Asili nido

L'Emilia-Romagna amplia la sua offerta per l'infanzia con un investimento di 38 milioni

La Regione ha aggiunto oltre 700 nuovi posti negli asili nido per l’anno scolastico 2025-2026, fornendo i suoi servizi a costi sempre più accessibili

di Giorgia Colucci

 

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Oltre 700 nuovi posti negli asili nido per l’anno scolastico 2025-2026 e costi sempre più accessibili. Sono questi i traguardi raggiunti dall’Emilia-Romagna con i 38 milioni 454mila euro di risorse investite, fondi europei del Programma FSE. La Regione - che già guida la classifica italiana della copertura degli asili nido – «compie un ulteriore salto di qualità, moltiplicando le opportunità e abbattendo le barriere economiche», come spiega in un comunicato. Con la conferma degli oltre 831 posti aggiunti negli anni scolastici precedenti e il taglio delle rette di iscrizione per oltre 5.000 famiglie (esattamente 5.528), il territorio ha toccato quota 7.086 posti finanziati in 231 Comuni e Unioni, di cui oltre un terzo (2.548), nei territori montani e nelle aree interne.

«Qui, dove l’educazione 0-3 anni è da sempre il pilastro di un modello sociale riconosciuto in tutta Europa, nessun bambino deve rinunciare al nido perché non c’è posto o perché è troppo caro», spiega l’assessora al Welfare, Politiche per l’infanzia, Scuola e Terzo settore, Isabella Conti. «È questa la direzione che ci siamo dati e su cui continueremo ad investire, e lo abbiamo già fatto in questo primo anno di legislatura incrementando in modo significativo le risorse da destinare ai nidi. Contiamo di raggiungere e di superare l’obiettivo di copertura ben prima del 2030 fissato dall’Unione europea».

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Accessibilità e ampliamento dell’offerta educativa

L’intervento della Regione, che si è concretizzato con un bando per i servizi per l'infanzia 0-3 anni (con una prima scadenza a luglio e l’altra a settembre), agisce su due assi strategici: da un lato allarga l’offerta educativa, aumentando i posti disponibili, in modo da contrastare le liste d’attesa. Dall’altro riduce il peso economico dei servizi, estendendo l’accessibilità al nido attraverso la riduzione o l’azzeramento delle rette. Per i territori montani e le aree interne è infatti prevista la gratuità del servizio per le famiglie con Isee fino a 40.000 euro. Nei restanti Comuni, la Regione garantisce una significativa riduzione degli oneri per le famiglie con Isee fino a 26.000 euro.

Il contributo ai aggiunge ad altre forme di sostegno, con l'obiettivo di utilizzare al meglio le risorse disponibili e non disperdere fondi: nei territori montani e nelle aree interne, ad esempio, sommando le varie forme di finanziamenti disponibili viene ampliato il sostegno anche a chi, per motivi di Isee, non potrebbe ottenere la copertura totale. In questo modo tutti i bambini e le bambine hanno la possibilità, spiega la Regione, di accedere ai servizi educativi, indipendentemente dalla situazione economica della famiglia.

Oltre 4mila nuovi posti negli ultimi tre anni

Questa strategia solo nell’ultimo triennio ha permesso di creare 4.449 nuovi posti nei servizi educativi dell’Emilia-Romagna, che oggi può contare su una rete di 1.292 servizi pubblici, convenzionati e privati, distribuiti su tutto il territorio regionale. Per avere un'altra misura dei progressi regionali nei servizi per l’infanzia, nell’anno anno educativo 2024-25 sono stati oltre 38.800 i bambini e le bambine sotto i tre anni che hanno frequentano i servizi educativi, ovvero il 44,2% rispetto a quelli in età. Ciò è stato possibile anche grazie a un aumento costante dei finanziamenti.

I fondi per l’abbattimento delle rette sono passati da 18,25 milioni di euro nel 2022 a 29,79 milioni nel 2025, con un incremento di oltre il 60%. Di questi, 13,6 milioni sono stati dedicati specificamente ai Comuni montani e alle aree interne. A tali risorse si aggiungono poi 8,65 milioni di euro destinati per l’anno educativo 2025-2026 al consolidamento e all’ampliamento dei posti. La crescita dovrebbe continuare anche nel prossimo futuro, consentendo all’Emilia-Romagna di raggiungere nel 2026 l’obiettivo europeo del 45% per la copertura dei servizi per la prima infanzia fissato per il 2030. Nel frattempo, l’apertura di nuove strutture finanziate con il PNRR consentirà di ampliare ulteriormente l’offerta.

Domeniche Detox e Stati Generali dell’infanzia

L’impegno della Regione per bambini e giovani non si è tradotto solo nelle politiche per gli 0-3 anni, ma anche in altre iniziative. Tra queste c’è la prima edizione degli Stati generali dell’Educazione e della Formazione (il 20, 23 e 24 ottobre al Centro Internazionale Loris Malaguzzi a Reggio Emilia), organizzati in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e Reggio Children. “Finestre sul futuro. Ogni aula è un domani in costruzione” è il titolo della tre giorni, che mira ad avviare un «cantiere condiviso di idee, esperienze e visioni per costruire un nuovo patto educativo, coinvolgendo l’intera comunità».

In più, dal 12 ottobre sono iniziate le "Domeniche Detox", che si terranno una volta al mese, fino a maggio 2026 con l’obiettivo di trascorrere giornate offline all’insegna di laboratori, incontri, giochi, libri e flash mob. L’iniziativa nata dal confronto con i professionisti e le famiglie agli Stati generali dell’Infanzia e dell’Adolescenza, voluti e organizzati dalla Regione lo scorso maggio e fa parte del pacchetto da 8 milioni e 350mila euro che la Regione mette in campo per i ragazzi e le ragazze.

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