Pakistan

Islamabad, incendio in ospedale: almeno 14 neonati morti

Il rogo nel reparto maternità del Pakistan Institute of Medical Sciences sembra essere stato innescato dallo scoppio di un condizionatore d’aria

dal nostro corrispondente Marco Masciaga

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
Alcune ambulanze parcheggiate davanti all’obitorio in seguito all’incendio mortale verificatosi presso l’ospedale Pakistan Institute of Medical Sciences (Pims) di Islamabad, in Pakistan (REUTERS)

2' di lettura

English Version

2' di lettura

English Version

NEW DELHI - Almeno quattordici neonati sono morti in seguito a un incendio scoppiato mercoledì nel reparto maternità del Pakistan Institute of Medical Sciences (Pims) di Islamabad. Secondo quanto riporta un canale televisivo locale, al momento del rogo il reparto ospitava 16 bambini, secondo altre fonti solo 15. Alcuni di loro si trovavano all’interno di incubatrici, altri erano collegati a bombole d’ossigeno che sono esplose a contatto con le fiamme. Le squadre di soccorso hanno risposto a una chiamata di emergenza effettuata poco prima delle 7 del mattino locali, quando in Italia erano le 4.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Secondo le prime ricostruzioni l’incendio sarebbe divampato a causa dell’esplosione di un compressore di un condizionatore d’aria. I soccorritori affermano di aver tratto in salvo 19 persone: dieci donne, sette bambini e due uomini. Secondo il padre di una delle vittime, il reparto non disponeva di sistemi di sicurezza anti-incendio e al momento dello scoppio tutte le porte di accesso erano tutte bloccate tranne una. I parenti di alcuni neonati morti nel rogo hanno denunciato ritardi nei soccorsi.

Loading...

Un fenomeno frequente

In Pakistan gli incendi nei grandi edifici sono frequenti, spesso a causa di normative di sicurezza e regolamenti edilizi inadeguati, nonché di una scarsa applicazione delle norme. A gennaio, oltre 65 persone sono morte in un incendio in un centro commerciale nella città portuale di Karachi, dove nel 2012 si consumò la tragedia che costò la vita ad almeno 250 operai in un laboratorio tessile all’interno di un edificio sprovvisto di scale antincendio.

Quello di Islamabad è uno degli incendi più gravi mai scoppiati in un ospedale del Pakistan, un Paese di quasi 260 milioni di abitanti dove la sanità pubblica soffre di strutture inadeguate e mancanza di fondi sufficienti a far fronte alle esigenze di quella vasta parte della popolazione che non si può permettere di accedere a strutture private.

I roghi negli ospedali sono frequenti in tutta l’Asia del Sud: in India, nello Stato del Maharashtra, pochi giorni fa hanno perso la vita tre neonati per il malfunzionamento di un respiratore, mentre lo scorso marzo un incendio ha ucciso dieci pazienti di un reparto di terapia intensiva di un ospedale dell’Odisha.

Le reazioni del governo

«Le circostanze che hanno portato all’incidente devono essere esaminate a fondo, i responsabili devono essere individuati e devono essere adottati i provvedimenti più severi possibili», ha dichiarato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif riferendosi all’incendio. Il premier ha sospeso e rimosso dal suo incarico Aslam Ghauri, un alto funzionario del dipartimento della Salute.

L’ospedale in cui è avvenuta la tragedia si trova all’interno del più grande complesso sanitario pubblico di Islamabad, una città pianificata costruita negli anni 60 per farne la capitale del Paese. Pochi giorni fa l’ex primo ministro Imran Khan, agli arresti dal 2023, è transitato da una delle strutture del Pims per essere visitato, dopo che nelle ultime settimane si erano infittite le voci sul deterioramento delle sue condizioni di salute.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti