L’Iran rischia di diventare l’Alcatraz di Trump
di Giuliano Noci
3' di lettura
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L’intelligenza artificiale è in grado di dare supporto a chi si trova coinvolto in un incidente automobilistico, per quanto riguarda i danni subiti o provocati e la copertura assicurativa. Lo dimostra un’app creata e brevettata dall’azienda hi-tech genovese Metakol. La nuova tecnologia consente agli automobilisti di denunciare un sinistro direttamente dallo smartphone. Il sistema funziona grazie a un Qr code, che va tenuto sempre a bordo, rilasciato dalla compagnia di assicurazione o da un intermediario. Inquadrando col cellulare il codice, si accede a una web app che permette di scattare fotografie dei danni subiti dalla propria vettura in una modalità per cui tutte le immagini acquisite sono inalterabili e vengono conservate nel loro formato originale. Con la web app si può anche fotografare il modulo Cai per la constatazione amichevole e compilare un breve data set di informazioni, necessarie per la denuncia del sinistro.
I dati così raccolti, e resi inalterabili dall’intelligenza artificiale, vengono quindi girati, in tempo reale, alla compagnia di assicurazione tenuta al risarcimento del danno che può così disporre un immediato incarico peritale per la stima del danno, che può avvenire anche da remoto.
Con queste modalità, insomma, i sinistri più semplici, dove non ci sono discussioni sulla responsabilità, potranno essere liquidati anche a poche ore di distanza dall’evento.
A chiarirlo è Andrea Mungo, fondatore e ceo di Metakol, che ha messo sul piatto la sua lunga esperienza nell’insurtech, nell’ambito delle scatole nere (l’imprenditore è stato anche ceo di Octo Telematics, specializzata in quel campo) e delle dashcam Vedr (Video event data record), da lui stesso brevettate. «Ho ideato - spiega - il sistema con telecamera a bordo che, nel momento in cui si registra una brusca frenata, riprende i 15 secondi precedenti e i 15 successivi all’evento».
Uscito nel 2018 da Octo Telematics, Mungo ha fondato Metakol, azienda che realizzato un apparato, spiega lui stesso, «che analizza, con l’Ai, tutti i tipi di documentazione ed è in grado di stabilire se il materiale in questione, foto comprese, è stato manipolato. L’intelligenza artificiale, infatti, è in grado di leggere i metadati dei documenti e, anche se questi non ci sono, abbiamo allenato l’Ai a capire se c’è una frode. L’obiettivo è la validazione e la certificazione dei documenti digitali».