Kampaay, la società benefit per gestire e ottimizzare gli eventi aziendali
L’azienda è al 25esimo posto nella classifica di Sole 24 Ore-Statista
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«Si stima che il mercato degli eventi aziendali generi un volume d’affari pari a 82 miliardi di euro in Europa. Nonostante sia così grande, è gestito con metodi anacronistici: a parte i grandi eventi affidati alle agenzie tradizionali, l’80% di attività rappresentano un buco nero operativo su cui le aziende hanno poco controllo, e di cui spesso non sanno neanche identificare l’ammontare totale delle spese». Così Marco Alba, co-founder e Cfo di Kampaay, spiega la ragion d’essere dell’azienda attiva nel settore Mice (meetings, incentives, conferences, exhibitions), specializzata in servizi smart e assistenza per la gestione di eventi aziendali. I ricavi di Kampaay sono lievitati dai 916mila euro del 2021 ai 7,5 milioni circa del 2024: un Cagr pari al 101,5%, che vale all’azienda il 25esimo posto nel ranking Leader della crescita 2026 Sole 24 Ore-Statista, e il secondo nel ranking settoriale di riferimento.
La startup è stata fondata nel 2020 da Alba e tre soci, Daniele Arduini, Stefano Brigli Bongi ed Enrico Berto, tutti con un background tecnico in ingegneria gestionale. E tutti personalmente allineati nell’interesse verso i temi Esg, che li ha spinti a scegliere di costituire la startup con la forma giuridica di società benefit.
L’avvio vero e proprio delle attività è avvenuto nel 2021, quando sono affluiti i finanziamenti di investitori istituzionali. «La nostra crescita è stata trainata dal fatto di essere riusciti a rispondere a un bisogno latente del mercato, offrendo una soluzione che permetteva di aggiungere un pannello di controllo e ottimizzazione per gli eventi», aggiunge il manager e co-founder. Oggi Kampaay conta tra i propri clienti principalmente aziende di dimensioni medio-grandi. Per quanto riguarda gli aspetti di sostenibilità, Kampaay offre ai clienti la possibilità di intraprendere azioni di carbon offsetting per compensare le emissioni generate dagli eventi, o di ricorrere preventivamente a fornitori green appositamente selezionati. Infine, la startup cerca di condividere i valori sociali all’interno del team, promuovendo per esempio giornate bonus per i dipendenti da dedicare ad attività culturali; o aderendo a eventi a impatto sociale organizzati da associazioni ed enti non profit. «È difficile quantificare in che misura l’essere una società benefit ci abbia aiutato nel nostro percorso di crescita. Certo è che sempre più aziende, nel selezionare i partner commerciali, hanno un occhio di riguardo per le considerazioni Esg. La mia sensazione - conclude - è che un buon 15-20% del fatturato sia determinato da fatto che azienda è in grado di offrire questo tipo di risorse».


