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L’App «IO» è più facile da usare: ecco le ultime novità e la guida ai servizi

L’App Io dello Stato italiano sta diventando adulta e finalmente rende facile l’accesso

di Alessandro Longo

4' di lettura

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L’App IO dello Stato italiano sta diventando adulta e finalmente rende facile l’accesso. Questa è l’ultima novità che arriva con l’aggiornamento dell’app, qualche giorno fa, ed è anche occasione per fare il punto su un’app pubblica che già adesso è utile per usare vari servizi della pubblica amministrazione; e dovrebbe diventarlo in futuro ancora di più.
Cominciamo dall’ultima novità.

App IO, ultimo update: più e migliore sicurezza

Il principale aggiornamento dell’ultima versione riguarda la sicurezza. Chi ha già installato l’app dovrebbe andare sul play store per fare l’aggiornamento manuale.

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A quel punto beneficiamo in automatico dei vantaggi, che sono due.Il primo: potremo entrare nell’app per un anno solo con impronta digitale o codice di sblocco. Solo dopo un anno insomma ci sarà la classica trafila dell’accesso via Spid o Cie (Carta identità elettronica).

L’app Io così si adegua a un trend di sicurezza internazionale, vedi Google e Apple, basato su “passkey”, sostituti delle password, per l’accesso rapido e al tempo stesso sicuro ad app e smartphone.È una rivoluzione per l’accessibilità. Da anni gli esperti criticavano l’eccessiva farraginosità degli accessi a IO, che ogni 30 giorni richiedeva un nuovo accesso Spid o Cie.

Una procedura che richiede molti passaggi e in certi casi diversi minuti; un paradosso per un app pensata per semplificare l’uso di servizi pubblici.Ad esempio, nel nostro caso l’ultimo accesso via Spid ha richiesto l’inserimento di nuovo dell’account Io (il cellulare aveva memorizzate diverse password e siamo dovuti andare a tentativi); poi bisognava passare dall’app del fornitore Spid, che però a sua volta richiedeva – passato un po’ di tempo dall’ultima volta – l’inserimento di nuovo dell’account e password.

Quando l’abbiamo fatto sembrava andare tutto liscio, l’autenticazione su IO è andata avanti ma poi si è interrotta di colpo: la sessione – ha detto – è durata troppo tempo. E quindi abbiamo dovuto ripetere di nuovo l’accesso a IO con l’account e il passaggio dall’app Spid per la one time password. Non c’è da stupirsi se molti utenti non esperti di tecnologia, magari anziani, hanno problemi a usare l’app.

Ecco perché l’ultimo aggiornamento è importante. Lato sicurezza, include anche un’altra possibilità. Se abbiamo smarrito il dispositivo o se riteniamo che la sicurezza è stata compromessa, possiamo ora accedere via web (io.italia.it) e qui bloccare il servizio. Anche questa è una novità che ricorda quanto offerto da anni da Apple e Google su loro servizi cloud su smartphone.

Come si usa l’app IO

Per il resto, soprattutto a chi non ha mai usato quest’app, ricordiamo è il suo scopo è centralizzare in un unico punto di accesso i diversi servizi offerti dalla PA, rendendo più semplice e immediata l’interazione tra cittadini e istituzioni.

Download: per cominciare, bisogna scaricare l’app IO dall’App Store o da Google Play sul proprio dispositivo mobile. Dopo aver scaricato l’app, è necessario registrarsi via Spid e Cie. Poi possiamo navigare tra i vari servizi offerti e selezionare quelli di proprio interesse.

I principali servizi

Qualche esempio: l’app permette di pagare tributi, tasse, multe e altri avvisi di pagamento (come bollo auto, tasse scolastiche) direttamente dall’app, utilizzando il sistema pubblico pagoPA che supporta diversi sistemi e canali di pagamento.

Al momento è questa probabilmente la funzione più utilizzata, per pagare tari, multe e bollo auto tutto tramite app; in modo facile e veloce e senza doversi ricordare le scadenze. Ci pensa l’app. Sull’app si ricevono appunto comunicazioni ufficiali da parte di comuni, ministeri e altre istituzioni pubbliche.

Avvisi, scadenze e informazioni utili. Ad esempio su scadenza della carta di identità o bollo auto.A proposito di pagamenti: una delle funzioni più usate è la scansione del codice qrcode che arriva in bollettini, cartacei o pdf (ad esempio multe o cartelle esattoriali sulla pec).

Peccato che l’Agenzia delle Entrate non abbia ancora attivato un collegamento con l’app IO: è una delle lacune più importanti.Troveremo comodi anche i servizi Inps, per controllare i pagamenti ricevuti e per farne noi.L’app permette inoltre di chiedere bonus governativi.

Oggi serve per avere la Carta Giovani, incentivi per chi ha tra i 18 e i 35 anni.Alcune regioni offrono servizi legati alla salute, come la possibilità di visualizzare la propria tessera sanitaria elettronica, prenotare visite mediche o consultare referti.C’è poi la possibilità di conservare e mostrare in formato digitale documenti e certificazioni, come ad esempio le ricette mediche elettroniche.

Il futuro

App IO ora è abbastanza matura a livello tecnico. Migliorerà però ancora per possibilità di utilizzo.

Non tutte le PA sono sull’IO (molte scuole ad esempio mancano, per non parlare dell’Agenzia delle Entrate); e non tutti i servizi digitali di una PA lo sono.

Alcuni sono accessibili solo tramite web, sui siti di quella PA o sito anagrafe unica nazionale (www.anagrafenazionale.interno.it) per certificati e cambio residenza.

L’app IO insomma non è ancora, davvero, quello che si prefigge di essere: un punto di accesso unico centralizzato.Una delle novità importanti in arrivo è IT Wallet, il portafoglio unico digitale.

Il Governo lo sta istituendo per consentire di avere documenti ufficiali sull’app IO, a partire da tessera sanitaria e carta della disabilità già in estate; a seguire anche carta di identità e patente, secondo gli annunci pubblici.


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