L’agente segreto
1' di lettura
1' di lettura
Uno dei film più potenti film mai realizzati sul tema delle dittature sudamericane: si può riassumere così “L’agente segreto” del regista brasiliano Kleber Mendonça Filho, film presentato in concorso al Festival di Cannes dello scorso anno dove ha vinto due premi di grande importanza, miglior regia e miglior attore allo straordinario Wagner Moura. La potenza de “L’agente segreto”, però, non è dettata soltanto dai contenuti, ma anche da una struttura narrativa sempre destabilizzante, capace di scuotere e spiazzare lo spettatore dall’inizio alla fine: a partire dal personaggio di Marcelo, il film si muove di continuo sul territorio dell’ambiguità, riuscendo, anche per questa ragione, a rimanere coinvolgente per tutte le circa due ore e mezza di durata. Vincere l’Oscar al miglior film è impossibile, ma essere nella decina è il giusto riconoscimento a un prodotto gigantesco.


