Affitti brevi, il flop della cedolare al 26%: vale solo 17 milioni di gettito extra
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
di Laura Cavestri
3' di lettura
3' di lettura
Metterci una pezza può costare caro. L’11% dei costi complessivi affrontati in un cantiere edile è causato da costi di rilavorazione ed errori precedenti. Insomma, un costo non necessario e, con strumenti e procedure adatti, evitabile. PlanRadar (una delle principali piattaforme digitali per la gestione dei cantieri immobiliari in Europa) ha pubblicato una ricerca condotta su 2.500 aziende clienti in oltre 15 Paesi in Europa che analizza le principali cause e conseguenze delle rilavorazioni dovute a errori di cantiere.
Secondo 12 dei 15 paesi intervistati da PlanRadar, la principale ragione alla base degli errori che accadono in cantiere e che richiedono una rilavorazione successiva consiste nella scarsa comunicazione tra staff e stakeholder, seguita dalla mancanza di organizzazione e di un’adeguata gestione dei documenti, e dagli errori nel controllo della qualità. Questi fattori non solo sono causa di aumento dei costi, ma anche di ritardi nelle consegne dei progetti, oltre a danneggiare le relazioni tra appaltatori e clienti, diminuire la soddisfazione dei clienti e peggiorare la reputazione delle aziende.
«Il tempo è un fattore essenziale in qualsiasi strategia aziendale e nel settore delle costruzioni, dove le rilavorazioni sono tutt’altro che rare e causano costosi ritardi nell’intera filiera, è ancora più rilevante – ha dichiarato Sander van de Rijdt, co-founder e ceo di PlanRadar –. Le situazioni impreviste causate dalle rilavorazioni hanno conseguenze non solo dal punto di vista economico ma per l’intero progetto e per l’azienda nel suo complesso, e possono essere facilmente evitate utilizzando gli strumenti giusti».
«Nell’attuale contesto di mercato è necessario migliorare il controllo della qualità, che per le aziende può tradursi in un risparmio di milioni di euro l’anno grazie alla diminuzione del numero degli errori su cui intervenire», ha aggiunto Ibrahim Imam, anch’egli co-founder e ceo di PlanRadar.
Oltre ai danni economici e reputazionali, lo studio ha rilevato che le opere di rilavorazione possono portare a richieste di risarcimento per inadempimento e ad altri problemi legali, oltre alle conseguenze etiche dovute allo spreco e all’impatto sull’ambiente dei materiali e le relative ripercussioni sociali. È stato infatti osservato come ogni rilavorazione incida sugli operatori di cantiere a livello personale, aumentando la frustrazione e diminuendo la motivazione. Infine, considerando il livello di carenza di manodopera nel settore, si tratta di un aspetto che le aziende non dovrebbero trascurare, anche per l'eventuale impatto sulla produttività. Il punto di vista delle imprese italiane del settore edile. I dati diventano ancora più interessanti se analizzati Paese per Paese.
La newsletter premium dedicata al mondo del mercato immobiliare con inchieste esclusive, notizie, analisi ed approfondimenti
Abbonati