L’agemica, oltre le etichette generazionali per comprendere i comportamenti organizzativi
Un approccio innovativo per comprendere i comportamenti organizzativi e sviluppare politiche di gestione e formazione che rispondano ai bisogni dei lavoratori
di Italia Rana*
3' di lettura
3' di lettura
Vi ricordate il vostro primo giorno in azienda? La vostra emozione era palpabile, con un mix di eccitazione e confusione che vi pervadeva. Entravate in un mondo nuovo, con visi sconosciuti e relazioni tutte da costruire. Come bambini che scoprono il mondo per la prima volta, ogni passo era una conquista.
E poi, qualche anno dopo, la curiosità iniziale si è trasformata e sono emerse nuove emozioni: frustrazione, delusione, incomprensione. Magari vi siete sentiti invisibili, intrappolati in dinamiche che non vi rappresentavano o in conflitto con chi vi circondava. A me è successo. Mi è capitato di sentirmi come un’adolescente ribelle in cerca di ascolto e riconoscimento o come una bambina curiosa e impaurita di fronte l’ignoto. Questo mi ha portato a chiedermi: “Com’è possibile che, pur essendo una millennial alla soglia dei 40 anni con un decennio di esperienza professionale alle spalle, ancora oggi vivo queste emozioni?”
Spesso, si categorizzano le persone per generazione, associando ad essa esperienze, aspettative e valori. È come se ogni generazione fosse una scatola di cioccolatini: confezioni diverse all’esterno, caratteristiche comuni all’interno. Ma il rischio è che la confezione diventi una gabbia che nasconde l’unicità di ciascuna persona.
Anche le aziende, negli ultimi tempi, hanno adottato questo criterio per impostare campagne di comunicazione interna, percorsi di sviluppo, formazione e gestione delle risorse. Questo approccio rischia di portare le aziende a non costruire contesti organizzativi realmente employee oriented, con gravi ricadute sulla motivazione e le prestazioni professionali delle persone.
Per superare questo visione limitante, ho sviluppato il concetto di agemica intesa come, l’imitazione, nei contesti organizzativi, di modelli comportamentali socialmente riconosciuti e legati alle fasi della vita: infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia.







