Auto e mobilità aziendale

L’avanzata delle auto cinesi: ecco l’alternativa nelle flotte

Modelli di marchi con Byd, Omoda & Jaecoo, Leapmotor, Geely o Mg sono ora appetibili nel settore Nlt per il loro rapporto qualità prezzo e la disponibilità di powertrain ibridi o elettrici 

di Simonluca Pini

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Le auto prodotte in Cina crescono nel mondo delle flotte, grazie ad una gamma ad elevata elettrificazione in continuo aumento. Perché se il 100% elettrico resta la scelta migliore sotto il profilo fiscale ma complesso in molti casi nell’utilizzo quotidiano, le auto plug-in hybrid abbinano fringe benefit al 20% e facilità d’uso grazie alla presenza del serbatoio di carburante. Proprio dalla Cina l’offerta di modelli “super ibridi” cresce costantemente. Si tratta di modelli che montano una tecnologia ibrida plug-in, ovvero con la possibilità di essere rifornite anche tramite presa di corrente, alimentate da batterie importanti con circa 20 kWh a disposizione e oltre 100 chilometri di autonomia in modalità completamente elettrica.

Scorrendo l’elenco dei modelli a disposizione dei fleet manager, troviamo l’Omoda 7 phev, dotata di un accumulatore agli ioni di litio da 18,3 kWh ricaricabile fino a 40 kW in corrente permettendo di passare dal 30% all’80% in soli 20 minuti. Il motore termico è un 1.5 litri a benzina da 143 cavalli abbinato alla componente elettrica da 204 cv. La potenza complessiva del sistema prodotto da Geely raggiunge i 347 cavalli. Autonomia? 100 km con trazione completamente elettrica e oltre 1.200 km facendo affidamento anche al serbatoio di benzina. Stesso gruppo ma potenze maggiori per la Jaecoo 8. In questo caso il sistema Shs-P 8 vede la combinazione tra il motore termico a ciclo Miller 1.5 litri da 143 cavalli abbinato a due motori elettrici anteriori e uno al posteriore in grado di assicurare la trazione integrale. La potenza di sistema è pari a 428 cavalli con 580 Nm di coppia, uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 5,8 secondi e una velocità massima di 180 km/h. La batteria da 34,46 kW (tra le più grandi fra i suv plug-in) garantisce un’autonomia elettrica di 134 km e di oltre 1.100 km grazie alla presenza del serbatoio di benzina da 70 litri. Batteria che può essere ricaricata in corrente alternata fino a 6,6 kWh e fino a 70 kWh in corrente continua.

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Geely arrivata in Italia anche con il proprio marchio, commercializzando l’elettrica EX5 ma soprattutto la Starray Em-I con powertrain 1.5 ibrido plug-in da 218 cavalli complessivi, batteria da 18,4 kWh, 83 chilometri in elettrico puro e ricarica a 22 kW in corrente alternata e 50 kWh in corrente continua.

Passando a Byd, l’offerta spazia tra suv, berline e anche station wagon grazie alla presenza della Seal 6 Dm-i Touring. Dotata della tecnologia Super Hybrid con Dm (Dual Mode) di Byd, integra diverse innovazioni tra cui doppi motori elettrici ad alta velocità con controller integrato, la Blade Battery e un motore a benzina da 1,5 litri da 98 cavalli a cui è abbinato un’unità elettrica da ben 197 cv a cui si aggiunge una batteria da 19 kWh, che accetta fino a 6,6 kW in corrente alternata e 26 kW in continua. Il risultato è un sistema di propulsione che funziona per la maggior parte del tempo come un EV, con fino a 105 km di autonomia puramente elettrica e il controllo intelligente porta l’efficienza a un consumo combinato ponderato di 1,5 l/100 km e un’autonomia combinata di 1350 km.

Tra i modelli cinesi plug-in hybrid dall’autonomia generosa non manca l’MG HS, suv di segmento D con 272 cavalli di potenza complessiva e un’autonomia a zero emissioni di circa 100 chilometri grazie alla batteria da 21,4 kWh ricaricabile esclusivamente a 6,6 Kwh.

Degna di menzione anche la Leapmotor C10, che dichiara ben 145 chilometri con batteria da 28,4 kWh. Nonostante il suv del gruppo Stellantis venga omologato come ibrida plug-in, la C10 è una Reev (Range Extended Electric Vehicle) dove il motore a combustione interna, un 1.5 litri quattro cilindri, è impiegato solamente come generatore di corrente per ricaricare la batteria di trazione quando il livello di carica è basso. La C10, naturalmente, può essere collegata alle colonnine, sia in corrente alternata fino a 11 kW che in continua fino a 65 kW.

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