AI e cyber

«Italia esposta a minacce ibride, soprattutto dalla Russia, giocare d’anticipo»

Parla Guido Crosetto, ministro della Difesa, facendo il punto sui provvedimenti legislativi e sui tempi per l'attuazione dello Spazio cibernetico

 Guido Crosetto, ministro della Difesa

4' di lettura

English Version

4' di lettura

English Version

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’Italia è «particolarmente esposta» alle minacce ibride e la Russia rappresnta oggi quella più «concreta e pervasiva». Di fronte a queste minacce «non possiamo limitarci a reagire dopo essere stati colpiti, dobbiamo essere in grado di anticiparle». Lo afferma Guido Crosetto, ministro della Difesa nell’intervista a DigitEconomy.24, report in collaborazione con Digit’Ed, gruppo attivo nella formazione e nel digital learning. Oggi, afferma il ministro, «dobbiamo continuare a ridurre i tempi decisionali e integrare capacità civili e militari: nella minaccia ibrida, comprendere e reagire rapidamente è già essa stessa una capacità di difesa e deterrenza». Quanto al provvedimento che introduce, tra l’altro, lo Spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa, si prevede di attuare le nuove misure una volta completato l’iter parlamentare, «a partire dal primo semestre del 2027». Nel campo dell’AI, Crosetto ricorda che si sta «realizzando il LIAD, Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa: un AI Delivery Center per sviluppare e sperimentare algoritmi e prototipi. L’obiettivo è dotare l’Italia di una capacità autonoma di sviluppare, governare e integrare l’IA per la propria sicurezza e difesa».

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Si parla sempre più esplicitamente di guerra ibrida: qual è oggi la minaccia concreta per l’Italia e da quali aree e attori proviene?

Loading...

La guerra ibrida è una delle minacce più insidiose del nostro tempo perché si sviluppa prevalentemente sotto la soglia del conflitto aperto. Si può colpire un Paese attaccandone le infrastrutture, manipolando l’informazione, condizionando l’economia e indebolendo la fiducia nelle istituzioni e nelle alleanze.

L’Italia, per posizione geografica, peso economico e appartenenza alla NATO e all’Unione Europea, è particolarmente esposta. La Russia rappresenta oggi la minaccia ibrida più concreta e pervasiva, ma anche Cina, Iran e Corea del Nord utilizzano strumenti economici, tecnologici, informativi e cyber.

Di fronte a queste minacce, non possiamo limitarci a reagire dopo essere stati colpiti. Dobbiamo essere in grado di anticiparle, rafforzando prevenzione e deterrenza attraverso un approccio che coinvolga Difesa, intelligence, istituzioni, imprese e società civile e una capacità europea di mettere a sistema informazioni, strumenti e competenze.

La guerra ibrida non passa soltanto dagli hacker, ma anche da droni, sabotaggi, disinformazione e attacchi alle infrastrutture critiche. L’Italia dispone oggi di una catena di comando sufficientemente rapida per reagire a un attacco che coinvolga contemporaneamente rete elettrica, telecomunicazioni, trasporti e sistemi informatici?

L’Italia dispone di una catena di comando in grado di assicurare una risposta coordinata a crisi che coinvolgono infrastrutture fisiche e sistemi digitali. In caso di crisi sistemica, la cabina di regia politica fa capo alla Presidenza del Consiglio.

La sfida è integrare rapidamente Difesa, intelligence, Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, Ministero dell’Interno, Protezione Civile, gestori delle infrastrutture strategiche, università e centri di ricerca.

La Difesa sta rafforzando le proprie capacità, con l’istituzione del Comando Interforze Cyber Intelligence. Inoltre, nel disegno di legge recentemente depositato in Parlamento è prevista la creazione del Centro Interforze di Addestramento per il Combattimento e per il Contrasto alla Minaccia Ibrida.

IL DOCUMENTO

Visualizza

Dobbiamo continuare a ridurre i tempi decisionali e integrare capacità civili e militari: nella minaccia ibrida, comprendere e reagire rapidamente è già essa stessa una capacità di difesa e deterrenza.

Loading...

Il provvedimento approvato ad agosto dal Consiglio dei ministri introduce, tra l’altro, nuove capacità e risorse, compreso lo Spazio cibernetico di interesse nazionale. Che tempistiche si prevedono per vedere queste misure realmente operative?

Il provvedimento adegua lo strumento militare a uno scenario strategico e tecnologico profondamente cambiato. La minaccia cibernetica è già una realtà con cui dobbiamo confrontarci per difendere sovranità nazionale, infrastrutture critiche e sicurezza dello Stato.

Per la prima volta definiamo lo “Spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato” e attribuiamo al Capo di Stato Maggiore della Difesa il ruolo di Autorità Cyber della Difesa. Introduciamo inoltre la figura dello specialista cyber militare, con specifici percorsi di qualificazione e strumenti per trattenere professionalità altamente richieste.

Completato l’iter parlamentare e adottati i provvedimenti attuativi, l’obiettivo è avviare l’attuazione delle nuove misure a partire dal primo semestre del 2027.

Che tempistiche si prevedono, invece, per il provvedimento sull’istituzione della riserva volontaria?

Stiamo lavorando per finalizzare il provvedimento e avviare quanto prima l’iter parlamentare. Vogliamo costruire una riserva moderna e flessibile, che possa integrare le Forze Armate con ex militari, professionalità specialistiche provenienti dal mondo civile e una componente territoriale addestrata per emergenze e sicurezza nazionale.

Definito il quadro normativo e assicurate le risorse necessarie, potranno partire reclutamento e addestramento, fino al raggiungimento della piena capacità operativa della riserva.

Recentemente ha incontrato Mykhailo Fedorov, ex ministro della difesa ucraino che è diventato advisor per l’innovazione della difesa: che tipo di apporto vi aspettate in particolare sull’uso delle nuove tecnologie nella difesa compresa l’intelligenza artificiale?

L’idea di incontrare Mykhailo Fedorov per confrontarmi con lui sul terreno dell’Innovazione della Difesa punta a valorizzare l’esperienza maturata dall’Ucraina nell’impiego di tecnologia, dati e Intelligenza Artificiale.

L’Italia dispone già di una Strategia per l’IA della Difesa: ora dobbiamo trasformarla rapidamente in capacità operative, riducendo i tempi tra esigenza, sperimentazione e impiego e integrando Forze Armate, industria, start-up, PMI, università e centri di ricerca.

In questa direzione stiamo realizzando il LIAD, Laboratorio di Intelligenza Artificiale per la Difesa: un AI Delivery Center per sviluppare e sperimentare algoritmi e prototipi. L’obiettivo è dotare l’Italia di una capacità autonoma di sviluppare, governare e integrare l’IA per la propria sicurezza e difesa.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti