche e 53 televisive. Nell’elenco rientrano però anche cortometraggi (45), documentari (232) e opere web. Per ogni risorsa investita, l’impatto sul territorio, in base ai dati regionali, è di 1 a 4,7 euro, un dato al ribasso, se si considera che molte spese effettivamente sostenute non sono conteggiate. Molte delle opere prodotte in Emilia-Romagna hanno raccolto un grande successo in sala, nei festival internazionali o in altri appuntamenti territoriali. Per esempio, nel 2025 Paternal Leave di Alissa Jung, film girato nell’area del Delta del Po, ha ricevuto il Premio “AG Kino Gilde - Cinema Vision 14plus” nella sezione Generation della Berlinale. Prima di Berlino però c’è stato Rotterdam, dove la Film Commission regionale ha accompagnato L’Oro del Reno. opera prima di Lorenzo Pullega, proiettata in anteprima nazionale al Bifest di Bari, anche grazie alla collaborazione produttiva con la Mompracem dei Manetti bros e di Piergiorgio Bellocchio. C’è poi La vita dei Grandi di Greta Scarano, prodotto da Groenlandia, che chiuderà il festival di Bari e sarà nelle sale dal 3 aprile, con una storia che, con la leggerezza necessaria, pone l’attenzione sull’autismo e la complicità tra fratello e sorella nel perseguire la via della vita adulta.

L’Emilia-Romagna dei grandi Maestri e delle giovani promesse

La Regione ha accolto e ospitato anche grandi Maestri come Pupi Avati, Bellocchio, Gianni Amelio, Giorgio Diritti, Cristina Comencini, i Manetti, oltre che le giovani promesse Michele Vannucci, Marescotti Ruspoli, le sorelle Bertani, Alissa Jung, Greta Scarano, Gianluca Santoni. Questo, perché l’Emilia-Romagna Film Commission mira a raccontare la pluralità del contemporaneo, degli sguardi maturi e originali, e la ricchezza sociale ed ambientale dei luoghi. La Regione ha sostenuto per esempio L’Orto Americano, l’ultima fatica di Pupi Avati, che ha chiuso il Festival di Venezia nel 2024. L’opera, in un magnifico bianco e nero, gioca nelle ambientazioni che gli sono care del Delta del Po, in connessione ideale con l’America, in un noir gotico nato da una bellissima sceneggiatura. L’Emilia-Romagna è però in sala anche con ancora il film Tornando ad Est di Antonio Pisu, sequel di “Est, Dittatura last minute”, o due preziosi documentari con Going Underground sui Gaz Nevada o Ago, un favoloso percorso biografico dedicato a Giacomo Agostini, il campione dei motori più vincente di tutti i tempi.

Non sono mancate le serie, fenomeno in crescita in questi ultimi anni, in una regione che ospiterà a fine giugno un importante festival di settore, tra Rimini e Riccione. La Film Commission è infatti in attesa di poter vedere gli ultimi prodotti di questo tipo sostenuti e ormai in conclusione, a partire da Motor Valley di Groenlandia per Netflix. Si tratta di storie che si aggiungono a quelle dell’ispettore Coliandro, dei ragazzi e ragazze di Summertime o per il medical drama dell’infermiera Lea, agli amori della coppia Accorsi/Ramazzotti o l’epilogo di We are who we are di Guadagnino, che hanno visto tutti come teatro l’Emilia-Romagna. Invece, per quanto riguarda il documentario, la Regione è impegnata nel festival Biografilm e nel mercato Bio to b. Anche in quest’ambito non mancano le soddisfazioni, una per tutti la candidatura ai nastri d’argento 2025 per Prima della Fine. Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer di Samuele Rossi.

Festival e Rassegne

Emilia-Romagna Film Commission accompagna le opere dalla creazione e sviluppo sino alla sala, attraverso Festival, rassegne e un sostegno all’esercizio. Nel corso dei trienni, la Regione si è impegnata a favorire una calendarizzazione degli appuntamenti e un’armonizzazione territoriale – in linea con le logiche cinematografiche e i Grandi appuntamenti internazionali -, oltre a incentivare le iniziative con un focus tematico specifico. Solo per l’anno 2024, sono stati 41 i festival e le rassegne supportate in tutte le province del territorio regionale per un valore complessivo del sostegno annuale pari a 1, 165 miliardi. Sono poi diventati 11 gli appuntamenti con sostegno triennale. Si tratta di numeri in crescita rispetto ai trienni precedenti e in linea con il triennio scorso, che ha visto 128 festival e rassegne annuali finanziate tra il 2021 e il 2023 e 6 triennale. Da questo si escludono gli importanti festival e rassegne organizzate dalla Fondazione Cineteca di Bologna, che la Regione ha sempre sostenuto finanziariamente e con L.R. 15/2023 dall’1 gennaio 2024.

«L’Emilia-Romagna è terra di cinema, sono nati qui grandi registi come Fellini, Antonioni, Pasolini, Bertolucci, Bellocchio, Avati e qui molti luoghi hanno ispirato storie e visto realizzare film importanti -afferma Gessica Allegni, assessora a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità della Regione - L’Emilia-Romagna continua ad essere una terra di cinema anche oggi, grazie al lavoro della Film Commission che ha il compito di attrarre le produzioni nazionali ed estere con l’offerta di facilitazioni logistiche e organizzative, e grazie al Fondo per l’audiovisivo attraverso il quale la Regione ha strutturato e valorizzato questa filiera con significative ricadute economiche sul territorio – ha proseguito - Ci siamo dati da tempo l’obiettivo di rendere l’Emilia-Romagna un polo di riferimento per il cinema in Italia. Si tratta di un impegno che in questi anni si è andato sempre più rafforzando e i cui risultati sono evidenti e rilevanti. E che dimostra – ha concluso come il settore culturale possa produrre risorse e posti di lavoro di qualità».

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