Tensione per le elezioni

Kamala Harris: «Pronti ad agire se Trump tenterà di sovvertire l’esito del voto»

Allarme per il 5 novembre. Dure accuse da Kelly, capo dello staff di Trump alla Casa Bianca; «È un fascista, vorrebbe essere un dittatore»

Dal nostro inviato a New York Luca Veronese

L’ex presidente e candidato repubblicano Donald Trump durante un comizio a Greensboro, in North Carolina

4' di lettura

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Offese personali, accuse pesantissime, rischi per la tenuta democratica degli Stati Uniti, parole che avvicinano la destra americana al Nazismo. La sfida tra Kamala Harris e Donald Trump sembra già arrivata ogni oltre limite mentre mancano ancora dodici giorni alle elezioni presidenziali del 5 novembre. Il dibattito politico si è inceppato, il Paese andrà alle urne diviso come segnalano anche i sondaggi che - sia per il risultato nazionale che per l’esito nei sette Swing State - danno i due candidati sostanzialmente alla pari, o comunque troppo vicini perché si possa prevedere chi prevarrà.

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Le battute volgari di Trump contro Harris

Nel corso di un evento elettorale in Florida, Trump ha lanciato una serie di attacchi personali alla vicepresidente Harris, definendola lazy, cioè «pigra» - un termine usato troppo spesso per offendere i neri su base razziale - e mettendo ripetutamente in dubbio l’intelligenza e la resistenza della candidata democratica. «È pigra, dannazione», ha detto il tycoon accusandola di non essersi presentata ad alcuni appuntamenti della campagna. Poi, durante un comizio a Greensboro, nella Carolina del Nord, Trump ha definito Harris una «persona stupida» e ha continuato chiedendo alla platea entusiasta: «Beve? È drogata?».

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I timori per cosa farà Trump dopo il voto

I democratici hanno paura per la reazione di Trump ad una eventuale sconfitta, oltre che per la deriva autoritaria del Paese se la destra dovesse vincere. L’intelligence Usa- secondo il New York Times - sarebbe preoccupata per le interferenze della Russia e dell’Iran nel voto. Per il presidente in carica Joe Biden Trump dovrebbe essere «arrestato, politicamente».

Mentre Harris in un’intervista a Nbc ha affermato che il suo staff è preparato alla possibilità che l’ex presidente Trump dichiari vittoria prima del conteggio dei voti, con l’obiettivo di sovvertire l’esito delle elezioni e agitare i suoi sostenitori. «Ci occuperemo della notte delle elezioni e dei giorni successivi non appena si presenteranno. Abbiamo le risorse e le competenze per farlo», ha assicurato Harris. Tanto scontato quanto inutile, a questo punto, l’appello di Harris per «chiudere con queste elezioni il capitolo su un’era che mostra un’America divisa».

Trump: «Voglio generali come quelli di Hitler»

Donald Trump ha elogiato i generali di Adolf Hitler per la loro lealtà al dittatore tedesco e ha detto che avrebbe voluto che il personale militare americano gli dimostrasse la stessa deferenza, secondo un articolo pubblicato dalla prestigiosa rivista The Atlantic. «Ho bisogno del tipo di generali che aveva Hitler», avrebbe detto durante una conversazione privata alla Casa Bianca quando era presidente, riporta The Atlantic. «Persone che gli erano totalmente leali, che seguono gli ordini», avrebbe sottolineato, dimenticando che gli ufficiali militari americani, compresi i generali, giurano fedeltà alla Costituzione e non al comandante in capo.

L’ex chief of staff Kelly: «Trump fascista, vorrebbe essere un dittatore»

Durissimo attacco a Donald Trump da parte del suo chief of staff alla Casa Bianca John Kelly: in una intervista al New York Times il generale in pensione dei marine sostiene che il tycoon è un fascista, che governerebbe come un dittatore se gli fosse permesso e che non ha alcuna comprensione della Costituzione o del concetto di Stato di diritto. Kelly conferma anche i precedenti resoconti secondo cui Trump aveva fatto dichiarazioni di ammirazione per Hitler - dicendo che «ha fatto qualcosa di buono» - e ha espresso disprezzo per i veterani disabili e ha definito coloro che sono morti sul campo di battaglia per gli Stati Uniti come «perdenti e femminucce».

Evocando la definizione di fascismo, l’ex capo di gabinetto di Trump afferma che «di sicuro l’ex presidente è nell’area dell’estrema destra, è certamente un autoritario, ammira le persone che sono dittatori, come ha detto lui stesso. Quindi rientra sicuramente nella definizione generale di fascista. E di sicuro preferisce l’approccio dittatoriale al governo».

Kelly ha spiegato di aver sentito il bisogno di parlare dopo aver sentito Trump minacciare l’uso dell’esercito contro «i nemici interni»: «È certamente - ha affermato - l’unico presidente che ha praticamente rifiutato ciò che è l’America, e ciò che rende l’America l’America, in termini di Costituzione, in termini di valori, il modo in cui guardiamo a tutto, per includere famiglia e governo, è certamente l’unico presidente che conosco, certamente nella mia vita, che è stato così». Secondo Kelly che si unisce alla schiera di conservatori pronti a votare Harris per fermare l’attuale destra, «Trump non capisce i valori, finge e - ha affermato Kelly - mette la lealtà personale sopra la Costituzione».

Bill Gates finanzia Harris con 50 milioni

Mentre Elon Musk, boss di Tesla e SpaceX, continua a finanziare con milioni di dollari la campagna repubblicana negli Stati contesi, Harris ha incassato - secondo il New York Times - un assegno da 50 milioni da Bill Gates. «Sostengo i candidati che dimostrano un chiaro impegno nel migliorare la sanità, ridurre la povertà e combattere il cambiamento climatico negli Stati Uniti e nel mondo. Questa elezione è diversa con il suo significato senza precedenti per gli americani e i più deboli al mondo», ha detto Gates al quotidiano di New York senza confermare la sua donazione.
E secondo il New York Times, anche l’amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, ha deciso di sostenere Harris e valuterebbe un ruolo in una sua amministrazione. Dimon è una delle figure più di spicco di Wall Street e le campagne di Harris e Trump hanno cercato di ottenere il suo appoggio per mesi.

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