D’accordo praticamente tutto l’arco parlamentare
«Grazie al lavoro a Montecitorio e agli emendamenti approvati - ha sottolineato Serse Soverini (Pd) - abbiamo difeso e consolidato la centralità del ruolo delle imprese confermando la loro presenza tra i soci fondatori delle fondazioni Its; stabilendo che le imprese esprimano il presidente delle Fondazioni Its; e disponendo che le imprese siano parte attiva nel consiglio d’indirizzo della didattica. Grazie poi al coordinamento nazionale abbiamo reso il sistema Its parte integrante dell’insieme delle politiche di crescita. La formazione terziaria è decisiva per l’aumento della competitività, in particolare delle pmi».
«A dieci anni dalla prima legge - ha proseguito Vittoria Casa (M5S) - il nuovo testo introduce elementi di flessibilità e di semplificazione della governance che permetteranno sicuramente di accrescere le già notevoli potenzialità formative e occupazionali di questi istituti».
Per spingere gli Its nascerà un fondo ad hoc, con una dote di partenza di 68 milioni quest’anno, e 48 milioni dal 2022, risorse, aggiuntive rispetto a fondi Ue (con il Pnrr arriveranno 1,5 miliardi in 5 anni,ndr) e regionali, che dovranno servire anche a «finanziare interventi per dotare gli Its di nuove sedi, di laboratori e infrastrutture tecnologicamente avanzati».
Grazie alle ultime modifiche approvate si apre a una leale collaborazione con le università, che restano partner degli Its ma senza cannibalizzarli. Anzi sviluppando insieme a loro, in piena autonomia, percorsi formativi flessibili anche in regime di alto apprendistato, attraverso patti federativi. C’è anche una spinta più decisa su merito e premialità, prevedendo, d’intesa con le regioni, dei veri e propri standard minimi. In pratica, se un Its per tre anni consecutivi riceve un giudizio negativo riferito almeno al 50% dei corsi valutati nelle rispettive annualità del triennio precedente, la regione revoca l’accreditamento e con esso si perde la possibilità di rilasciare diplomi e ottenere fondi pubblici.
Positivo il giudizio delle imprese
«La larghissima convergenza in Parlamento è un segnale dell’importanza degli Its, su cui Confindustria da sempre è molto attenta - ha chiosato Gianni Brugnoli, vice presidente di Confindustria per il Capitale umano -. Adesso, bisogna potenziare subito l’orientamento verso famiglie e studenti. Occorre anche migliorare alcune cose non secondarie della riforma: ad esempio va definitivamente superata la logica del bando annuale per il finanziamento, e serve dare alle Fondazioni Its prospettive di investimento di medio-lungo periodo, in particolare per realizzare nuovi sedi, laboratori e attività strutturali di orientamento, che sono fondamentali per rafforzare l’identità degli Its. Sono certo che su questi temi, ora che il testo passa al Senato, il Parlamento metta la dovuta attenzione, anche con il contributo del governo che sugli Its ha dimostrato, attraverso il Pnrr, di puntare con convinzione».