All’incontro Stellantis-Governo

Jean-Philippe Imparato, il manager francese che ama il made in Italy

Da quando ha scoperto di avere origini italiane, il nonno era di Gaeta, ha messo fra le priorità il Bel Paese che conosce molto bene per averci lavorato prima in Citroen Italia e poi all’Alfa Romeo

di Corrado Canali

3' di lettura

3' di lettura

Imparato ha debuttato nell’automotive nel 1991 all’interno del gruppo PSA con Peugeot-Citroen dove ha ricoperto numerosi ruoli di responsabilità in Francia e all’estero, Cina compresa. Fra i più rilevanti la guida in qualità di ceo di Peugeot, ruolo che ha garantito al brand francese non soltanto dei significativi successi commerciali, ma anche ad un posizionante sempre più di spessore per il brand francese sul mercato internazionale.


Alla guida della filiale italiana di Citroen
Dal 2008 al 2010 Jean-Philippe Imparato ha guidato la filiale italiana del brand francese del double chevron. Si è trattato di momento particolarmente positivo per il brand visto il grande successo della prima generazione della C3 che ha visto l’Italia ppresentare il secondo mercato in assoluto più importante in Europa subito dopo la Francia e il primo per la più poliedrica fra le varianti di allora della C3, cioè la Plurier.

Loading...

Non soltanto un manager di marchi dell’auto

Nato a Sète, nel sud della Francia da una famiglia che gli ha trasmesso la dedizione per il lavoro. Appassionato di motori e con un debole per i marchi storici italiani che considera parte di un patrimonio da preservare e valorizzare. Oltre ai motori, ama la musica e gastronomia. Una combinazione di rigore francese e di passione italiana che rende Imparato unico fra i numerosi leader industriali nel settore automotive.

Stellantis, Imparato: "A Mirafiori nuova generazione 500"

Un manager soprattutto Peugeot sin dall’inizio

E’ quasi sicuramente lui, Jean-Philippe Imparato, 58 anni di nascita francese, ma italiano d’adozione, il federatore che Carlos Tavares aveva in mente prima di lasciare Stellantis. Messo in sicurezza il Biscione con due soli modelli, la Tonale prima e poi lo Junior, passato indenne dal ribaltone del cambio di nome poco ore dopo la presentazione, si prepara a diventare il manager che verrà ricordato per avere messo in sicurezza il mercato italiano di Stellantis.

Da ceo di Alfa Romeo alla guida dell’Europa

Forse non lo immaginava, ma forse sì che il capo inteso come Carlos Tavares di cui era braccio destro consolidato stesse pensando a lui dopo l’improvvisa uscita dal gruppo. Preparato lo è, ma di certo l’aveva sperato di occuparsi a tempo pieno del paziente italiano. Lo si intuisce da una delle sue prime dichiarazioni “La mia ossessione è di continuare a produrre in Italia”. Lo ribadirà anche al Mimit al ministro Urso.

L’impegno più difficile all’interno del gruppo

Se non sarà lui a succedere a Carlos Tavares alla guida di Stellantis, ha certo il più difficile dei computi all’interno del gruppo. Risolvere la patata bollente di un settore che in Italia appare ormai fuori controllo, fra fabbriche chiuse e un futuro da programmare. Servirà un cambio di passo che è già un buon viatico, ma soprattutto delle risposte e degli impegni concreti. Non sarà facile, ma questo si aspettano da lui le rappresentanze sindacati.

Missione impossibile? Non per Jean-Philippe Imparato

Fra le prime promesse messe insieme nei pochi giorni a disposizione all’indomani dell’uscita di Tavares dal gruppo, Imparato ha confermato che non verrà chiusa nessuna fabbrica e non ci saranno licenziamenti e poi che ci sarà la nuova generazione di 500 che dà una prospettiva di futuro fino al 2033. Ma non soltanto, visto che il federatore ha anche annunciato che Maserati avrà un nuovo piano molto più strutturato.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti