Big Data à la carte

L’AI nel calice: l’ultima frontiera dell’hi-tech rivoluziona la degustazione

Dalla vigne all’enoteca, le intelligenze artificiali lavorano a fianco di enologi e sommelier per migliorare qualità e originalità delle bottiglie.

di Barbara Sgarzi

L’etichetta del Malbec “Entre Gallos y Medianoche”.

4' di lettura

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I profumi e i sentori. Le immagini di grappoli al tramonto. L’emozione del primo sorso. Tutto ciò che circonda la viticoltura è da sempre ammantato di romanticismo e di un’idea di artigianalità. Che però, senza togliere nulla all’apporto umano, negli ultimi anni si accompagna a una ricerca scientifica e tecnologica avanzatissima. “È indubbio e già lo vediamo: l’analisi dei Big Data e l’AI possono migliorare tutte le fasi dell’enologia”, spiega Guido Di Fraia, docente dello IULM di Milano, fondatore e Ceo del Laboratorio di Intelligenza Artificiale IULM AI Lab. Dalla produzione, dove l’analisi di grandi quantitativi di dati è ormai compagna fissa di enologi e viticoltori, fino all’esperienza di chi il calice lo apprezza durante una cena: “Oggi con l’AI si controllano le esigenze di ogni singola pianta, si scelgono le leguminose e graminacee da seminare tra i filari per l’agricoltura generativa, si creano nuove cuvée e blend e si progettano le campagne di comunicazione e marketing. L’intera filiera del vino deve qualcosa alle intelligenze che definirei aumentate, non artificiali, perché di fatto non sostituiscono mai l’uomo, ma lo sollevano da compiti ripetitivi”. Permettendo così agli enologi di concentrarsi su qualità e innovazione nel calice.

 

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Filari e cantine tecnologici

Le cantine Palmaz, in Napa Valley, usano già da tempo Big Data e intelligenza artificiale per monitorare la crescita, la fermentazione dei mosti e anche l’evoluzione in botte. La Gamble Family Vineyards, sempre in Napa Valley, utilizza droni sulle vigne per raccogliere dati su piante e clima, mentre Signal Ridge Vineyards, nella zona di Mendocino, sfrutta modelli predittivi di AI per analizzare le viti e intervenire solo se e dove necessario. L’idea alla base, per tutti, è quella di una maggiore sostenibilità, limitando l’uso di pesticidi e altri trattamenti inquinanti. E l’AI arriva pure sottacqua: gli specialisti di Underwater Wines, che da anni affinano i vini sotto il mare, stanno integrando i dati raccolti con l’AI e lavorano a una nuova Smart Cage, la cassa dove conservare le bottiglie sul fondo del mare, con sensori di ogni tipo per monitorare in tempo reale tutti i parametri di evoluzione.

La Cyber Cuvée ideata dall’artista e designer Teo KayKay.

Dall’uva alla bottiglia

È chiaro l’apporto di un’intelligenza artificiale rapidissima e capace di analizzare miliardi di dati in un clic: si evitano errori e sprechi e si permette agli enologi di sperimentare più liberamente, con minor impatto ambientale e più qualità nel calice. Ma cosa succede quando il vino è nel bicchiere? Un computer, per quanto ‘intelligente’, può imparare a degustare un vino? I ricercatori dell’Istituto di Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux hanno lavorato per istruire l’AI a riconoscere vini e terroir e l’hanno testata su 80 châteaux di Bordeaux. Risultato? Un tasso di accuratezza del 100% nel determinare la provenienza di ogni bottiglia, arrivando a identificare se arrivasse dalla Rive Gauche o Droite. HyperTaste, una sorta di palato artificiale creato da IBM, con un semplice stick da immergere nel bicchiere può dire se stiamo parlando di un vino piemontese o toscano e trovarne eventuali difetti. Nessuna volontà di sostituire sommelier e degustatori: il piacere del gusto resta appannaggio umano, ed è sulle note di tasting di centinaia di degustatori in carne, ossa e palato che l’AI si allena. L’obiettivo, esattamente come succede nel mondo dei luxury brand, è sconfiggere i tentativi di contraffazione, sempre più comuni per le bottiglie di pregio.

L’etichetta di Teo KayKay, per la cuvée in edizione limitata Palazzo Lana “A.I. Inspired” di Guido Berlucchi & C

Dal blend al calice

È indubbio però che le applicazioni più affascinanti, per chi il vino ama degustarlo, siano nelle fasi finali della produzione. Nel Wisconsin, la cantina Von Stiehl lavora uve che arrivano dalla California e, per le cuvée 2023, sta raccogliendo feedback da tutti i consumatori, che farà analizzare dall’intelligenza artificiale per produrre i nuovi vini 2024, modificando le percentuali del blend a seconda dei pareri raccolti. Ancora più avanti I francesi di Aubert & Mathieu che all’AI hanno chiesto di progettare da zero una nuova cuvée, dalle percentuali dei vitigni, all’etichetta, al nome – l’AI ha scelto “The End”, forse un filo inquietante – fino al prezzo e al piano di marketing. Si tratta di un Languedoc biologico con il 60% di Grenache e il 40% di Syrah. Presentato in Francia a giugno 2023 in sole 600 bottiglie, esaurite in pochi giorni, è il primo di una serie di esperimenti simili già annunciati dai produttori.

The End, il vino creato da ChatGpt.

Questione di etichetta

Molte le sperimentazioni anche su brand ed etichette. Per la Cyber Cuvée ideata dall’artista e designer Teo KayKay in collaborazione con Pellegrini S.p.A, un millesimato 100% Meunier di Francis Orban prodotto in meno di 500 bottiglie, l’intelligenza artificiale ha creato nome, design e strategia di marketing. Ogni bottiglia, numerata sul fondo, è un’opera d’arte: sono sei le diverse label, applicate a mano. In Argentina l’azienda Cimarrón Wines di Mendoza ha sfruttato l’AI per disegnare l’etichetta del Malbec “Entre Gallos y Medianoche”. La label del futuro ha un design astratto e include elementi dinamici che cambiano a seconda della temperatura e della luce ed è possibile anche acquistare l’NFT collegato alla bottiglia. In Italia, sempre Teo KayKay ha lavorato a un progetto per Guido Berlucchi & C., uno dei brand di riferimento della Franciacorta. L’artista ha creato una nuova, bellissima etichetta per la cuvée in edizione limitata Palazzo Lana “A.I. Inspired”. Non solo. Durante le degustazioni, gli input sensoriali forniti da chi degusta – sinestesie di colori, texture, aromi evocati di fiori e frutti, sapori legati a cibi – vengono inseriti dall’artista sull’applicazione MidJourney, che restituisce un quadro delle sensazioni provate durante l’assaggio. Un colpo d’occhio anche per chi quel vino non lo ha provato, ma vuole comprendere con uno sguardo le sensazioni che regala. E magari appendere la stampa in salotto.

BOX

Vini affinati sul fondo del mare da Shop.underwaterwines.com

I vini AI White e AI red di Von Stiehl Winery sono online su Artificialintelligencewines.com.

The End, il vino creato da ChatGpt, si trova su https://aubertetmathieu.com a 29,90 euro.

Cimarron Wines su Cimarronwinesco.com.

La Cyber Cuvée e altri champagne in edizione limitata o pezzi unici si trovano su Pellegriniprivatestock.com.

Storia e info sulla cuvée Berlucchi Palazzo Lana AI Inspired su Berlucchi.it/palazzo-lana-ai-inspired

Le opere di Teo KayKay sono su shop.teokaykay.com

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