La guerra in Europa

Caccia italiani abbattono drone in Lettonia: «probabilmente ucraino»

Ucraina e Stati Uniti starebbero coordinando un pacchetto di proposte per chiudere il conflitto con la Russia: stop bipartisan agli attacchi aerei e una tregua sul Mar Nero i punti cardine, ma Mosca non risponde

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy interviene durante una conferenza stampa con il presidente serbo Aleksandar Vucic (non presente nella foto) al termine del loro incontro a Belgrado, in Serbia, l'8 agosto 2026. Zelenskyy si trova in Serbia per una visita ufficiale.  EPA/ANDREJ CUKIC EPA

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Un drone è entrato nello spazio aereo lettone ed è stato abbattuto da caccia Eurofighter italiani. Lo hanno dichiarato oggi le forze armate della Lettonia.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Probabilmente si trattava di un drone ucraino che aveva deviato dalla sua rotta. La notizia è riportata da Ukrainska Pravda.

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Questa mattina le Forze Armate lettoni hanno annunciato che i caccia Nato in pattugliamento hanno abbattuto con successo un drone che aveva violato lo spazio aereo lettone a seguito di un’attività di guerra elettronica russa. L’allerta aerea precedentemente annunciata in cinque regioni del Paese è stata revocata alle 4.50. «La minaccia nel nostro spazio aereo è cessata. I caccia alleati hanno abbattuto con successo il velivolo senza pilota», hanno riferito le Forze Armate. Il drone è stato abbattuto nella regione di Balva, nel nord-est del Paese. Una portavoce dello Stato Maggiore congiunto delle Forze Armate lettoni ha dichiarato alla radio lettone che la posizione del relitto è nota, ma non verrà ancora rivelata. I servizi competenti stanno lavorando sul posto. Il velivolo senza pilota è stato abbattuto ad alta quota, quindi i detriti potrebbero essersi dispersi su un’area considerevole.

Le dichiarazioni ufficiali non hanno menzionato chi abbia lanciato il drone, ma la scorsa notte i droni ucraini hanno nuovamente attaccato il porto russo di Ust-Luga, vicino a San Pietroburgo, il cui percorso più breve passa per i confini orientali di Lettonia ed Estonia.

Le proposte di pace Usa-Kiev

Intanto Washington e Kiev starebbero coordinando un pacchetto di proposte di pace da sottoporre a Mosca, facendo leva sulla «realtà sul terreno» dopo mesi di attacchi reciproci tra Russia e Ucraina. Ieri Reuters ha riferito che Kiev ha trasmesso attraverso una terza parte - turca, probabilmente - una proposta di moratoria sugli attacchi ai civili nel Mar Nero. Il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko ha replicato che Mosca non ha ricevuto alcuna proposta formale, lasciando intendere che la comunicazione non segue vie ufficiali. Una risposta che suggerisce una valutazione in corso.

Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, nel pacchetto preparato da Washington figurano almeno due opzioni distinte, coordinate durante l’incontro fra Zelensky e Trump alla Casa Bianca il 8 luglio. La prima è una tregua aerea. Ufficiali americani credono che la pressione economica derivante dagli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo possa indurre il Cremlino a valutare un arresto reciproco degli attacchi aerei. Kiev sembra ritenere che il cambio di passo negli attacchi ucraini offra leva negoziale, per il leader del Cremlino Vladimir Putin ha già rifiutato proposte analoghe e l’escalation degli attacchi russi indica come prioritaria la volontà di degradare in modo critico le infrastrutture ucraine in vista dell’inverno.

La seconda proposta riguarderebbe il Mar Nero. Per l’Ucraina il controllo dei corridoi marittimi e la sicurezza del porto di Odessa sono questione di sopravvivenza economica: le esportazioni di grano sono crollate del 76% ad agosto; il settore agricolo in caso di paralisi prolungata perderà ulteriori miliardi. Il blocco de facto di Odessa alimenta tensioni globali sui prezzi alimentari e sui margini di profitto del grano russo. Una tregua nel Mar Nero avrebbe ricadute planetarie e per questo la Turchia, interessata alla libertà di navigazione commerciale, vi si è inserita con una proposta propria.

Witkoff e Kushner attesi a Kiev

Entro il 24 agosto sono attesi a Kiev Steve Witkoff (l’inviato speciale di Trump che ha incontrato ripetutamente Putin, senza concreti risultati) e il genero di Trump in veste negoziale. La data della visita potrebbe essere quella delle celebrazioni per il 35esimo anniversario dell’Indipendenza ucraina ma per ora non vi è nessuna conferma dalla Casa Bianca o da parte ucraina. Witkoff ha visitato Mosca otto volte dal febbraio 2022 e non ha mai messo piede in Ucraina, come Kushner, quindi un viaggio a Kiev avrebbe valore simbolico oltre che diplomatico, sarebbe un segnale alla Russia che Washington ascolta entrambe le parti.

Lo scetticismo strutturale di Mosca

Mosca mantiene una posizione di cautela e scetticismo definito «strutturale» da diversi analisti. Grushko ancora ieri ha insistito: «Nessuna pace senza affrontare le cause radici del conflitto», dicitura che secondo Mosca include il riconoscimento de facto di Crimea e Donbass occupati, lo stato neutrale ucraino de iure, l’esclusione definitiva dall’Alleanza atlantica.

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