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Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
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Dall’8 al 10 settembre El Alamein, sulla costa mediterranea egiziana, tornerà a essere il palcoscenico del settore aerospaziale e della difesa con la seconda edizione dell’El Alamein International Airshow (EIAS 2026), un appuntamento che si preannuncia più ampio della prima edizione tanto sul fronte civile quanto su quello militare. La rassegna si svolge sotto il patrocinio del presidente Abdel Fattah Al Sisi e con il pieno coinvolgimento istituzionale del Ministero della Difesa, dell’Aeronautica militare egiziana, del Ministero dell’Aviazione civile, dell’Agenzia spaziale egiziana e di EgyptAir. La seconda edizione è stata presentata ufficialmente al Cairo, dove il ministro dell’Aviazione civile Sameh Hefni ha definito la sinergia tra dimensione civile e militare «un modello da seguire», mentre il comandante delle Forze aeree egiziane Abdel Rahman Sakr ha collegato l’evento alla visione nazionale di un’economia fondata su innovazione e industrie avanzate.
Gli organizzatori attendono oltre 250 espositori provenienti da circa 50 Paesi, un salto significativo rispetto all’edizione inaugurale del 2024. La manifestazione dovrebbe attirare circa 12.000 visitatori professionali, con più di 100 aeromobili civili e militari esposti e oltre 50 esibizioni aeree in programma nei tre giorni di fiera. Il programma prevede inoltre, il 7 settembre, un simposio dedicato alle tecnologie spaziali con la partecipazione di politici, manager e rappresentanti di grandi gruppi internazionali.
Sul fronte delle presenze aziendali, l’Italia sarà rappresentata da Leonardo, mentre gli Stati Uniti si presentano con sette aziende, tra cui Boeing e Lockheed Martin, oltre ad ATC Aviation Services North America. Seguono gli Emirati Arabi Uniti con sette aziende, la Russia con quattro, la Turchia con quattro (tra cui Turkish Aerospace Industries), la Cina e l’Arabia Saudita con tre ciascuno, e l’India con due partecipanti. La Francia risulta il Paese europeo più rappresentato, con Dassault (produttore dei caccia Rafale), Thales e la paneuropea MBDA, mentre non manca una piccola presenza di San Marino con Jetavia. La maggioranza degli stand, circa 28, sarà comunque occupata da aziende egiziane, segno della volontà del Paese ospitante di valorizzare la propria filiera industriale nazionale.
L’iniziativa punta a consolidare la piattaforma di El Alamein come punto d’incontro internazionale tra aziende, istituzioni e decisori del settore aeronautico e delle tecnologie avanzate, in un contesto di crescente instabilità in Medio Oriente. In questo scenario, l’Egitto rivendica un ruolo di stabilizzatore regionale, posizionando la fiera anche come strumento di soft power e di attrazione di investimenti nel comparto aerospaziale e della difesa. Recenti conferme di partecipazione da Stati Uniti, Corea del Sud, Francia e Cina, comunicate dagli organizzatori, confermano l’interesse crescente della comunità internazionale per l’appuntamento di settembre.