Italiani popolo di camminatori: è il trekking l’attività più praticata nelle vacanze 2020
A basso impatto, slow, minimalista: praticata dal 39% dei vacanzieri, diventa un modo nuovo di visitare i territori
di Mariateresa Montaruli
5' di lettura
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È stato il trekking l'attività maggiormente praticata nell'estate del 2020 dagli oltre 27 milioni di italiani che sono andati in vacanza. Secondo l'Isnart, i camminatori hanno rappresentato il 39% dei vacanzieri connazionali. Nei mesi tra luglio e settembre, l'obiettivo di “praticare sport” (32%) ha assunto la stessa forza motivazionale di quella che in passato era la fruizione del patrimonio culturale.
L'attività del camminare all'aperto è risultata la prima, in termini di preferenze, anche per la community mondiale di Strava, la seguitissima app di tracciamento sportivo che, in dicembre, ha reso pubblico, per i mesi tra ottobre 2019 e settembre 2020, il rapporto A year in sport.
Un cambio di paradigma, questo, senza dubbio causato dalla necessità di distanziamento sociale, dal desiderio di frequentare piccoli luoghi non affollati, dal bisogno di aria e movimento. Camminare è un'attività a basso impatto, slow e minimalista che coniuga, in particolare nei cammini storici, il raggiungimento di una meta più o meno simbolica, la possibilità di fare nuovi incontri e di condividere ostelli e percorso per uno o più giorni.
Meglio del Camino di Santiago
Per il terzo anno consecutivo, il settore è stato analizzato dalla ricerca “Cammini e camminatori in Italia” curata da Terre di mezzo Editore. Tra gennaio e settembre del 2020, i 14 cammini italiani che rilasciano credenziali ne hanno consegnate in totale 29.246, il 32% in meno rispetto all'anno precedente, un calo relativamente contenuto se messo in relazione al -85% registrato negli stessi mesi dalla Catedral de Santiago, all'arrivo dell'omonimo Camino.











