Giorgetti: «Controlli su Superbonus, auspico aggiornamento stime a settembre. Non escludiamo l’attivazione della clausola nazionale»
Il ministro dell’Economia ha segnalato che «la progressiva riduzione del deficit avviata dal 2022 è stata realizzata in un contesto macro-economico particolarmente complesso» «Serve realismo - ha sottolineato -, linea è credibilità e proteggere famiglie-imprese». «Controlli su Superbonus, auspico aggiornamento stime a settembre»
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I punti chiave
- Giorgetti: «quadro 2026-29 riflette approccio di realismo e prudenza»
- «Nuova governance mostri flessibilità in fase critica»
- «Regole Ue su deficit asimmetriche, generato avanzo»
- «Serve realismo, linea è credibilità e proteggere famiglie-imprese»
- Ue: azione sia tempestiva, servono strumenti più adeguati
- «Controlli su Superbonus, auspico aggiornamento stime a settembre»
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- «Imbarazzante chiedere deroga per difesa e non energia»
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- Le altre audizioni
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«È importante non perdere di vista un dato sostanziale: questo governo ha ridotto in modo significativo il deficit senza ricorrere a manovre restrittive, grazie a una gestione prudente e responsabile della finanza pubblica, a un costante monitoraggio della spesa pubblica e ai buoni risultati ottenuti sul fronte delle entrate». Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione sul Dfp alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.
«Le nuove regole europee, che non sono affatto peggiori rispetto a quelle precedenti, prevedono delle clausole di flessibilità. Quando ci sono delle situazioni eccezionali, ci sono due articoli fatti apposta», l’articolo 25, la clausola di deroga generale, e il 26, la clausola di deroga nazionale. «Noi riteniamo, e la Commissione per il momento no, che queste situazioni si vadano prefigurando». «Quello che auspichiamo . ha affermato il ministro rispondendo in audizione - è l’attivazione dell’articolo 25, non escludiamo l’attivazione dell’articolo 26, perché funziona e 16 paesi l’hanno adottato per le spese della difesa».
«Ho sentito da qualche parlamentare di opposizione che usiamo lo scostamento per fare campagna elettorale. Lo scostamento se lo facciamo lo facciamo nell’interesse degli italiani e dell’economia italiana, non lo facciamo per noi stessi», ha aggiunto il responsabile del Mef. «Invertiamo il processo: è il Parlamento che approva una risoluzione che chiede al governo di fare lo scostamento. Il governo da solo non può fare niente. Come è noto è il Parlamento, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, che decide se farlo o non farlo, per cosa farlo e di quanto farlo».
Giorgetti: «quadro 2026-29 riflette approccio di realismo e prudenza»
«Il quadro previsivo per il periodo 2026-2029 - ha detto il ministro - riflette un approccio di realismo e prudenza». Giorgetti ha spiegato che «per il 2026 si stima, al momento, una crescita del Pil pari allo 0,6 per cento, lievemente inferiore rispetto alle precedenti attese. Nel 2027 la crescita si manterrebbe allo 0,6 per cento, per poi rafforzarsi moderatamente allo 0,8 per cento nel 2028 e nel 2029. Il Documento mostra che il mutato scenario internazionale sottrae, a parità di altre condizioni e secondo le valutazioni di impatto effettuate, circa due decimi di punto percentuale alla crescita del PIL nel 2026, tre decimi nel 2027 e un decimo nel 2028».
«Nuova governance Ue mostri flessibilità in fase critica»
«Resta da valutare - ha detto Giorgetti - , se le nuove regole» europee «mostreranno un livello sufficiente di flessibilità anche nelle fasi non ordinarie, come quella attuale, e misurarne l’adeguatezza alla prova dei fatti: la disciplina di bilancio non può (e non deve) essere disgiunta da una lettura complessiva e approfondita del contesto economico. Regole efficaci sono quelle che rafforzano la stabilità senza aggravare le fasi di debolezza e che consentono di adottare misure adeguate con la necessaria tempestività, attivando presidi straordinari anche quando gli effetti degli shock non sono ancora pienamente visibili, ma sono già all’opera tutti i canali di trasmissione che, in assenza di adeguate contromisure, avrebbero conseguenze non trascurabili sull’evoluzione degli scenari. È questo equilibrio – tra rigore, crescita e capacità di adattamento – che l’Italia considera decisivo nella nuova fase che l’Europa si trova ad affrontare».







