Presidenziali Usa

Kamala Harris, l’intervista che promette di voltare pagina sull'ultimo decennio

Kamala Harris si impegna a “voltare pagina sull’ultimo decennio” e a superare l’era delle lacerazioni e della polarizzazione che ha caratterizzato l’America. Nella sua prima intervista alla Cnn, Harris ha cercato di proiettare l’immagine di una leadership coerente e sicura, promettendo di lavorare a favore dei ceti medi e popolari e di essere Presidente di tutti. Ha anche affrontato temi come il clima, l’immigrazione e la guerra a Gaza. Trump ha reagito definendo l’intervista “noiosa” e Harris “non sembra un leader”

di Marco Valsania

3' di lettura

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Kamala Harris si impegna a “voltare pagina sull’ultimo decennio”, a superare se eletta alla Casa Bianca l’era delle lacerazioni e della polarizzazione che ha caratterizzato l’America e la sua politica. Un’era esacerbata dall’avvento sulla scena del rivale repubblicano Donald Trump.

Nella sua prima, ampia intervista televisiva, concessa alla Cnn, la candidata presidenziale democratica alla Casa Bianca, fresca dell’investitura della Convention del partito la scorsa settimana, ha cercato di proiettare l’immagine di una leadership coerente e sicura. Anche quando le sue posizioni politiche sono mutate nel tempo, dall’energia all’immigrazione, spesso in senso più moderato. “I miei valori non sono cambiati”, ha asserito. L’intervista era particolarmente attesa, dopo gli attacchi dei rivali repubblicani che le avevano rinfacciato di aver evitato finora faccia a faccia con i media, scelta apostrofata quale segno di debolezza.

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“Credo che la gente sia pronta per una nuova via, in avanti, come hanno fatto generazioni di americani spinti dalla speranza e dall’ottimismo”, ha detto Harris affiancata dal suo prescelto per la vicepresidenza Tim Walz e facendo eco allo slogan della sua campagna elettorale che chiede al Paese di “non tornare indietro”, vale a dire a quelli che definisce gli anni di caos e autoritarismo di Trump. Ha promesso di lavorare a favore dei vasti ceti medi e popolari, con crediti d’imposta, aiuti per la casa, lotta al carovita e alla speculazione. E di essere Presidente di tutti, nominando anche un esponente repubblicano nel suo governo (senza indicare chi).

Harris è oggi passata in leggero vantaggio su Trump nei sondaggi, anche per il più recente del Wall Street Journal che la vede davanti di uno o due punti su scala nazionale, la prima volta per un candidato democratico dall’aprile del 2023. Trump, a caccia di riscosse, ha subito reagito all’intervista sui social media definendola “noiosa” e asserendo che Harris “non sembra un leader”.

Usa 2024, Trump su intervista Harris: "Non è una leader"

Tra le risposte più significative di Harris all’anchor della Cnn, Dana Bash, quella sul clima e sul fracking, la controversa pratica della fratturazione idraulica per estrarre petrolio e gas. Harris ha indicato di non sostenere più un divieto al fracking, nè il cosiddetto Green New Deal, i più ambiziosi progetti progressisti contro l’effetto serra, come aveva invece fatto durante le primarie democratica. “La crisi del clima è reale. E’ urgente. E dobbiamo applicare misure che includono il rispetto di scadenze che ci dobbiamo dare”. Ha continuato affermando tuttavia di essere convinta che è possibile avere energia pulita e crescita senza vietare il fracking (cruciale per l’econmia di un stato deecisivo per le urne presidenziali quale la Pennsylvania).

In politica interna Harris ha inoltre difeso la sua posizione sull’immigrazione: ha riproposto, impegnandosi a firmarlo se eletta, un accordo bipartisan che offra percorsi per la cittadinanza e allo stesso tempo rafforzi la sicurezza ai confini per fermare i flussi di clandestini e lottare contro organizzazioni criminali di traffico di esseri umani e stupefacenti. Quell’intesa era stata silurato come inadeguata da Trump. In passato Harris aveva sostenuto idee di “depenalizzare” gli ingressi illegali.

Alla richiesta di commentare critiche personali nei sui confronti da parte di Trump - che, senza fondamento, l’ha accusata di identificarsi come black solo negli ultimi anni quale espediente - ha risposto secca: “E’ il solito, antico manuale”, ha detto alludendo alle affermazioni come razziste.

In politica estera il tema più delicato affrontato nell’intervista è stata la guerra a Gaza. Harris ha ribadito il diritto di Israele all’autodifesa e gli aiuti militari americani per garantire la sicurezza del Paese. Ha glissato sulla domanda se considererebbe blocchi a forniture di armi. Ha però aggiunto che “troppi civili palestinesi innocenti sono stati uccisi” nella guerra e che l’obiettivo urgente è un accordo di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi tuttora in mano a Hamas. Ha poi sottolineato che occorre una soluzione con due stati, che dia anche ai palestinesi il dirritto alla sicurezza e all’autodeterminazione. Il suo tono ha mostrato maggior sensibilità ai diritti palestinesi rispetto a Joe Biden, di cui lei è vicepresidente.

Walz è stato interpellato su errori e imprecisioni nella sua biografia, per aver sostenuto di aver imbracciato armi in zone di guerra e che con la moglie Gwen erano ricorsi alla fecondazione in vitro per avere figli. Walz ha servito nella guardia nazionale ma non in combattimento e la moglie ha usato diverse terapie per concepire. Il candidato alla vicepresidenza ha risposto rivendicando la propria onestà e franchezza e definito le critiche come esercizi pedanti.

Il prossimo banco di prova mediatico per Kamala Harris sarà il dibattito presidenziale con Trump previsto per il 10 settembre.

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