Irpef e cuneo fiscale, ecco le famiglie che hanno guadagnato di più dal taglio
L’istituto di Via Nazionale ha valutato come l’effetto di questi interventi si distribuisca tra le famiglie, ordinate in base al loro reddito disponibile equivalente (ossia corretto per tenere conto della numerosità e della composizione del nucleo familiare)
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I punti chiave
- Le simulazioni dell’istituto di Via Nazionale
- Con il restyling delle aliquote cresce dell’1,5% in media nel 2024 il reddito disponibile familiare
- Dove si registrano le variazioni maggiori
- Il 2% dei contribuenti sotto la soglia dei 35.000 euro
- Per mantenere nei prossimi anni le soluzioni introdotte nel 2024 vanno trovate le coperture
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La manovra di bilancio per il 2024, viene messo in evidenza nella relazione annuale 2023 di Bankitalia, ha destinato la quota più significativa di risorse ad alcuni interventi che riducono il carico contribuivo e tributario per le famiglie italiane. Per il 2024 l’aliquota contributiva pagata dai lavoratori dipendenti è stata ridotta di 7 punti percentuali per le retribuzioni annue pari o inferiori a 25.000 euro, e di 6 punti per quelle comprese tra 25.000 e 35.000 euro, così come avvenuto nel secondo semestre del 2023. Questi valori - si legge ancora nel report - si raffrontano con una aliquota contributiva ordinaria ai fini pensionistici del 9,19 per cento. La decontribuzione non incide sui diritti pensionistici dei beneficiari. Inoltre, per il triennio 2024-26, le madri lavoratrici con minimo tre figli (di cui almeno uno di età inferiore a 18 anni) beneficiano di un esonero contributivo totale fino a un massimo di 3.000 euro annui (bonus mamme); solo per il 2024 la misura si applica anche in presenza di due figli (di cui almeno uno di età
inferiore a 10 anni).
Sempre per il solo 2024, in attuazione della legge delega per la riforma fiscale, il numero di scaglioni dell’Irpef è ridotto da quattro a tre: l’aliquota più bassa del 23 per cento si applica anche ai redditi compresi tra 15.000 e 28.000 euro (invece del 25 per cento). La detrazione da lavoro dipendente aumenta da 1.880 a 1.955 euro per i contribuenti con un reddito fino a 15.000 euro. Per i percettori di redditi superiori a 50.000 euro, la diminuzione dell’imposta dovuta per effetto di queste misure (260 euro) è annullata da una riduzione di pari importo di alcune detrazioni eventualmente spettanti.
Le simulazioni dell’istituto di Via Nazionale
Attraverso un modello di microsimulazione, Bankitalia ha valutato come l’effetto di questi interventi si distribuisca tra le famiglie, ordinate in base al loro reddito disponibile equivalente (ossia corretto per tenere conto della numerosità e della composizione del nucleo familiare). La nuova struttura dei contributi sociali e dell’Irpef è applicata ai redditi personali esistenti, nell’ipotesi che essa non influisca significativamente nell’anno in corso sulle decisioni di offerta di lavoro né su prezzi o salari.
Con il restyling delle aliquote cresce dell’1,5% in media nel 2024 il reddito disponibile familiare
Le simulazioni indicano che le modifiche alle aliquote contributive (incluse quelle che riguardano le madri lavoratrici) e all’Irpef comportano un incremento del reddito disponibile familiare rispetto alla legislazione previgente dell’1,5 per cento in media nel 2024. L’aumento è attribuibile per due terzi alle misure che riguardano i contributi sociali e, per la restante parte, alle modifiche all’Irpef.







