Whisky da collezione

Karuizawa 1960, quando i record del passato non bastano più

La rarissima bottiglia giapponese, stimata fino a 375mila euro, resta invenduta su Catawiki nonostante oltre 1.700 osservatori. Un caso che riflette la nuova selettività del mercato

di Maria Adelaide Marchesoni

Karuizawa 1960/2013 – 52 anni Single Cask #5627

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Nel mercato del collezionismo il passato non sempre è una garanzia per il presente. Lo dimostra il caso del Karuizawa 1960 52 Years Old, uno dei whisky giapponesi più rari e ricercati al mondo, recentemente protagonista di un’asta su Catawiki. La bottiglia, proposta con una stima compresa tra 300.000 e 375.000 euro, sembrava destinata a confermare le quotazioni record che hanno reso leggendaria la distilleria giapponese. L’asta si è però conclusa senza aggiudicazione: le offerte si sono fermate attorno ai 250.000 euro, una cifra considerevole in termini assoluti ma insufficiente a raggiungere il prezzo di riserva fissato dal proprietario. La bottiglia è quindi rimasta invenduta.

Il mancato successo dell’asta non va interpretato come un segnale di disinteresse nei confronti del Karuizawa 1960 52 Years Old. Al contrario: la bottiglia è diventata l’oggetto più seguito di sempre nella categoria Spirits di Catawiki, attirando oltre 1.700 utenti da tutto il mondo che hanno monitorato l’andamento della vendita, come hanno voluto sottolineare gli esperti della piattaforma. Un dato che conferma l’eccezionale fascino esercitato da uno dei whisky più rari e ricercati mai prodotti in Giappone.

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Quando domanda e aspettative non si incontrano

L’episodio evidenzia una dinamica sempre più frequente nei mercati del collezionismo: l’interesse non si traduce necessariamente in una transazione ai livelli sperati. Negli anni dell’espansione post-pandemica, alcuni risultati eccezionali avevano contribuito a fissare aspettative molto elevate per le bottiglie più rare. Tuttavia, i record ottenuti in passato riflettono condizioni di mercato specifiche e la presenza di compratori particolarmente motivati.
Oggi il contesto appare diverso. I collezionisti continuano a competere per gli esemplari più iconici, ma lo fanno con maggiore selettività e attenzione al prezzo.

Nel caso del Karuizawa 1960, la distanza tra i circa 250.000 euro offerti dal mercato e la valutazione attesa dal venditore non rappresenta tanto una bocciatura del bene quanto un indicatore della fase che sta attraversando il settore. La rarità e il prestigio restano intatti; ciò che cambia è la disponibilità dei compratori a spingersi verso cifre record. In altre parole, il mercato continua a riconoscere il valore dell’oggetto, ma non necessariamente alle quotazioni che erano state raggiunte negli anni di maggiore euforia.

Karuizawa, la distilleria fantasma diventata leggenda

La storia di Karuizawa è una delle più affascinanti del whisky giapponese. Fondata nel 1955 ai piedi del monte Asama, nella località di Karuizawa, la distilleria produceva whisky in quantità limitate ispirandosi allo stile degli Scotch delle Highlands, in particolare di Macallan. A differenza di altri produttori giapponesi, Karuizawa non puntava al grande mercato domestico e rimase per decenni un nome quasi sconosciuto al di fuori di una ristretta cerchia di appassionati.

La produzione cessò nel 2000 e la distilleria venne definitivamente smantellata nel 2011. La chiusura trasformò però le scorte rimaste in un bene irripetibile: ogni bottiglia proveniva da una riserva destinata a esaurirsi per sempre. È questo elemento di scarsità assoluta ad aver alimentato negli anni il fenomeno collezionistico.

L’ascesa delle quotazioni

Tra il 2012 e il 2022 Karuizawa è diventato il simbolo dell’esplosione del whisky giapponese nel mercato internazionale. Alcuni imbottigliamenti hanno registrato incrementi di valore senza precedenti, attirando collezionisti dall’Asia, dall’Europa e dagli Stati Uniti.
Tra i risultati più significativi si ricorda nel periodo 2018-2019 diverse bottiglie della serie “The Casks of Karuizawa” hanno superato i 100.000 euro nelle principali aste internazionali. Nel 2020 il celebre Karuizawa 52 Years Old Zodiac Rat 1960, proveniente dalla botte n. 5627 e prodotto in sole 41 bottiglie, è stato aggiudicato da Sotheby’s per oltre 360.000 sterline, stabilendo all’epoca il record mondiale per un whisky giapponese.

Dal boom post-Covid alla normalizzazione del mercato

Il mancato raggiungimento del prezzo di riserva da parte del Karuizawa 1960 non è un episodio isolato. Arriva, infatti, in una fase di raffreddamento del mercato dei whisky da collezione dopo l’eccezionale espansione registrata tra il 2020 e il 2022. In quegli anni il whisky raro è stato uno degli asset da collezione più performanti al mondo, sostenuto dalla crescita della domanda internazionale, dall’ingresso di nuovi investitori e dall’attenzione crescente verso i beni alternativi. Nel 2022 il valore dei whisky rari in asta risultava ancora in crescita del 21% su base annua ma dal 2023 lo scenario ha iniziato però a cambiare. Secondo il Knight Frank Luxury Investment Index, il whisky raro è stato il segmento peggiore tra i beni da collezione nel 2023, con una flessione del 9%, pur rimanendo uno degli asset con le migliori performance nel lungo periodo. Gli analisti hanno interpretato il fenomeno come una correzione dopo anni di crescita molto rapida piuttosto che come un crollo strutturale del settore. La fase di assestamento si è accentuata nel 2024 ma anche nel 2025 il mercato ha continuato a mostrare segnali di selettività con un -10,9% nei 12 mesi.

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