Medio Oriente

Al Jazeera: attacchi aerei israeliani nel sud di Gaza. Hamas consegna altri due corpi di ostaggi

Per il ministro della Difesa israeliano Katz: “dopo la fine dei combattimenti, smilitarizzeremo Gaza e distruggeremo tunnel”

Soldati israeliani eseguono lavori di manutenzione sui loro carri armati

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Aerei da guerra israeliani hanno lanciato in serata attacchi aerei sulle città di Abasan al-Kabira e Bani Suheila, a est di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, secondo quanto riportato da Al Jazeera Arabic. Gli attacchi aerei arrivano il giorno dopo il raid israeliano a Beit Lahiya, nel nord di Gaza, in quello che, secondo quanto dichiarato da Israele era un “sito terroristico”.

W.Post: «Rapporto rileva centinaia di violazioni Idf a Gaza»

Un rapporto classificato dell’Ispettorato generale del Dipartimento di Stato americano ha rilevato che unità militari israeliane avrebbero commesso “centinaia di potenziali violazioni” della legge statunitense sui diritti umani a Gaza, secondo quanto riferito da due funzionari statunitensi al Washington Post. L’analisi indica che al Dipartimento di Stato potrebbero servire “anni” per esaminare le denunce considerate credibili, sollevando dubbi sulla fattibilità di un’effettiva assunzione di responsabilità per le azioni di Israele. Si tratta della prima volta che un rapporto governativo americano riconosce la portata delle presunte violazioni israeliane nell’ambito delle leggi Leahy, che vietano l’assistenza militare a unità straniere coinvolte in gravi abusi dei diritti umani.

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Identificati corpi dei due ostaggi consegnati da Hamas

Sono stati identificati i corpi di Amiram Cooper e Sahar Baruch, i due ostaggi israeliani i cui resti sono stati restituiti da Hamas e riconosciuti presso l’Istituto di Medicina legale. Il kibbutz Nir Oz ha comunicato che “Amiram Cooper, tra i fondatori del kibbutz Nir Oz, fu rapito il 7 ottobre e assassinato in prigionia a Gaza. Economista, agricoltore e poeta, era una persona amata e devota alla famiglia, marito di Nurit, padre di Rotem, Ravit, Lotan e Yisroel, e nonno di undici nipoti”. Lo riporta Ynet. Il governo israeliano ha confermato che anche il 25enne Sahar Baruch è tra le vittime identificate. “Il governo condivide il profondo dolore delle famiglie Cooper e Baruch, e di tutte le famiglie degli ostaggi caduti”, si legge in una nota dell’Ufficio del Primo Ministro.

“Israele ha ancora del lavoro da fare a Gaza”, ha annunciato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante la cerimonia di consegna dei diplomi ai cadetti della scuola ufficiali Bahad 1, nel sud del Paese, come riporta Times of Israel. “Se Hamas continuerà a violare apertamente il cessate il fuoco, subirà attacchi potenti come quelli di due giorni fa e di ieri”, ha avvertito il premier, facendo riferimento alle recenti operazioni israeliane nella Striscia. “Siamo noi a decidere, e agiremo ogni volta che sarà necessario per eliminare le minacce immediate contro le nostre forze”. Netanyahu ha ribadito con forza: “Siamo noi a decidere, e noi agiamo”, in risposta alle critiche secondo cui le restrizioni imposte da Washington avrebbero frenato la reazione israeliana agli attacchi di Hamas che hanno causato vittime tra i soldati dell’Idf.

In base all’accordo di cessate il fuoco, Hamas ha già rilasciato tutti gli ostaggi vivi sotto il suo controllo in cambio di quasi 2.000 prigionieri palestinesi e detenuti di guerra, mentre Israele, da parte sua, ha ritirato le truppe dalla Striscia, ha interrotto la sua offensiva e ha aumentato gli aiuti all’enclave palestinese. Hamas ha anche accettato di consegnare i resti di tutti i 28 ostaggi morti in cambio di 360 militanti palestinesi uccisi nella guerra. Finora ha consegnato 15 corpi.

Israele sostiene che Hamas sia stata troppo lenta nel consegnare i restanti corpi degli ostaggi ancora a Gaza. L’organizzazione islamica ha replicato che ci vorrà tempo per localizzare e recuperare tutti i resti.

Katz: “Dopo la fine dei combattimenti, smilitarizzeremo Gaza e distruggeremo tunnel”

“Si prevede che gli intensi combattimenti nella Striscia di Gaza finiranno, ma ci attendono ancora molte sfide su diversi fronti e non cesseremo di agire finché non le avremo vinte”. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz anche lui intervenuto alla cerimonia alla scuola ufficiali Bahad 1. “Non ci fermeremo finché non realizzeremo gli obiettivi generali che ci siamo prefissati ha aggiunto - la smilitarizzazione di Gaza e lo smantellamento delle armi di Hamas, insieme alla completa distruzione dei tunnel del terrore”. “Israele insisterà sulla piena attuazione dell’accordo - ha detto ancora - e non si fermerà finché non saranno tornati a casa, per la sepoltura in Israele, tutti gli ostaggi caduti, oltre ai comandanti e ai soldati”. Riguardo agli Houthi sostenuti dall’Iran nello Yemen, Katz ha avvertito che “gli Houthi pagheranno un prezzo elevato per i loro tentativi di colpire il fronte interno israeliano negli ultimi due anni. Non abbiamo ancora detto l’ultima parola”.

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