Viaggi sinestesici

L’arte dell’ospitalità: luci, profumi, bollicine e proiezioni oniriche

Una visita nel cuore della Maison Ruinart per un’immersione nel gusto e nell’arte che esalta i cinque sensi. Con un occhio, sempre, alla sostenibilità ambientale.

di Barbara Sgarzi

3' di lettura

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Una tavola dall’eleganza sobria per solo dodici commensali, illuminata da luci soffuse, dove già pregustiamo i piatti dalla mano leggera e precisa di chef Valérie Radou, abbinati ai calici delle cuvée late disgorgement della Maison.

E improvvisamente la tavola si anima, piatti e posate sembrano fluttuare nell’aria, muoversi e ricomporsi, tralci di vite s’annodano agli steli dei bicchieri e la storia della Maison Ruinart inizia a dipanarsi. Sotto una cupola di luce rosa cipria prende vita l’esperienza più onirica che la Maison abbia mai concepito: “Dîner Immersif Petit R”. Una cena multisensoriale, creata per sovvertire le regole del tempo e lasciare che il sogno si sieda a tavola. In un gioco di luci, profumi e proiezioni immersive, ogni portata diventa un racconto, ogni calice un ricordo in divenire. Lì, nel cuore del nuovo padiglione disegnato da Sou Fujimoto, la materia si dissolve nella visione, e l’arte dell’ospitalità si fonde con quella del desiderio.

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Champagne, una storia in evoluzione

Benvenuti a 4 rue des Crayères, dove la storia più antica della Champagne incontra il futuro più lieve. A Reims, la Maison Ruinart si è lasciata attraversare dal tempo e dalle stagioni come una vigna antica e la recente metamorfosi del suo indirizzo storico non è solo un restauro: è un manifesto di stile. Il padiglione, armoniosamente appoggiato tra i palazzi ottocenteschi e i giardini scolpiti dalla biodiversità, è come una goccia di champagne solidificata nella luce. I materiali naturali, la trasparenza delle superfici, il dialogo continuo tra dentro e fuori: tutto parla la lingua della raffinatezza sostenibile.

Arrivarci passeggiando lungo il nuovo Chemin des Crayères, un corridoio di un bianco abbacinante è un atto poetico. Le tracce delle antiche cave di gesso, oggi patrimonio UNESCO, ci accompagnano verso il cuore vivo della Maison: le crayères, cantine scavate fino a 35 metri di profondità, dove le bottiglie riposano come in meditazione. Lì nasce la magia dei Blanc de Blancs, la firma chardonnay che ha reso Ruinart inconfondibile. Il savoir-faire della Maison è un gesto che si tramanda, ma che sa anche reinventarsi: come nel caso della cuvée Blanc Singulier, risposta raffinata ai cambiamenti climatici, capace di interpretare le nuove sfumature del vitigno con audacia e grazia. E di sopravvivere al tempo: nel progetto di late desgorgement parte delle bottiglie non sono sboccate insieme alle altre, ma mantenute sur pointe (a testa in giù) per anni, affinché il riposo sui lieviti ne mantenga la freschezza e l’identità del millesimo, pur facendo evolvere profumi e sensazioni gustative. Un esempio? La straordinaria R de Ruinart 2004, svelata nel 2024, dopo ben vent’anni.

Tra calici e arte

Un lusso, quello di Ruinart, leggero e sorridente come il famoso Ange au Sourire della Cattedrale di Reims. Mai ostentato, ma essenziale, elegante, necessario al nostro bisogno di bellezza. Come necessaria è la collaborazione sempre più stretta con il mondo dell’arte. La più antica casa di Champagne francese, che festeggerà il suo 300° anniversario nel 2029, in un simbolico conto alla rovescia invita ogni anno un artista diverso a realizzare un’opera d’arte permanente, con l’obiettivo di combinare innovazione, creatività e sostenibilità ambientale. Nel 2019, il duo francese Mouawad Laurier ha creato un’incredibile installazione immersiva di luci e suoni che si ammira trattenendo il fiato nelle cantine di gesso, patrimonio dell’UNESCO. Un’opera che vive di vita propria, alimentandosi dei dati raccolti in vigna dall’intelligenza artificiale, traducendoli in luci, suoni e colori. Nel 2021, l’artista argentino Tomàs Saraceno ha presentato le sue sculture Aerocene, alimentate a energia solare, che hanno fluttuato sopra la sede Ruinart, una dichiarazione artistica sulle preoccupazioni condivise casuate dalla crisi climatica globale. Più recentemente, il pioniere della land art NILS-UDO ha creato Nest, tre pezzi unici nello storico vigneto Taissy di Ruinart a Reims, che abbiamo ammirato passeggiando in vigna prima di immergerci nella cena più sorprendente mai vista. Tre giganteschi “nidi” creati con viti e tralci e rami dalla foresta di Montbré, senza uso di chiodi o di elementi metallici, già diventati l’habitat perfetto per animali e insetti. Un’opera dove le condizioni atmosferiche, l’erosione naturale e la presenza di animali selvatici sono parte integrante dell’opera, così che le sculture diventino parte dell’ecosistema.

Prenotazioni per visite e Dîner Immersif Petit R 

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