L’arte moderna e contemporanea resta il motore di Meeting Art
Sebbene in leggero calo, si difende grazie agli affidamenti su dipinti, arredi antichi e design e a un portafoglio di clienti storici italiani
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«A seguito anche del periodo difficile a livello internazionale, il 2024 per Meeting Art si è concluso in lievissimo calo (-5,3%) rispetto all’anno precedente con un aggiudicato di 33.920.000 di euro, pur mantenendo uno standard molto elevato» spiega in questa intervista ad Arteconomy Pablo Carrara, presidente di Meeting Art.
Quali i momenti salienti dell’anno?
Registriamo una crescita degli affidamenti di grande pregio, oltre ad una leggera crescita di percentuale di venduto per lotto. Solo per far capire lo straordinario sforzo compiuto da tutto lo staff durante l’anno, al fine di raggiungere risultati comunque significativi, citiamo qualche dato: nel corso del 2024 sono stati esitati 20.540 lotti, dei quali aggiudicati più di 18.000. Sono state ricevute più di 100.000 offerte, delle quali circa 60.000 provenienti dal sito internet di proprietà Meeting Art; il resto, suddivise tra offerte telefoniche, in presenza, tramite cedola del catalogo cartaceo, e-mail. Centotrenta aste organizzate in totale, per un calendario che prevede tutto l’anno incanti sei giorni su sette. Una macchina molto complessa, guidata sapientemente dal management dell’azienda, i cui obiettivi primari sono stati quelli di continuare a garantire massima serietà, qualità e trasparenza ai clienti che da 45 anni si affidano a Meeting Art.
Quali settori e quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Trainati da un dipartimento di arte moderna e contemporanea sempre più protagonista con 14,5 milioni di aggiudicato, la cui importanza ormai è riconosciuta anche da tutti i grandi player stranieri, tutti i settori trattati da Meeting Art sostanzialmente confermano i numeri dell’anno passato. Sugli scudi però troviamo il dipartimento di dipinti, arredi antichi e design, il quale sta vivendo una fase di grande splendore, nonostante il momento di stanca dei competitors più blasonati presenti sul mercato. Momento d’oro confermato anche nell’ultima asta di antiquariato dell’anno, dove il totale aggiudicato è stato di 1.382.750 €. Anche il dipartimento degli orologi moderni e d’epoca, grazie al grande lavoro dei responsabili di settore è cresciuto in termini di qualità, proponendo ai collezionisti del genere pezzi straordinari. Relativamente agli artisti in crescita possiamo citare Salvo, Tino Stefanoni e Valerio Adami, mentre non rileviamo cali degni di nota circa nessun artista.
Anticipazioni sul prossimo anno: highlight? Previsioni?
L’anno venturo sarà ricco di novità, a partire dall’orario. Da gennaio la casa d’aste aprirà al pubblico il sabato e la domenica non più dalle 12.00 alle 20.00, ma dalle 14.00 alle 20.00. Inoltre, verranno confermati gli appuntamenti presso la casa museo Mario Carrara, che tanto successo hanno avuto nel recente passato, come per esempio la mostra di Christo o quella di Rauschenberg. Sempre in quest’ottica appunto, in primavera verrà allestita una grande esposizione di Sebastian Matta.
La Francia e la Germania hanno legiferato e introdotto l’Iva ridotta al 5,5% e al 7% sugli scambi sull’arte a partire dal 1° gennaio 2025. L’Italia non ha ancora deciso cosa fare, il 2025 si apre con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta. Che implicazioni avrà per la vostra offerta di lotti l’Iva italiana sugli scambi al 22%? Che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti, sia venditori che acquirenti?










