Banche

Itaú rafforza il wholesale banking in Europa e concentra le attività in Lussemburgo

Thomas Campion, ceo del gruppo in Europa: «L’obiettivo è crescere con disciplina e puntiamo a 13-15 miliardi di dollari di asset entro il 2030»

Logo della banca brasiliana Itaú. (Alamy Stock Photo)

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Itaú punta a fare del Lussemburgo il nuovo hub europeo del gruppo per il wholesale banking in Europa e, una volta completata la riorganizzazione delle attività oggi distribuite tra Regno Unito ed Europa continentale, stima di poter arrivare a 13-15 miliardi di dollari di asset entro il 2030 su base consolidata. Il piano strategico è stato illustrato da Thomas Campion, ceo di Itaú Europe, che indica nel consolidamento della presenza lussemburghese uno dei pilastri della strategia internazionale della maggiore banca brasiliana e dell’America Latina.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’istituto lussemburghese è operativo dal primo giugno, dopo il via libera regolamentare ottenuto ad aprile. La struttura conta già circa 20 dipendenti e accoglierà progressivamente attività e competenze oggi distribuite soprattutto tra Londra e Portogallo. L’entità è soggetta alla vigilanza della Commission de Surveillance du Secteur Financier (CSSF) e della Banca Centrale Europea (BCE). L’obiettivo dichiarato da Campion è portare la banca, una volta completato il trasferimento di asset e funzioni, tra i primi 10-15 istituti bancari in Lussemburgo.

Loading...

Il progetto non si limita però a una riorganizzazione geografica, perché il gruppo brasiliano ha in progetto di costruire una piattaforma attraverso cui intercettare i flussi di capitale tra Europa e America Latina per accompagnare imprese e investitori europei nei mercati sudamericani. Un modello nel quale l’Italia può avere un ruolo significativo, vista la presenza di grandi gruppi industriali italiani già attivi o interessati a espandersi in Brasile.

Perché avete deciso di concentrare in Lussemburgo una parte così rilevante delle attività europee?

Il trasferimento in Lussemburgo rappresenta una scelta strategica importante per Itaú e riflette la crescente rilevanza delle nostre attività europee. Vogliamo costruire una piattaforma in grado di collegare i clienti e gli investitori europei con le opportunità di ingresso o di espansione in Sud America. La nuova struttura ci permette inoltre di operare con un modello più snello e con una governance adeguata, rafforzando la nostra capacità di servire i clienti europei.

Qual è l’obiettivo di crescita che vi siete dati nei prossimi anni in termini di clienti, ricavi e volumi?

Come gruppo bancario, normalmente non forniamo indicazioni previsionali né guidance finanziaria. Una volta completata la riorganizzazione e concluso il trasferimento delle attività dal Regno Unito al Lussemburgo, la banca dovrebbe collocarsi tra i primi 15-20 istituti del Paese. Su base consolidata, considerando le diverse attività del gruppo, l’ambizione è arrivare a un livello di asset nell’ordine dei 13-15 miliardi di dollari entro il 2030. Non si tratta di una guidance finanziaria, ma dell’ordine di grandezza della nostra ambizione. La crescita dovrà comunque essere accompagnata da disciplina. Continueremo a sviluppare i business nei quali abbiamo una storia consolidata, dall’investment banking ai mercati finanziari.

E’ prevista anche una crescita attraverso assunzioni?

La banca è già pienamente operativa. Abbiamo ottenuto la licenza bancaria ad aprile, diventata operativa a giugno, e abbiamo già un ufficio, funzioni di controllo e regolamentari e circa 20 dipendenti basati in Lussemburgo. Il prossimo passo sarà completare la riorganizzazione, trasferendo alcune attività di advisory e analytics dal Regno Unito. Nel tempo aumenteremo la presenza locale in funzione delle esigenze del business, attraverso una combinazione di personale trasferito da Portogallo e Londra e nuove assunzioni sul mercato lussemburghese. Per noi è molto importante avere un mix equilibrato di competenze provenienti dai nostri team esistenti e di nuovi manager e professionisti provenienti dal mercato esterno.

Attualmente la piattaforma europea di Itaú serve circa 350 aziende e gestisce oltre 50 mandati globali nell’equity e nel fixed income. Quali segmenti e mercati ritenete offrano le maggiori opportunità di espansione in Europa nei prossimi anni?

Loading...

Il cuore del nostro business sarà il corporate e investment banking, con un’offerta che comprende lending, capital markets e advisory, inclusa l’attività di M&A. A questo si aggiunge il Global Markets, con le attività di equity e fixed income e, più in generale, i servizi di capital markets rivolti ai grandi investitori istituzionali e globali.

Quanto è ancora sottosviluppato, secondo lei, il corridoio finanziario tra Europa e Sud America e quali opportunità concrete vede per Itaú?

Il corridoio tra Europa e Sud America è già molto consolidato. I flussi finanziari dall’Europa verso la regione sono solidi e interessano diversi settori industriali: energia, petrolio e gas, utility e infrastrutture sono alcuni dei comparti nei quali vediamo maggiore interesse. Per quanto riguarda nello specifico le società europee, credo che per le grandi multinazionali con ambizioni globali il Brasile rappresenti un mercato fondamentale all’interno del Sud America e, più in generale, dei mercati emergenti. È un mercato molto dinamico e di grandi dimensioni. Le principali società europee hanno già una presenza in Sud America e, quando entrano nella regione, il Brasile rappresenta spesso il punto di partenza. In alcuni casi, anche il Messico costituisce un mercato di riferimento. A questo proposito, basti pensare agli aeroporti: uno dei principali aeroporti della regione è stato privatizzato ed è oggi in larga misura controllato da operatori europei, tra cui concessionari italiani, spagnoli e francesi, oltre a operatori tedeschi e svizzeri. Ritengo quindi che questo sarà chiaramente uno dei fattori di crescita per noi: essere il partner finanziario naturale e puntare a diventare la banca di riferimento per i clienti europei che operano nella regione. Parallelamente, vediamo crescere la domanda da parte di società europee, fondi di private equity e investitori istituzionali interessati a destinare capitali al Sud America. In questo contesto anche la Colombia e, in misura diversa, l’Argentina stanno tornando ad attirare investimenti.

Quale ruolo riveste l’Italia nella strategia europea del Gruppo?

L’Italia è un mercato molto dinamico e disponiamo già di una buona base di clienti. Ci sono importanti campioni nazionali, come Enel, che hanno realizzato investimenti e acquisizioni in Brasile. Esiste, quindi, un numero significativo di grandi aziende italiane che guardano all’espansione nella regione, in particolare in Brasile. La nostra posizione di leadership come una delle principali banche latinoamericane e la nostra forte presenza in Europa ci permettono di combinare conoscenza del mercato locale e capacità di servire il cliente europeo.

Vede opportunità anche nel private banking?

Sì. Il Brasile è il nostro principale mercato in Sud America e disponiamo di un’attività di investment advisory e wealth management dedicata ai clienti più facoltosi. Una parte di questi clienti sta trasferendo la propria residenza in Europa. Abbiamo già osservato casi di clienti provenienti dal Regno Unito che si sono trasferiti in Italia e potremmo vedere ulteriori movimenti in questa direzione. Questo potrebbe diventare nel tempo un mercato interessante anche per il private banking.

Europa e Stati Uniti sono quindi le due direttrici dell’espansione internazionale?

Assolutamente, sono due aree naturali di espansione per Itaú. Negli Stati Uniti abbiamo già unità dedicate al private banking a Miami e puntiamo a ottenere una piena licenza bancaria, subordinatamente al completamento dei processi autorizzativi. Questo ci consentirebbe di ampliare l’offerta di prodotti e la base clienti e di accelerare lo sviluppo del private banking nel Paese.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti