Bilancio 2024

L’arte moderna e contemporanea resta il motore di Meeting Art

Sebbene in leggero calo, si difende grazie agli affidamenti su dipinti, arredi antichi e design e a un portafoglio di clienti storici italiani

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

 «Blue Prison/Silver Prison», 2002 di Peter Halley, top lot da Meeting Art

4' di lettura

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«A seguito anche del periodo difficile a livello internazionale, il 2024 per Meeting Art si è concluso in lievissimo calo (-5,3%) rispetto all’anno precedente con un aggiudicato di 33.920.000 di euro, pur mantenendo uno standard molto elevato» spiega in questa intervista ad Arteconomy Pablo Carrara, presidente di Meeting Art.

Quali i momenti salienti dell’anno?
Registriamo una crescita degli affidamenti di grande pregio, oltre ad una leggera crescita di percentuale di venduto per lotto. Solo per far capire lo straordinario sforzo compiuto da tutto lo staff durante l’anno, al fine di raggiungere risultati comunque significativi, citiamo qualche dato: nel corso del 2024 sono stati esitati 20.540 lotti, dei quali aggiudicati più di 18.000. Sono state ricevute più di 100.000 offerte, delle quali circa 60.000 provenienti dal sito internet di proprietà Meeting Art; il resto, suddivise tra offerte telefoniche, in presenza, tramite cedola del catalogo cartaceo, e-mail. Centotrenta aste organizzate in totale, per un calendario che prevede tutto l’anno incanti sei giorni su sette. Una macchina molto complessa, guidata sapientemente dal management dell’azienda, i cui obiettivi primari sono stati quelli di continuare a garantire massima serietà, qualità e trasparenza ai clienti che da 45 anni si affidano a Meeting Art.

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Quali settori e quali artisti sono in crescita e quali in calo?
Trainati da un dipartimento di arte moderna e contemporanea sempre più protagonista con 14,5 milioni di aggiudicato, la cui importanza ormai è riconosciuta anche da tutti i grandi player stranieri, tutti i settori trattati da Meeting Art sostanzialmente confermano i numeri dell’anno passato. Sugli scudi però troviamo il dipartimento di dipinti, arredi antichi e design, il quale sta vivendo una fase di grande splendore, nonostante il momento di stanca dei competitors più blasonati presenti sul mercato. Momento d’oro confermato anche nell’ultima asta di antiquariato dell’anno, dove il totale aggiudicato è stato di 1.382.750 €. Anche il dipartimento degli orologi moderni e d’epoca, grazie al grande lavoro dei responsabili di settore è cresciuto in termini di qualità, proponendo ai collezionisti del genere pezzi straordinari. Relativamente agli artisti in crescita possiamo citare Salvo, Tino Stefanoni e Valerio Adami, mentre non rileviamo cali degni di nota circa nessun artista.

Anticipazioni sul prossimo anno: highlight? Previsioni?
L’anno venturo sarà ricco di novità, a partire dall’orario. Da gennaio la casa d’aste aprirà al pubblico il sabato e la domenica non più dalle 12.00 alle 20.00, ma dalle 14.00 alle 20.00. Inoltre, verranno confermati gli appuntamenti presso la casa museo Mario Carrara, che tanto successo hanno avuto nel recente passato, come per esempio la mostra di Christo o quella di Rauschenberg. Sempre in quest’ottica appunto, in primavera verrà allestita una grande esposizione di Sebastian Matta.

La Francia e la Germania hanno legiferato e introdotto l’Iva ridotta al 5,5% e al 7% sugli scambi sull’arte a partire dal 1° gennaio 2025. L’Italia non ha ancora deciso cosa fare, il 2025 si apre con uno squilibrio fiscale sull’Iva significativo per voi operatori d’asta. Che implicazioni avrà per la vostra offerta di lotti l’Iva italiana sugli scambi al 22%? Che ripercussioni potrebbero esserci sui vostri clienti, sia venditori che acquirenti?

Pablo Carrara, presidente di Meeting Art

Senza dubbio parliamo di uno squilibrio molto evidente rispetto a Francia e Germania, anche se avendo una storia ben radicata in Italia, a partire dal 1979, Meeting Art vanta un portafoglio di clienti storici italiani davvero considerevole, abituati a comprare e vendere in Italia, per i quali quindi sostanzialmente non cambierà nulla. Potrebbe cambiare in meglio, nel momento in cui anche il nostro paese dovesse allinearsi da questo punto di vista a Francia e Germania. Ovviamente, una parte dei nostri collezionisti, seppur non predominante, è situata anche nei paesi interessati da questa misura. A nostro avviso, per superare questo gap, è necessario puntare sulla qualità dell’offerta, ovvero organizzando delle aste che mettano a disposizione in catalogo lotti di qualità così elevata, tale per cui il prezzo di acquisto diventi secondario rispetto all’importanza delle opere e degli oggetti proposti. In questo, i nostri responsabili di dipartimento sono maestri, abili selezionatori da sempre di oggetti di grande prestigio, rarità e dal prezzo competitivo, così da poter assorbire anche solo in parte questo divario. Circa i venditori, riteniamo che il problema non sarà così evidente, in quanto abbiamo constatato anche durante tutto il 2024 che le percentuali di aggiudicazione sul valore hanno avuto un forte incremento. Di conseguenza, anche lo squilibrio dovuto all’aliquota Iva più alta in Italia, può essere parzialmente colmato da aggiudicazioni più elevate.

Siete a conoscenza che dal 28 giugno 2025 sarà introdotto in Italia il Regolamento (UE) 2019/880 sull’introduzione e l’importazione di beni culturali che prevede che l’importatore dovrà attestare che i beni (diverse categorie elencate) sono stati legalmente esportati da paesi terzi? Come vi state attrezzando?
Meeting Art è tra le più antiche e longeve case d’asta italiane ed ha una forte e consolidata identità tricolore. Come specificato precedentemente, la quasi totalità dei nostri venditori risiedono in Italia, per cui al momento il problema non si pone. Da molto tempo nel nostro organico è presente un ufficio preposto ai rapporti con l’estero, quindi se e quando ce ne dovesse essere necessità, provvederà affinché vengano seguite tutte le direttive in vigore.

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