L’alta pasticceria spinge il made in Italy e valorizza un patrimonio di talenti
Incontro con Iginio Massari, il fondatore degli Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana, alla vigilia di tre importanti appuntamenti: i dolci per le celebrazioni di Andrea Bocelli, la Cena dei Mille e un libro autobiografico.
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La ricerca della perfezione è l’obiettivo che lo accompagna ogni giorno, «Sto ancora imparando» un intercalare, marcato con quella voce inconfondibile e nessuna traccia di falsa modestia. Iginio Massari svela subito le peculiarità che gli hanno permesso di diventare il più apprezzato dei pasticcieri italiani, forte di un talento riconosciuto in tutto il mondo. «La curiosità è il primo, fondamentale, ingrediente: si combina con la caparbietà, e mi spinge sempre in avanti. Mi sostengono, poi, la disciplina e lo studio ininterrotto, che nutrono la competenza. Per avere successo, ritengo infine sia necessario imparare a comunicare in maniera corretta, in modo che tutti capiscano. Diffidate di chi usa parole troppo complesse: significa che ha qualcosa da nascondere».
Classe 1942, bresciano, lo sguardo azzurro e luminoso, Iginio Massari ha scritto diversi libri. In ottobre uscirà – per Baldini+Castoldi – la sua autobiografia. Un racconto generoso di aneddoti e in continua evoluzione, come la lista dei progetti che il Maestro abbraccia con indomabile entusiasmo. «Recentemente ho partecipato, come membro del comitato scientifico, alla serata all’Anfiteatro di Avella per la consegna dei premi Artis Suavitas. Destinati a chi, con serietà e dedizione, contribuisce a dar lustro al nostro Paese, quest’anno sono stati conferiti a personalità del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport come Liliana Segre e Massimiliano Fuksas, Mogol e Linton Johnson», spiega Massari, che si definisce “italiano fin dal midollo”.
«Mi impegno da sempre affinché venga riconosciuto il valore del made in Italy, del sapere e della creatività che ci contraddistinguono, e sono, quindi, particolarmente felice che sia stato finalmente dato il via libera alla legge che inseguo da oltre due decenni e che oggi porta il mio nome». La legge Massari, passo storico per il mondo enogastronomico italiano, prevede un riconoscimento ufficiale per i mestieri di pasticciere, chef e artigiani del cibo: il titolo di Maestro sarà conferito, per merito, ai migliori esponenti delle categorie. «Da dediti artigiani» spiega Iginio Massari, «si trasformeranno a tutti gli effetti in portabandiera dell’eccellenza del nostro Paese». Esattamente com’è lui, da oltre sessant’anni.
«Il mio amore per la pasticceria è nato tra i fornelli della trattoria di mia mamma, con gelateria annessa», racconta. «Inebriato dai profumi di vaniglia e cannella, un giorno sono caduto in una delle grosse bacinelle in terracotta smaltata dove si lasciavano le creme a raffreddare. Mi piace dire che, da quel momento, mi è capitato come a Obelix, finito nel calderone della pozione magica: lui è diventato il più forte del mondo, io il più bravo a fare i dolci». A 14 anni, la svolta. «Sono andato a lavorare in Svizzera, da emigrato», prosegue Massari. «Per entrare nel Paese serviva un contratto di lavoro, uno di affitto e un certificato che garantisse lo stato di salute. La gavetta non è stata semplice, ma io ero, e continuo a essere, un lavoratore infaticabile: la mia sveglia suona tra le tre e le quattro di notte, e di andare in pensione non ci penso proprio». Tornato a Brescia, Massari nel 1971 ha aperto la Pasticceria Veneto, divenuta – anche grazie alla moglie Maria – il quartiere generale di un autentico impero del dolce, che include cinque Gallerie Iginio Massari (a Milano, Torino, Verona, Firenze, Roma), numerosi pop-up store e il canale e-commerce Iginio Massari Alta Pasticceria, creato dai figli Debora e Nicola.
L’ultima acquisizione è l’ex casinò di Gardone Riviera, sul lago di Garda. «Un progetto ambizioso, che ci vedrà coinvolti in maniera corale, radunando insieme alla nostra famiglia le migliori professionalità e competenze del settore», spiega il Maestro. «Abbiamo tante idee per rendere questo luogo una destinazione unica, in uno spirito di stretta collaborazione con la nuova giunta di Gardone Riviera». Lo storico palazzo Wimmer si trasformerà in un punto di riferimento enogastronomico, con ampi spazi dedicati a eventi, cerimonie, festival. Per scoprire i dettagli, bisogna aspettare l’inaugurazione, prevista per maggio-giugno 2025.











