Innovazione

Kinsect, dall’allevamentodi insetti le proteine per i mangimi animali

di Ilaria Vesentini

Stefano Guerrieri, Growth strategist di Kinsect

2' di lettura

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È dal 2016 che un team di ingegneri meccatronici, fisici ed entomologi di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Università, sta allevando larve di mosca soldato nera, nutrendole con scarti organici. Esperimento da cui è nata nel 2022, Kinsect, la start-up innovativa che ambisce a diventare il riferimento tecnologico in Europa per l’allevamento di insetti da trasformare in proteine sostenibili a uso mangimistico. L’Europa oggi importa il 70% delle farine proteiche per pet food e acquacoltura, la produzione di farine da insetti è ferma a 100 mila tonnellate annue, ma si stima che il mercato decuplicherà da qui al 2030 a oltre un milione di tonnellate e quasi 5 miliardi di euro in valore. E Kinsect è pronta oggi al grande salto dalla fase prototipale al mercato: l’obiettivo è avviare già il prossimo anno il primo impianto industriale, probabilmente in Trentino-Alto Adige, grazie a un partner locale che affiancherà l’investimento da 40 milioni di euro.

«Per quattro anni abbiamo dato da mangiare scarti organici alle larve della mosca soldato in un capannone a Reggio Emilia, sviluppando da zero il know-how tecnologico per l’automazione e la digitalizzazione dell’allevamento. Sono nati così i primi tre brevetti già depositati, che dovrebbero diventare sei quest’anno. E dopo aver vinto sia nel 2023 sia nel 2024 il bando per start-up innovative della Regione Emilia-Romagna, abbiamo chiuso a dicembre il primo round di finanziamento da un milione di euro», spiega Giacomo Benassi, co-fondatore e Ceo di Kinsect, raggiunto a Bruxelles, dove presentava la sua creatura all’EIC Accelerator (il più ambito programma di finanziamento Ue nell’ambito di Horizon per start-up e Pmi). Servono però 7 milioni di euro da qui al 2027 per arrivare alla commercializzazione su larga scala della soluzione Kinsect. Ma se tutto va come previsto, l’azienda dovrebbe raggiungere già nel 2030 un fatturato tra i 50 e i 60 milioni di euro, con circa 100 dipendenti e una produzione annua di 100mila tonnellate di farina proteica da mosca soldato.

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«L’allevamento degli insetti richiede altissima automazione per essere efficiente, a causa dell’enorme numero di esemplari coinvolti. Il nostro know-how in meccatronica e automazione ci ha permesso di mettere a punto gabbie ottimizzate, gestite interamente da software, in grado di massimizzare la densità delle mosche e degli accoppiamenti, riducendo volumi e costi fino al 40%», spiega Stefano Guerrieri, Growth strategist di Kinsect. In ogni metro cubo di impianto ci sono oltre 46mila mosche, una densità tre volte la soluzione convenzionale, con un ciclo di produzione di soli 10 giorni. Una singola gabbia di poco più di un metro cubo produce una quantità di uova pari a 240 chilogrammi di farina proteica, dieci volte la produttività media. Inoltre, l’allevamento di insetti richiede una quantità minima di acqua e terra per la crescita, rispetto alle altre proteine animali, e gli insetti agiscono come bio-convertitori di rifiuti. «La tecnologia per allevare insetti a fini alimentari è molto più importante e redditizia per la nutrizione animale che umana - conclude il Ceo - in particolare come mangime per i pesci, perché gli ecosistemi marini sono a rischio. Il nostro è un sistema unico al mondo e offre vantaggi enormi in termini di sostenibilità ambientale».

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