Jaipur contemporanea: la città rosa raccontata dal suo giovane maharaja
Spazi d’arte contemporanea, antichi club del polo ed eccellenze gastronomiche. Sua Altezza Sawai Padmanabh Singh svela la capitale del Rajasthan.
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La mia Jaipur ha sempre attirato artisti, designer e pensatori: fa parte del dna della città. Ciò che trovo davvero entusiasmante oggi è il modo in cui questa energia si è evoluta: vedo architetti e creativi di tutto il mondo riunirsi per reinterpretare il nostro patrimonio in chiave inedita. La città sta sviluppando un codice creativo e visivo rinnovato, radicato nella tradizione, ma capace anche di parlare il linguaggio del design contemporaneo. È incredibile assistere a tutto questo in tempo reale, davanti ai miei occhi. Una parte di questa evoluzione è stata organica, ma molto è stato anche favorito da iniziative che ho portato avanti personalmente, come la rivitalizzazione del City Palace Museum, il Jaipur Centre for Art, il Jaigarh Heritage Festival e The Palace Atelier.
Tutti insieme, questi progetti mirano a posizionare Jaipur come un polo culturale globale in cui patrimonio storico e modernità non sono in contrasto, ma si completano a vicenda. Il Jaipur Centre for Art, in particolare, è un’istituzione che ho co-fondato con Noelle Kadar: è uno degli spazi, secondo me, più stimolanti della città. Volevamo creare un luogo in cui i visitatori, mentre esplorano un palazzo di quasi 300 anni, potessero entrare in contatto con le opere di alcuni dei più importanti artisti del nostro tempo.
La sfida – e la bellezza – sta proprio in questo contrasto. Molti dei nostri visitatori si avvicinano per la prima volta all’arte contemporanea, e il JCA diventa la loro porta d’ingresso a questo nuovo universo espressivo: l’obiettivo è favorire comprensione e dialogo, permettendo al patrimonio di diventare una lente attraverso cui la produzione creativa moderna acquisisce nuovi significati.
Negli ultimi anni, il Rajasthan Polo Club e il Jaipur Polo Team – di cui ho promosso la crescita – sono diventati alcuni dei principali protagonisti del dibattito nazionale sul polo: sono impegnati a coinvolgere sempre più persone in questo sport, sia come giocatori sia come spettatori. Questo accade anche grazie al club Polo Palladio, con ristorante e bar firmati dalla regina delle rinascite più lussuose e iconiche della città, Marie-Anne Oudejans, già autrice di Bar Palladio e del Villa Palladio Hotel insieme all’imprenditrice svizzero-italiana Barbara Miolini. Personalmente sono circondato da cavalli e dal polo da quando ho memoria: il mio bisnonno ebbe un ruolo fondamentale nella fondazione di questo sport a Jaipur, e da allora le diverse generazioni della mia famiglia hanno portato avanti questa eredità. Per me il polo rappresenta disciplina, resilienza e senso di comunità. Non riguarda solo l’abilità in campo, ma anche i valori e le abitudini che forma fuori dal campo: il rispetto, la concentrazione e il lavoro di squadra che richiede. Più di ogni altra cosa, apprezzo il modo in cui questo sport unisce persone da tutto il mondo attorno a un amore condiviso per la tradizione, la precisione e la bellezza del gioco.
In comune, le iniziative che porto avanti in città hanno il fatto di essere profondamente radicate nelle origini di Jaipur. Dal ristorante The Sarvato all’hotel Rajmahal Palace, tutto mantiene al centro la storia della città. Per esempio, al The Sarvato il nostro team viaggia in tutto il Rajasthan per studiarne a fondo la cultura gastronomica, che poi reinterpretiamo in un menu degustazione che onora le tradizioni spingendosi al contempo oltre i confini creativi. È così che intendo la sostenibilità: fondare l’innovazione saldamente sull’autenticità.















