Nel nono e spettacolare ultimo assalto, pedana per Santuccio e Auriane Mallo-Breton: nel frastuono del Gran Palais la francese ha riportato la sua squadra sul 29-28, ma Santuccio ha dimostrato di essere una vera campionessa, pareggiando prima a 13 secondi dallo scadere e mettendo poi nell’overtime la stoccata che fa la storia e che ha fatto esplodere la gioia delle azzurre, abbracciate anche dal presidente del Coni, Giovanni Malagò.
Lacrime amare per le francesi
Per le francesi tante lacrime amare e, comunque, applausi, almeno fino a quando in tanti hanno lasciato l’impianto nel cuore di Parigi senza assistere alla premiazione. Troppo triste perdere così un oro.
Troppo bello vincere un oro in questa maniera. Nella spedizione a cinque cerchi la scherma italiana ha finora vinto anche un argento con Filippo Macchi nel fioretto e un bronzo con Luigi Samele nella sciabola. Ci sono altre cinque prove a squadre che potrebbero rendere tutto ancora più splendente. Ma di sicuro l’oro delle ragazze con la spada ha un sapore ancor più dolce, perché messo al collo all’ultimo secondo, e per giunta in trasferta, quasi a vendicare i maledetti rigori dei quarti di finale del Mondiale di calcio del 1998, poi vinto dalla squadra capitanata da Zinedine Zidane.
D’altronde, un Francia-Italia, nello sport, ma non solo, non potrà mai essere banale. Il golden gol di Trezeguet all’Europeo di calcio del 2000, poi nel Mondiale del 2006 la testata di Zidane a Materazzi e il cielo azzurro sopra Berlino nel mondiale del 2006. Molti anni prima, nel 1950, al Tour de France l’assalto a Gino Bartali sul Col d’Aspin.
Ma soprattutto, perché queste sono le Olimpiadi, una lunghissima rivalità sulle pedane della scherma, spesso teatro di stoccate, in punta di fioretto, di spada o di sciabole, ma anche verbali. Questa volta, qui al Gran Palais, ha vinto l’Italia. Chapeau.