Its, ok della Camera alla riforma, più spazio al mondo del lavoro
Aziende più presenti nelle fondazioni. Riequilibrato il rapporto con le università. Il ministro Bianchi: primo importante passo. Brugnoli (Confindustria): bene così, ora in Senato gli ultimi ritocchi
di Claudio Tucci
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Più spazio al mondo del lavoro: le aziende dovranno essere presenti, anche in gruppi o reti d’imprese, nella fondazione Its di riferimento, e lo stesso presidente dovrà essere espressione del mondo produttivo.
Si conferma la didattica integrata, con il mix di lezioni ed esperienza nelle imprese e nei laboratori d’eccellenza, una prima chiave di successo degli Its, che hanno un tasso di occupazione medio superiore all’80%, con punte anche di 90 e 100%, per i diplomati a un anno da titolo, e nel 92% dei casi l’impiego ottenuto è coerente con il percorso formativo del ragazzo.
E ancora: via tutti i limiti quantitativi relativi alle docenze, già oggi per oltre il 70% provenienti dal mondo del lavoro. L’unico requisito per diventare “professore” nell’Its sarà quello di essere in possesso di una esperienza maturata per almeno cinque anni nei settori produttivi correlabili all’area tecnologica dell’Its.
Fase di “Start up” durata un decennio
Dopo più di 10 anni di “start-up”, arriva la prima riforma organica degli Its, gli Istituti tecnici superiori - in Italia l’unico canale di formazione terziaria professionalizzante alternativo all’accademia - su cui il 20 luglio la Camera, all’unanimità (una notizia per un provvedimento scolastico), 409 sì, sette no e quattro astenuti, ha acceso semaforo verde. Il testo, una ventina di articoli in tutto, (relatore Gabriele Toccafondi, Iv), passa ora al Senato.
Soddisfatto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «Il voto è un primo importante passo - ha sottolineato il titolare di Viale Trastevere al Sole24Ore -. L'approvazione è la riprova dell’interesse del Parlamento, che ringrazio, per una delle riforme strategiche per il futuro della formazione, e che si lega al rilancio dell’intera filiera tecnico-professionale e all’orientamento, su cui punta molto il Pnrr, e su cui il mio ministero è già al lavoro».


