Il vertice bilaterale

Italia-Cina, riparte il dialogo economico a sostegno delle imprese

Con la missione del primo ministro Giorgia Meloni a Pechino si torna a parlare di ciò che è più utile fare per riequilibrare bilancia commerciale e per favorire le collaborazioni industriali

di Rita Fatiguso

Il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro italiano Giorgia Meloni, durante il vertice bilaterale Italia Cina un incontro a Pechino

3' di lettura

3' di lettura

Riparte il Business Forum, alla settima edizione, ma le aziende e le associazioni imprenditoriali italiane, ben 115, hanno avuto l’opportunità di partecipare alla tavola rotonda sugli investimenti organizzata da Camera di commercio italiana in Cina e Confindustria in occasione della visita a Pechino del primo ministro Giorgia Meloni. Torna il tema antico dello sbilancio commerciale nei confronti di Pechino ma si intravvedono anche le opportunità da cogliere in un mercato come quello cinese che vale un punto del Pil.

Le dinamiche di mercato

L’Istat stima infatti uno stock di investimenti diretti esteri italiani in Cina pari a 15 miliardi di euro, di cui oltre 1300 investimenti manifatturieri, con 130mila addetti e un fatturato di 33 miliardi di euro. Per il Centro Studi Confindustria il potenziale export che possiamo ancora colmare nel mercato cinese è di 2,4 miliardi di euro soltanto per i beni di consumo e 2 miliardi per quelli strumentali.

Loading...

Dimensioni importanti legati a intere filiere rappresentate nel Forum “Italy investing in China: trends and perspective” , c’erano Anfia, Assica, Farmindustria, Federmacchine, Sistema Moda Italia che hanno presentato visioni e prospettive nei rapporti con le controparti cinesi. Questa partecipazione consistente dimostra che c’è spazio per l’export con 2,4 miliardi di beni di consumo e 2 strumentali. «Gli stock di investimenti diretti esteri italiani in Cina ammontano a oltre 15 miliardi di euro», ha confermato Lorenzo Riccardi, presidente della Camera di commercio italiana in Cina.

Le opportunità di settore

La tavola sugli investimenti ha approfondito le dinamiche di mercato per aumentare l’interscambio, in particolare per potenziare l’export italiano così da riequilibrare la bilancia commerciale, e per favorire le collaborazioni industriali. Un tema nel quale i big, presenti nel board del Business Forum Italia-Cina, possono fare da traino.

«La Cina continua a confermarsi strategica per l’export italiano: Pechino si colloca tra le prime destinazioni delle esportazioni italiane a livello globale, essendo il principale mercato in Asia e il secondo tra i Paesi extra-europei, dopo gli Stati Uniti», ha aggiunto Lorenzo Riccardi, Presidente della Camera di Commercio italiana in Cina.

Meloni con la figlia a cena in un ristorante di Pechino, video rimbalzano su social

Per Roberto Vavassori, presidente di Anfia, «ci sono ben precise competenze di filiera presenti in Italia, e ci sono ragioni che suggeriscono un riequilibrio tra gli investimenti diretti, sin qui effettuati da aziende italiane in Cina, rispetto a quelli di aziende cinesi in Italia con un gap, in accordo con i dati forniti da ICE-Agenzia, di circa 5 miliardi di euro da colmare». «Un dato che – secondo Vavassori – lascia spazio alla presenza di almeno un costruttore di veicoli in Italia». Assica ha sottolineato che, nonostante il mercato cinese sia chiuso all’importazione di prodotti a base di carne suina a causa della peste suina africana, «la Cina resta un Paese in cui fino a due anni fa ha esportato 60milioni di euro, quindi c’è da augurarsi che si possa presto riprendere la possibilità di esportare in base a protocolli sanitari condivisi tra Italia e Cina con l’impegno delle istituzioni dei due Paesi».

Per Farmindustria la Cina è per l’Italia il secondo partner extra europeo dopo gli USA nella farmaceutica e sta spingendo moltissimo sugli investimenti nel settore, garantendo anche una maggiore tutela brevettuale. In Cina sono attive da diversi anni importanti aziende italiane, che possono ulteriormente crescere. Anche per questo ha un’importanza strategica la missione in corso.

Per Federmacchine la Cina nel 2023 è risultata il quarto mercato di sbocco con quasi 2 miliardi di euro di acquisti di macchinari. Nonostante un lieve calo dell’export italiano del comparto verso la Cina e di alcune politiche che non facilitano gli scambi, l’Associazione ha evidenziato le grandi opportunità offerte da questo mercato e dalla collaborazione con le aziende cinesi.

Sistema Moda Italia, infine, si è detta favorevole al “free trade” nel commercio internazionale in quanto pilastro della competitività, ma ha sottolineato l’importanza per il tessile abbigliamento di relazioni commerciali eque e vantaggiose per i produttori italiani, nel rispetto del “level playing field” e delle regole di sicurezza, tracciabilità e qualità dei prodotti importati, specialmente quelli e-commerce, così come definite dagli standard europei.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti