Affitti brevi, il flop della cedolare al 26%: vale solo 17 milioni di gettito extra
di Dario Aquaro e Cristiano Dell’Oste
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Il mercato immobiliare italiano continua a brillare e proprio in questi giorni arrivano altri report a confermarne lo stato di salute.
«Il mercato immobiliare istituzionale italiano è in ripresa e il 2024 si è chiuso con circa 9,85 miliardi di euro di investimenti, livello superiore del 56% circa rispetto al dato del 2023, anno impattato da un contesto macroeconomico sfidante. I volumi registrati sono risultati in aumento anche rispetto alla media degli ultimi 5 anni (+5% circa)» è il succo dell’ultimo report dell’Ufficio studi di Bnp Paribas Real Estate Advisory Italy. Come di consueto, l’ultimo trimestre dell’anno si è dimostrato essere il più performante: l’ultimo trimestre si è chiuso con 3,3 miliardi di euro investiti. In un confronto anno su anno è risultato in crescita del 34% e, rispetto alla media degli ultimi 5 anni, del 9% circa.
«Nel 2024 si sono registrati in Italia 9,9 miliardi di euro di investimenti corporate, grazie alla spinta del secondo semestre che ha quasi raddoppiato i volumi del primo - evidenziano dall’Ufficio Studi Gabetti -. Infatti, il terzo e il quarto trimestre risultano essere i migliori degli ultimi due anni con un investimento complessivo rispettivamente di 3 e 3,3 miliardi di euro».
Secondo Gabetti, il volume degli investimenti capital markets in questo 2024 certifica il giro di boa degli investimenti corporate e una fiducia ritrovata degli investitori verso l’Italia. Complice un contesto macroeconomico più favorevole rispetto al 2023 e un processo di repricing che si avvia a concludersi, gli investimenti immobiliari corporate sono tornati a crescere. Lo scenario inflazionistico ha superato la fase turbolenta del 2023 e a dicembre 2024 l’indice generale ha toccato quota 1,3% (un anno fa era al 5,3%). La discesa della curva inflattiva è stata di conseguenza decisiva per orientare il consiglio direttivo della Bce verso il taglio dei tassi di interesse che, tra giugno e dicembre dello scorso anno, ha portato il tasso di rifinanziamento dal 4,50% al 3,15%. Uno scenario che vede perdere di appeal il mercato obbligazionario e premiare l’investimento immobiliare, premio dovuto proprio al processo di repricing che ha visto incrementare lo yield in diverse asset class.
In questo scenario, oltre ai capitali core che confermano i loro interesse a investire in Italia per prodotti core e core plus (soprattutto nell’area di Milano), la grande occasione per il nostro Paese risiede nella necessità di adeguare quell’ingente patrimonio immobiliare commerciale che non incontra le aspettative della domanda e che potrebbe attirare molti capitali value-added.
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