Vertice di maggioranza con i leader, Chigi: a Giorgetti il mandato di verificare modifiche alla manovra
Le proposte di modifica da condividere con tutte le forze della maggioranza riguarderanno soprattutto «le forze dell’ordine, le politiche sociali e i settori produttivi»
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E’ stato dato «mandato al Ministro Giorgetti di valutare, alla luce delle coperture necessarie, la praticabilità di alcune proposte di modifica condivise da tutte le forze politiche della maggioranza, in particolare relative alle forze dell’ordine, alle politiche sociali e ai settori produttivi». Lo si legge in una nota di palazzo Chigi al termine del vertice di maggioranza. «È intenzione del Governo - si legge ancora nella nota - ascoltare con attenzione le proposte migliorative che giungeranno dal Parlamento, sempre nel rispetto di una legge di bilancio seria e con la dovuta attenzione ai conti pubblici».
L’obiettivo del vertice era provare a sciogliere alcuni nodi rimasti in sospeso, a cominciare dalla legge di bilancio. Serve infatti un vertice tra i leader di maggioranza per segnare il percorso della manovra in Parlamento. Tanti i temi aperti: dal taglio dell’Irpef alle pensioni, dalla flat tax per i dipendenti al canone Rai. Alla premier il compito di provare a tirare le somme con gli alleati, sulla manovra e non solo, al suo ritorno dalla trasferta in Sud America. Ma sul tavolo c'era anche la sostituzione del ministro Raffaele Fitto in procinto di diventare vice presidente esecutivo della nuova Commissione con delega alla Coesione e alle Riforme.
Voto slittato sul decreto fiscale
E un indice del fatto che ci sia più di un nodo da sciogliere arriva dallo slittamento dei tempi del decreto fiscale in Senato. Le votazioni partiranno lunedì e l’obiettivo, ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, è comunque quello di approdare in Aula mercoledì. Ma sul provvedimento, collegato alla legge di bilancio, si sono già scatenate le richieste dei partiti e si è registrato il braccio di ferro tra Lega ed FI sul taglio del canone Rai. Sempre lunedì approderà in Aula il ddl concorrenza sul quale, invece, è stato trovato un compromesso sul tema dei buoni pasto. Dal primo gennaio anche nel settore privato il tetto alle commissioni che possono applicare i gestori dei ticket sarà del 5%, come avviene già nel pubblico. La novità, richiesta a gran voce dalla grande distribuzione, varrà però solo per i buoni di nuova emissione, mentre per quelli in circolazione rimarranno in vigore le condizioni esistenti fino al 31 agosto 2025
Le richieste di forza Italia dall’Irpef alle pensioni
Ad annunciare la necessità di una riunione tra i vertici del Centrodestra è stato il leader di Forza Italia Antonio Tajani. «Ci vedremo presto con Meloni e Salvini per fare un quadro generale» ha fatto sapere, ribadendo i punti sui quali gli azzurri chiedono un intervento in manovra: taglio al 33% del secondo scaglione Irpef ed ampliamento della platea; innalzamento delle pensioni minime; stop alla misura sui revisori del Mef (“una norma assurda”) e ripristino della soglia di fatturato sulla web tax. Tutti piatti che entreranno a far parte del menu del vertice di maggioranza.
Nodo canone Rai da sciogliere
Così come il tema Rai. Nel decreto fiscale è presente un emendamento della Lega che chiede di confermare l’abbassamento da 90 a 70 euro del canone. Un punto sul quale il leader del Carroccio continua a insistere. E c’è chi parla addirittura di un possibile incrocio della vicenda con la richiesta di FI contenuta in un altro emendamento al fiscale: uno scudo penale per reati minori (l’omesso pagamento dell’Iva e delle ritenute e la compensazione indebita) per chi ha regolarizzato la sua situazione fiscale. Ma la questione Rai resta comunque ancora da sciogliere. «Si sta facendo un passaggio politico non solo dei gruppi parlamentari ma anche dei leader, quindi su quello ci sarà una risposta anche da parte loro», ha spiegato il capogruppo azzurro in commissione Bilancio al Senato Dario Damiani.








