L’arte della citazione come scambio di sguardi
La storia dell’arte è un divertente gioco di rimandi e confronto tra artisti nel percorso in 150 opere della mostra Di quadro in quadro al Mart di Rovereto.
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“Non esiste in realtà una cosa chiamata arte. Esistono solo gli artisti”. Con queste parole apriva il suo celebre manuale lo storico dell’arte Ernst Gombrich. A loro e ai loro legami è dedicata la mostra Di quadro in quadro. L’arte della citazione. Quasi 80 ottanta artisti, distanti per secoli e geografie, che hanno dialogato tra loro attraversando oceani e culture. Un percorso lungo 8 sezioni tematiche e 150 opere che si propone in costante evoluzione nel percepito dello spettatore: come in una divertente personalissima pista cifrata, lo stimola ad attivare i propri schemi culturali e ripercorrere più volte le sale del Mart di Rovereto, scoprendo ogni volta nuove connessioni.
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“Uno scambio di sguardi” spiega parlando di un dialogo tra artisti e insieme con il visitatore la direttrice Mart Micol Forti, che per i 25 anni del museo trentino anticipa nuovo logo, ampliamento della collezione e una mostra per il centenario del “libro imbullonato” di Fortunato Depero (il primo nel 1927 per la casa editrice Dinamo Azari). Proposta in ogni sfumatura, l’arte della citazione incontra così tanto l’istintivo incantamento del bambino rapito dai riflessi a pavimento della Cucitrice di Michelangelo Pistoletto, quanto le edotte dissertazioni di critici che imbastiscono la propria personale rete di intrecci ripensando al concetto di aura in Walter Benjamin al cospetto della Mona Lisa Smeared in Cream di Ai Weiwei.
Ad aprire la mostra, il confronto Vis à Vis col passato: il Giovane che guarda Lorenzo Lotto di Giulio Paolini e un Lotto che purtroppo dagli Uffizi non è arrivato. La Copia come pratica di apprendimento dai Maestri: dalla Crocifissione (dal Tintoretto) di Agostino Carracci e La Muta da Raffaello di Giorgio De Chirico fino alle carte dorate dei cioccolatini de’ I Maestri Serie Oro di Flavio Favelli. I Quadri nei Quadri, con le vedute di Interno metafisico e Piazza d’Italia di Giorgio De Chirico e un Mondrian che si staglia sullo sfondo di Boogie-woogie di Renato Guttuso. Grafie e Cromie, con la poesia visiva di Bruno Di Bello insieme alle campiture di Cromofonetica di David Reimondo e le firme di Brand Names di Andrea Facco che rimbalzando sul muro opposto trovano l’originale, come il Nudo di spalle di Umberto Boccioni e Numeri innamorati di Giacomo Balla. D’Apres, le ispirazioni “tratte da”, come Il Ritratto di Marta Pallini di Achille Funi da La Velata di Raffaello o il dichiarato Omaggio a Seurat di Massimo Campigli da Una domenica alla Grande Jatte. L’intera sala sul Caso Morandi, con la replica del 1929 di una natura morta dipinta dallo stesso artista nel 1928, e poi da Claudio Parmeggiani a Concetto Pozzati, dalle ceramiche di Bertozzi&Casoni alle fotografie dei suoi libri (qui in teca) di Mary Ellen Bartley. Le tante Cover come nuova chiave di lettura di capolavori: non solo la Gioconda, ma anche la plastilina colorata di Stefano Arienti per le Ninfee di Monet e i Gigli d’acqua di Mario Schifano, le fotografie di Luigi Ontani, le pixelature di Vik Muniz, i troni lignei di Mario Ceroli, Maria Lai, Armando Testa, Aldo Mondino, Tano Festa che rilegge Michelangelo in chiave Pop. E proprio la Pop Art e la sua dottrina della riproducibilità conclude la sala Avida Dollars (anagramma coniato da André Breton per Salvator Dalì), tra Brillo Soap di Andy Warhol e Merda d’artista di Piero Manzoni. Uno scambio di sguardi, che si chiude incrociando il nostro ne’ Lo specchio del cuore della consumatrice ubbidiente di Mirella Bentivoglio.
Di quadro in quadro. L’arte della citazione. Rovereto (TN), MART Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto – fino al 1 novembre 2026. A cura di Daniela Ferrari. www.mart.tn.it







