Viaggi

Israele, l’Europa non è più un rifugio sicuro per i turisti ebrei

Dall’Italia alla Grecia, passando per Austria e Spagna, aumentano gli episodi di ostilità verso israeliani in vacanza. Le comunità ebraiche lanciano l’allarme: “Non è più un fenomeno isolato”

di Davide Madeddu (Il Sole 24 Ore), Kostas Zafeiropoulos (Efsyn, Grecia), Kim Son Hoang (Der Standard, Austria) e Ana Somavilla (El Confidencial, Spagna)

4' di lettura

4' di lettura

Le urla, gli spintoni e i calci. Sono le immagini dell’aggressione subita da una famiglia francese di religione ebraica in vacanza in Italia. A fare scattare l’episodio di violenza avvenuta in un’area di sosta all’altezza di Lainate, sull’autostrada Milano Laghi e su cui ora indaga la Digos, la kippah indossata da bimbo di sei anni. La scena di violenza è stata ripresa e postata sui social. Immediata la solidarietà alle vittime e la condanna.

Fatti non isolati

L’episodio fa emergere un fatto che «non è isolato ma fa parte di una tendenza che comincia a prendere piede». Ossia quella della violenza che viene perpetrata anche contro chi pratica la religione ebraica ed è italiano o ha un’altra nazionalità europea. «L’aggressione a una famiglia francese perché di religione ebraica avvenuta in un area di servizio su un autostrada milanese al grido di “Free Palestine” - dice Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica di MIlano - ci segnala per l’ennesima volta come l’antisemitismo sia in forte crescita nel nostro Paese». Che in questo momento ci sia una «situazione con una crescente preoccupazione», il direttore lo rimarca, aggiungendo anche qualche altro particolare: «Molto spesso capita che qualcuno riceva degli insulti, oppure ancora qualche spinta, questa volta però è stato davvero brutto».

Loading...

Cittadini di serie B

Senza dimenticare un altro aspetto: «Noi, cittadini italiani di religione ebraica ci sentiamo di serie B - aggiunge Davide Romano - perché non ci è concesso promuovere una qualsiasi iniziativa in maniera normale - aggiunge - ma dobbiamo seguire dei protocolli di sicurezza, limitare la comunicazione esterna e la divulgazione». Protocolli di sicurezza che, come sottolinea Romano «hanno l’effetto di limitarci e di limitare le nostre attività. Per questo motivo ci sentiamo cittadini italiani di serie B».

L’appello alle forze dell’ordine

Dal direttore del Museo anche un appello alle forze dell’ordine e alla magistratura affinché «procedano speditamente al riconoscimento e alla sanzione di questi razzisti antisemiti. Non solo perché tutti i reati d’odio vanno sempre perseguiti, ma anche a tutela del buon nome di Milano e della sua tradizionale accoglienza che nulla ha a che fare con questi trogloditi». E poi un altro invito «a tanti politici soprattutto di certa sinistra, a maneggiare con cura certi slogan, poiché la loro pericolosità non è più una teoria ma un fatto registrato dalle cronache quotidiane di aggressioni e attentati. E la storia insegna che quando si eccita l’odio a pagare sono tutti, non solo gli ebrei». A manifestare preoccupazione per questi episodi sono anche altri giovani italiani di religione ebrea che, pur «non avendo paura», non possono che guardare con molta attenzione questi gesti». «Non vorremmo - dice Mauro che chiede di non citare il proprio cognome - che questa tendenza cominciasse a prendere piede, perché adesso c’è attenzione e una certa preoccupazione che però tende a crescere».

La Federazione delle associazioni

A parlare di clima carico d’odio nei confronti degli ebrei, «nella lunga scia di episodi che crescono di giorno in giorno anche in Italia, come in Europa e nel resto del mondo» è un documento firmato da Bruno Gazzo, presidente della Federazione delle associazioni Italia Israele, con cui è stata condannata l’aggressione a padre e figlio «insultati e picchiati perché indossavano la kippah».

«La Federazione, che ha già da tempo lanciato un allarme al governo, alle questure, prefetture e alle procure italiane, chiede l’immediata identificazione dei responsabili, che si auspica vengano indagati, processati e condannati per i reati dei quali si sono resi responsabili - scrive il presidente -. A questo purtroppo si arriva alimentando un vergognoso clima d’odio contro gli ebrei e gli israeliani».

Un fenomeno che attraversa l’Europa

L’aggressione avvenuta in Italia si inserisce in un quadro più ampio che riguarda diversi Paesi europei, dove si moltiplicano episodi di intolleranza, ostilità o discriminazione verso cittadini e turisti di religione ebraica o di nazionalità israeliana.

Austria: episodi preoccupanti

In Austria, dove fino a poco tempo fa non si registravano particolari tensioni verso i turisti israeliani, si sono verificati due episodi che hanno sollevato l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni. In un campeggio del Tirolo, una coppia israeliana sarebbe stata respinta dopo aver mostrato il passaporto; il gestore ha motivato la decisione con la violazione di alcune regole interne alla struttura.

Un altro caso si è verificato a Vienna, dove il musicista israeliano Amit Peled ha denunciato di essere stato allontanato da una pizzeria insieme a due colleghi dopo aver dichiarato di parlare ebraico. La vicenda ha suscitato reazioni politiche: il segretario di Stato Alexander Pröll ha parlato di “un segnale d’allarme vergognoso”, mentre il cancelliere Christian Stocker e il vicecancelliere Andreas Babler hanno ribadito che la vita ebraica è parte dell’identità austriaca.

Spagna: tra atti di odio e allerta istituzionale

In Spagna, sebbene non si siano verificati blocchi sistematici all’ingresso di turisti israeliani, si registrano episodi di antisemitismo e attacchi a simboli della comunità ebraica. A Vigo un gruppo di visitatori israeliani è stato cacciato da un ristorante tra urla del tipo “State uccidendo la Palestina!”.

La Federazione delle Comunità Ebraiche di Spagna (FCJE) ha condannato anche un tentato attentato contro un ristorante kosher a Madrid e un atto vandalico davanti a una sinagoga, per il quale un uomo è stato condannato. Più grave ancora il piano – sventato – per far esplodere la principale sinagoga della capitale. Le autorità hanno rafforzato la sicurezza distinguendo tra protesta politica e incitamento all’odio, mentre la FCJE invita a evitare che la legittima critica allo Stato di Israele degeneri in ostilità verso gli ebrei.

Grecia: crociere respinte e clima teso

In Grecia, il caso più emblematico si è verificato sull’isola di Syros, dove una nave da crociera con circa 1.600 turisti israeliani ha dovuto cambiare rotta dopo che oltre 300 manifestanti hanno impedito lo sbarco esibendo striscioni contro la guerra a Gaza. L’incidente ha innescato tensioni diplomatiche fra i governi di Israele e Grecia, che ha minacciato l’applicazione di leggi anti-razzismo contro future proteste.

Altri episodi si sono registrati a Rodi, con scontri tra manifestanti e polizia durante lo scalo della stessa nave, e ad Atene, dove alcuni giovani sono stati arrestati per aver gridato “Free Palestine” a turisti israeliani. Il clima appare sempre più polarizzato, con opposte letture sul confine fra solidarietà palestinese e antisemitismo.

*Questo articolo rientra nel progetto di giornalismo collaborativo europeo “Pulse”

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti